lunedì 24 agosto 2015

Libri, Letture, e (La) Recensione: Turista per Caso di Anne Tyler

Audite audite ragazzuoli cari: Ho trovato il terzo titolo della mia “Lista dei libri perfetti” (I primi due sono: Wonder di RJ Palacio, e La magia delle cose perse e ritrovate di Brooke Davis). Stavolta è un libro venuto dal passato, consigliatomi dalla cara zia T. E che libro….ora ve ne parlo!

TURISTA PER CASO
                                               
"Dopo una certa età, mi pare che si possa solamente scegliere che cosa perdere"

 
TuRISTA PER CASO
di Anne Tyler
                                                                                           

TITOLO ORIGINALE: The Accidental Tourist

EDITORE: TEA

GENERE: Narrativa Contemporanea

 PAGINE: 300

PREZZO: 9,00€

USCITA: 13 apr 1992


TRAMA

La vita di Macon Leary è organizzata con la precisione di un meccanismo a orologeria. Giorno dopo giorno, la sua esistenza si svolge, secondo regole accuratamente prestabilite, tra la stesura di guide turistiche per uomini d’affari, le passeggiate con Edward, simpatico cagnetto vagamente nevrotico, e il continuo perfezionamento delle proprie abitudini. Persino il dolore, quello per la tragica morte del figlio e per il successivo abbandono da parte della moglie, sembra non scalfire il mondo ordinato di Macon. Ma il destino ha in serbo per lui un colpo a sorpresa. Si chiama Muriel Pritchett, ha una massa ribelle di riccioli, un bambino bisognoso di cure ed è un turbine di incontrollabile disordine. Più a nulla varranno le resistenze, la pazienza, il metodo, la fuga; è arrivata la vita e Macon non può più nascondersi.

MY POINT OF VIEW
                                              

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Non credevo che mi sarei mai potuto innamorare di questo libro. Certo la trama era allettante, e la descrizione dei personaggi ancor di più, ma pagina dopo pagina (nonostante la mia lentezza nel leggerlo), capitolo dopo capitolo, non ci ho messo molto a capire che questo era il libro giusto.
Ora parliamone! Questo libro ha dei protagonisti incredibili, dei personaggi che ti entrano nel cuore, e che proprio non ne vogliono sapere di andarsene. Macon e Muriel (in testa), sono REALI, non hanno nulla di finto e fasullo, sono così veri che sembra conoscerli da sempre. Lui, burbero e molto (ma davvero molto) singolare, è l’antieroe di sempre, il protagonista agli antipodi, qualcuno che proprio non vorresti essere (io ad esempio gli assomiglio in una maniera impressionante, tanto che più volte mi è capitato di pensare che Macon fosse il me stesso del futuro). Pignolo alla massima potenza, ha sempre da ridire su tutto. Per lui c’è sempre qualcosa di sbagliato, ed il bicchiere è perennemente mezzo vuoto…o almeno inizialmente. Venendo lasciato da Sarah, Macon scopre aspetti di lui stesso, e del mondo che lo circonda, fino ad ora sconosciuti. Nonostante l’età avanzata, riesce a riscoprire il suo io interiore, e a maturare. Ma tutto questo solo grazie all’intervento dell’eroina del libro: Muriel. Lei è un uragano di emozioni, ma soprattutto di parole. Blatera e blatera per tutto il tempo, su tutto, e su tutti. Riesce a passare da un argomento ad un altro, in un minuto, con una maestria unica. Se ve lo state chiedendo…sì Muriel è abbastanza stramba. Una stramba in gamba però, quella che tutti vorrebbero come migliore amica. Quando questi due strani personaggi si incontrano, scatta un’alchimia, che è qualcosa di diverso dall’amore. I due sembrano riconoscersi, sembrano scovare all’istante quel qualcosa che manca ad entrambi, da sempre. C’è attrazione fisica? Certo quella non manca. Ma non è questo a spingerli l’uno verso l’altra, bensì il loro passato, e la loro sfortuna. Uno rimpiange la vita (ormai perduta) del figlio, l’altra invece una relazione finita male, ed un bambino indifeso al quale è difficile badare. E sono proprio questi gli elementi di punta di questo romanzo; questi, e l’addestramento di Edward, il cane di Macon, che è il terzo protagonista di questo romanzo, senza il quale non esisterebbe questa storia. Ho letteralmente amato Edward, perché  è la personificazione del cane pestifero, che però tutti (a modo loro) amano. Accanto a loro tre c’è un cast di personaggi assai particolare: la famiglia di Macon (Rose, Porter, e Charles), Julian (il capo di Macon), Sarah (ex moglie di Macon) ed i personaggi di sfondo. Soffermiamoci un secondo sull’aspetto familiare, che è un tema molto ricorrente all’interno della storia. Da un lato c’è la famiglia di Macon, affetta da manie e ossessioni, causate da una madre egoista (lei l’ho proprio odiata), e costellata di divorzi. I Leary o li ami, o li odi! Dall’altro lato c’è la famiglia di Muriel. La classica famiglia bigotta, che ha vergogna della propria figlia, solo per via degli sbagli compiuti in gioventù (ho odiato anche loro). E’ proprio colpa (o forse è fortuna) di queste due famiglia se i nostri protagonisti sono così “particolari”. I bizzarri affetti familiari li hanno letteralmente forgiati e temprati. Se però da un lato troviamo il tema della famiglia, dall’altro ne troviamo uno ancora più forte, quello dei viaggi. Turista per caso (involontario nel libro) è proprio il titolo della collana delle guide scritte da Macon, una collana che comprende guide utili a coloro che viaggiano per lavoro. Ho letteralmente adorato i viaggi di Macon, e le sue pignolerie, perché diciamocelo, sono un po’ anche le mie. I suoi sono viaggi brevi ma dettagliati, ma soprattutto mirati. E poi devo dirvelo…i suggerimenti di Macon sono delle GENIALATE (anche se applicate ai giorni nostri)!
Ora però mi tocca parlare (con estremo piacere) della Tyler. Questo è il primo romanzo dell’autrice che leggo, e devo dire che come prima impressione è andata più che bene. Io di solito sono il tipo di lettore che odia i fronzoli e le descrizioni, ma devo ammettere che stavolta, vedere il mondo attraverso gli occhi di Macon Leary, amandolo ed odiandolo, fino al più piccolo granello di polvere, è stata davvero un’esperienza piacevolissima. Nonostante la lentezza (da parte mia), non c’è stata una sola volta che questo romanzo mi abbia annoiato.Ogni volta che chiudevo il libro mi chiedevo cosa avrebbero fatto Macon e Muriel in seguito (e tutt’ora, a termine lettura, me lo chiedo). L’autrice sa alternare umorismo e quotidianità in maniera impeccabile; si passa dalle scene divertenti dell’addestramento, o delle scenette in casa Leary, agli avvenimenti del passato (soprattutto quelli riferiti alla morte del figlio di Macon, Ethan), con una continuità a dir poco incredibile. La Tyler mi ha sorpreso e sbalordito, e ne son davvero felice.

Credo sia meglio finirla qui, nonostante abbia ancora tante altre cose da aggiungere, perché sì, questo libro mi è piaciuto davvero tanto! Con la speranza che possa piacervi allo stesso modo, vi invito a dargli un’occhiata, e allo stesso tempo vi saluto, dandovi appuntamento a domani. Restate sintonizzati su Everpop.
See you soon! -Lewis

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