giovedì 23 aprile 2015

BookInFront: I Precetti di Wonder (1)

Salve a tutti amici di Everpop, ancora una volta, un’ennesima nuova rubrica, che non potevo tenere per me, perché se c’è una cosa che amo nei libri, sono proprio gli aforismi che ne vengono fuori. Capirete quindi che, “ho dovuto”. Per farla breve, questa rubrica conterrà diversi aforismi tratti dai libri, che di volta in volta leggerò (e che poi ovviamente recensirò).
 Ma andiamo nel dettaglio…Inizio quest’oggi con un libro “currently reading”, e cioè Wonder, ma voglio partire in modo diverso, rispetto ai post che seguiranno, voglio iniziare “barando”. Ieri ho iniziato la lettura di Wonder (70 pagine lette, e già me ne sono innamorato), libro del quale parlerò tra qualche post; leggendo sono incappato i quelli che vengono chiamati PRECETTI, una specie di compito che il prof. di Auggie (protagonista del libro), assegna mensilmente ai suoi studenti. Bene, questa cosa mi ha colpito non poco, e per questo ho deciso di svolgere anche io “i compiti a casa”. Inizio con il primo precetto, quello di Settembre:
“Quando ti viene data la possibilità di scegliere

se avere ragione o essere gentile, scegli di essere gentile.”

Ok, si inizia col botto, perché trovo che non sia un tema tanto semplice, ma ceste, famolo e basta.
SVOLGO (fa tanto tema delle elementari)
Questa è per me una delle massime più difficili da mettere in atto, la ragione (e quindi il cervello) e la gentilezza (il cuore), sono di certo due aspetti insiti nel mio essere (l’essere lo scapestrato Lewis Herald…WOW), al quale non sempre so dare la giusta importanza. Mi spiego, sono una persona piuttosto impulsiva, e per la maggior parte della mia vita, mi faccio guidare da questa impulsività, che è volta (sempre e comunque) dal voler AVERE RAGIONE. Sono però una persona piuttosto debole, perché (ed ora entra in scena il cuore) se decido di prendere a cuore una persona, difficilmente la lascio andar via; e sono state tante le volte in cui mi sono “inginocchiato”, per non perdere una tessera del puzzle Amicizia, che significano per me i miei amici. Lo ammetto, sono più le volte in cui, nonostante la mia “resa”, le persone sono andate via, senza darmi nemmeno una spiegazione, che quelle in cui sono riuscito a tenermele strette. Oramai posseggo un puzzle incompleto, caotico per lo più, e non passa giorno che pensi a quanto voglia ritrovare quei pezzi, ormai perduti (ma lo sappiamo tutti che è in possibile. Quindi Lou mettiti il cuore in pace). Quindi, sì mi faccio trascinare dalla ragione, ma è la gentilezza che sa sempre come tirarmi verso la parte opposta, un lago dalle acque contrastanti, a volte calmo e sereno, a volte triste e malinconico. Nonostante questo, scegliete la gentilezza, perché quando sarete voi a ricevere un gesto “premuroso”, passerete un momento felice (anche se questo durerà un battito di ciglia).

Mammina cara, ora capisco perché le mie prof. odiavano leggere i miei temi (e mi sono trattenuto dallo scrivere le mie solite prosopopee). Ora capisco quanto io possa essere pesante (e pedante) e angosciante (alcuni direbbero poetico), e tanto altro ancora (che risparmio, se no inizio a fare la lista degli aggettivi più melanconici che esistano).
Eeeeeeeed anche per oggi siamo giunti al termine. Al prossimo Precetto, il prossimo tema.
Gentilmente presente (per la prima volta non me lo da come errore *sigh sigh*), vi saluto e vi do appuntamento al prossimo post, sempre qui su Everpop. See you soon. -Lewis.
p.s. se qualcuno dei miei amici si permette a dire che sono cattivo, mi offendo (haha).

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