venerdì 24 aprile 2015

BookInFront: I Precetti di Wonder (2)


Buongiorno a tutti amici di Everpop. Anche oggi ho fatto fuori altre pagine di Wonder, ed  è immancabilmente spuntato fuori il secondo precetto, ma ne parliamo dopo il salto.
In realtà ho trovato anche il terzo e il quarto Precetto (si sto già a metà libro), ma me li conservo per i prossimi giorni. Quello di oggi, è come dire, alquanto particolare, perché si tratta, in un certo senso, di una cascata di complimenti e offese, a me stesso. In parole povere:
Le tue azioni sono i tuoi monumenti
deeds
Passo senza indugi a svolgere il mio compito.
SVOLGO
Ciò che questo Precetto fa, è spingerci a pensare, alle nostre azioni, a quello che facciamo, perché tutto si rimanda al classico: “Ad ogni azione, corrisponde una reazione, uguale e contraria”. Pensate forse che una persona così impulsiva come me, prima di fare qualcosa, pensi a questa legge? Ma neanche per sogno. Purtroppo mi faccio trascinare troppo dal momento (vedi i 9 mesi di tesi), senza pensare ad eventuali conseguenze. Ma non è questo il punto. Com’è il mio Monumento? Come è stato eretto? Quali sono le sue fondazioni? Da quali materiali e composto? Ecco queste sono le domande, e come dicevo, quest’oggi è più che altro una sorta di caratterizzazione del personaggio, il mio. Se dovessi descrivermi con delle azioni, sceglierei di certo: leggere, scrivere, allenarsi, nutrirsi, mentire, ma soprattutto parlare (provate a farmi stare zitto per più di un’ora, e riceverete il migliore tra i premi). Ho scelto la parola “mentire” non perché sia un bugiardo cronico, ma almeno una volta al giorno, una bugia scappa (e devo dire che son anche bravo a mascherarla, e a far credere che sia vera [ora mi odierete tutti, perdonatemi, ma rimango sempre umano]). Il mio è un monumento di ghiaccio, perché nonostante sia pensate e saldo (poggia su sani principi questo è certo), si scioglie al minimo accenno di calore (amore e amicizia sono le peggiori/migliori fonti di calore). Potevo scegliere la pietra, forte e dura, ma una volta distrutta, difficilmente torna a suo posto; il marmo, ma forse questo è troppo maestoso e tutto d’un pezzo (e poi diciamocelo, i monumenti di marmo sono aitanti e scultorei, e a me ce ne vuole ancora un po’); avevo pensato alla cartapesta, ma forse il mio accenno di orgoglio, non mi permette di essere una persona “modellabile” e “malleabile”. Le mie azioni, hanno portato il mio monumento ad inclinarsi, poggiando così su un terreno saldo e liscio, e contemporaneamente su di un terreno fangoso, a causa dei miei sbagli. Il mio monumento è in bella mostra, ammiratelo, e avrete conferma delle mie parole.
Anche oggi torno ad odiarmi (vestendo i panni del professore), anche se quest’oggi mi sento piuttosto confuso dopo tutto questo, e non chiedetemi perché. Per oggi è tutto, tornerò domani, con un Precetto che mi fa alquanto paura, perché so che non potrò mai essere spietato su un argomento del genere.

See you soon! -Lewis
p.s. Mi piacerebbe che il mio monumento sia simile a quello di Lincoln. Sì, così me lo immagino.

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