giovedì 2 aprile 2015

Toons in the Box: Pranzo Pasquale


Salve a tutti amici di Everpop è buona settimana pasquale a tutti voi! Come sempre siete sempre in tanti ad amare questa rubrica, e per questo il vostro Lewis è sempre pronto ad accontentarvi. Ma bando alle ciance e partiamo subito. Il tema di questo settimo episodio non poteva che essere la Pasqua, e i tre cartoni di quest’oggi me la ricordano (in un certo qual modo).
Come tutti sapete non c’è pranzo pasquale senza il suo agnello, servito fumante in tavola (io potrei farne pure a meno ad esempio). Oggi invece ve lo serviamo fresco e pimpante, perché il nostro primo Toon é:
Ovino! Cartone che sinceramente io ho sempre adorato. La pecora protagonista di questa serie [che non è Shawn, provate solo a confondervi e vi ritrovate con una bella pizza in faccia, e non quella che preferireste mangiare], fa il suo debutto su Cartoon Network, nell’estate del 2000, con il primo di 26 episodi (due stagioni in tutto), e segue il filone dei Cartoon Cartoon, aperto da Dexter e Co.. La serie, che ancora oggi nessuno riesce a capire a che genere di pubblico sia rivolta, narra la vita e le disavventure di Ovino, una classica pecora senza nulla di particolare, che ha un solo sogno, trasferirsi in città; succede però che, pur essendo lui piuttosto normale, capita in una città abitata da innumerevoli personaggi assurdi e particolare. Come in tutti i cartoni che si rispettano, anche Ovino non avrà vita facile, perché il suo “antagonista” il Generale Specifico, gli darà più volte filo da torcere, soprattutto visto che il suo fine ultimo è quello di catturarlo e  usarlo come arma segreta, alimentata ad energia ovina. Rispetto alle altre serie, questa ebbe sicuramente meno successo (ma nonostante questa a me piaceva, sarà per il suo humor no sense, sarà perché io adori i negletti, sarà semplicemente perché ho brutti gusti. NON LO SO. Fatto sta che a me piace…OK?!?). Vorrei poter scrivere qualche riga in più su questo cartone, ma tutto quello che c’era da scrive, l’ho scritto, quindi passiamo avanti.
Dopo aver deciso la portata principale, passiamo a chiamare i parenti, e ditemi voi se esiste famiglia migliore (non ve ne uscite con Simpon, Griffin e co.) di questa:
Altro cartone che ho tanto adorato, al punto da avere la sigla sull’ipod (Beyoncè è sempre Beyoncè). La serie, scartata inizialmente dalla Nickelodeon, fu invece accolta in casa Disney, che entusiasti produssero questa gran serie, che ebbe anche un suo discreto (ma che dico, discreto è dir poco) successo. Dopo molti anni di distanza dalla fine de I Robinson (quanto adoro Cliff e famiglia?!?), tornano in Tv la vita quotidiana, e le avventure, di una famiglia di colore americana. La serie, andata in onda in Italia dal 2003 su Disney Channel (poi in replica su Rai 2), si compone di 53 episodi, suddivisi in tre stagioni, un crossover con Lilo e Stitch (se non l’avete visto fatelo subito, IO LO AMO) e un film (che ne segna il finale). La trama? Niente di più semplice: Penny è la classica ragazzina americana di colore, o forse no, perché la contraddistingue l’avere una famiglia fuori dal comune, un’energia senza fine, e una vita quotidiana fuori dal comune. La sua famiglia, composta da papà Oscar e mamma Trudy, i gemellini e nonna Sugar Mama, è la più spassosa tra le famiglie Disney (e intendo sia cartoni che telefilm eh!), per non parlare della sua comitiva, tra le quali spiccano Dijonay, LaCienega, e Zoey, tre spassosissime ragazze che insieme a Penny, sono solite cacciarsi in ogni genere di avventura, fuori dall’ordinario. Le sue disastranti avventure si concludono poi con “La famiglia Proud – il film”, in cui vediamo la nostra Penny compiere 16 anni, e chiedere a papà Oscar, di entrare a far parte del corpo di ballo del rapper che lei tanto ama: 15 Cents. Papà però è contrario a tutto questo, e quindi Penny è costretta ad incontrare il gruppo di nascosto, fuggendo da casa, arrivando persino a baciare il suo mito. Come è ovvio, Oscar assiste alla scena, e decide quindi di annullare la festa di compleanno, suscitando così l’ira della figlia. Ma questo è solo l’inizio, perché uno strano tipo, un certo Dottor Carver, offre all’intera famiglia un viaggetto gratis, il genere di viaggi che difficilmente ci si dimentica. Prima ancora del film però, la serie riuscì ad accaparrarsi diverse nomination, e ben tre premi: un Image Awards, e due Casting Society of America. Che dire, i Proud sono tipi tosti.
Il piatto principale c’è, la famiglia anche, ora quello che manca è il posto giusto dove festeggiare, e quale posto migliore se non:
Il rinomatissimo Club di Topolino [che ahimè ha chiuso ormai i battenti], ha aperto le sue porte al pubblico nell’autunno del 2001, su Disney Channel e su Rai 2. Dopo le imprese del “Mickey Mouse Works”, la Disney intraprese un secondo progetto, ben più intraprendete del precedente: una serie nella quale potessero apparire tutti i personaggi Disney creati fino ad ora, condito con mini toons con Topolino e co. come protagonisti. Nacque così il Topo Club, il locale più in di Toontown, dove ogni giorno, ogni settimana, ogni mese, i protagonisti dei gran film disney si ritrovavano abitualmente, buoni e cattivi. Ben 50 sono i protagonisti che appaiono all’interno della serie: si va da Biancaneve e Cenerentola, fino a Mulan e Hercules, per non parlare di tutti gli altri. A gestione del club troviamo: Topolino (capo e gestore), Minnie (addetta alla contabilità e alle spese), Paperino (addetto all’accoglienza), Paperina (addetta alle prenotazioni), Pippo (cameriere), Orazio (addetto a macchinari e proiezioni), e Ciccio (cuoco). Non mancano di certo Max, che lavora al parcheggio, e i tre nipotini di paperino che suonano in una band musicale, addetta all’intrattenimento. Come agli albori, Pietro cercherà in ogni modo di mettere i bastoni tra le ruote alla sua nemesi, fallendo miseramente episodio dopo episodio. La serie di 52 episodi (3 stagioni totali), fu molto apprezzata sia in America che in Italia, e anche nel resto del mondo dove venne trasmessa, infatti proprio per questo sono convinto che tutti voi abbiate visto almeno un episodio.

Ed eccoci giunti al finale, ora che è tutto pronto, non ci resta che festeggiare insieme questa festività. Credenti o no, restate qui con noi a farci compagnia, e non ve ne pentirete. Per oggi qui dal mio soggiorno milanese è tutto. Tra una corsa al parco, e un giro al museo, vi auguro buone feste e….Vi saluto e vi do’ appunta-appuntamento al prossimo episodio di TitB (così fa molto più figo eh)
See you soon! -Lewis.


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