lunedì 1 agosto 2016

Botta & Risposta: Intervista a Giulio Macaione (Autore di Basilicò)


Buongiorno Evereaders, iniziamo quest'ultima settimana estiva (ci rivediamo tra due settimane esatte eh!) con una nuovissima intervista! Dopo aver letto il suo splendido "Basilicò", ho avuto il piacere di intervistare Giulio Macaione, suo autore, grazie al supporto della Bao Publishing (grazie grazie grazie). Detto questo, godetevi l'intervista, che è davvero SUPER!


BASILICO'
di Giulio Macaione
                                                                                           

TITOLO ORIGINALE: Basilicò

GENERE: Familiare

EDITORE: Bao Publishing

PREZZO: 15,00€

USCITA: 30 giu 2016

PAGINE: 160 pp




TRAMA

Un affresco familiare raccontato dal punto di vista dei figli di una matriarca siciliana, costruito intorno alle ricette di famiglia, che intervallano i capitoli e si possono copiare e cucinare veramente. Lampi di flashback seppia punteggiano il bianco e nero della narrazione, disegnando una Sicilia per sempre sospesa tra antico e moderno, bellissima e dolorosa, che Giulio Macaione racconta splendidamente.

INTERVISTA

Lewis:  Partiamo con la domanda di rito: Dicci, chi è Giulio Macaione?
Giulio: Giulio Macaione è un tizio con la faccia da ragazzo serio e intelligente. In realtà è uno svampito che pensa solo ai fumetti, ha una memoria da pesce rosso però si ricorda ancora tutti i nomi in giapponese delle guerriere sailor.

Lewis: Cosa ti ha portato a percorrere la strada del fumettista?
Giulio: L’incoscienza! Ce ne vuole un bel po’, se si vuole fare dei fumetti il proprio mestiere! Scherzi a parte, ho sempre disegnato, sin da bambino, e raccontare storie è sempre stato quello che mi appagava di più. Ho provato altre forme d’arte e percorsi paralleli, ma il Fumetto è senza dubbio il mio mezzo, la mia casa.
Lewis: Come sei arrivato a pubblicare il tuo primo fumetto?
Giulio: Quando avevo solo 16 anni partii da Palermo per andare a bussare alle porte di Kappa Edizioni, all’epoca il mio editore di riferimento, a Bologna. La redazione fu incuriosita dai miei lavori anche se all’epoca erano ancora molto acerbi. Un paio di anni dopo partecipai al concorso “Otto Tavole per Mondo Naif”, indetto appunto da Kappa Edizioni, che fino a quel momento chiedeva una rivisitazione di una delle storie apparse su Mondo Naif, la loro rivista ammiraglia. Da quell’anno il contest fu aperto anche a storie originali, così io ridisegnai e riscrissi completamente la storia mostrata in redazione due anni prima e vinsi il concorso. Mortén, questo il titolo del corto a fumetti, fu pubblicato su Mondo Naif poco dopo e rappresentò il mio debutto ufficiale. Nel frattempo avevo finito le scuole superiori e lasciai Palermo per trasferirmi a Bologna.

mi sono sbirciato tutti gli sketch di Giulio in giro per il WEB! 
Lewis:  Quali sono le gioie e i dolori (facciamo dispiaceri che suona meglio, o se ti va pregi e difetti) del tuo lavoro? Cos’è che ti piace davvero tanto, e cosa meno…mettiamola così!
Giulio: Questa è una domanda difficile e potrei dilungarmi, ma cercherò di essere sintetico. Le gioie? Tutto: il foglio bianco quando devo iniziare una nuova pagina, il momento in cui le idee che mi ruotano in testa prendono forma, si uniscono e inizio a buttare giù una nuova storia, l’attimo in cui scrivo la parola “fine”, quello in cui vedo il mio lavoro stampato, poi in libreria, poi nelle mani di un lettore. Ma la cosa più bella in assoluto per me è sentire le parole dei lettori e leggere i loro messaggi. Sarò melenso, ma è così. Sapere che il mio lavoro sarà filtrato dagli occhi di qualcun altro e che gli lascerà qualcosa è la gratificazione più grande. I dolori? I mesi di lavoro e fatica chiuso in una stanza, il trattamento che in Italia si riserva al Fumetto - che solo negli ultimi anni, grazie al lavoro di editori come Bao e pochi altri, sta ricominciando a ritagliarsi una dignità culturale - , la distribuzione dei libri spesso inadeguata, il fatto che molta gente - a cominciare da molti addetti al settore - non lo consideri un lavoro vero.
Lewis:  Ecco la domanda che mi piace fare a tutti: “Se potessi tornare indietro” e ti venisse data la possibilità di realizzare (disegnare e sceneggiare) un fumetto già esistente, quale sceglieresti?
Giulio: Altra domanda difficile, perché sono talmente tanti che non saprei da dove iniziare… Se dovessi scegliere un titolo (guardo la mia libreria)… Forse oggi ti risponderei “E la chiamano estate” di Mariko e Jillian Tamaki. Un graphic novel stupendo che risfoglio spesso.

Luigi: Quali sono gli autori che più ti hanno ispirato durante tutta la tua vita da lettore e disegnatore?
Giulio: Hai tempo? :) Dunque, da bambino i manga in genere e Disney, poi da ragazzino sempre i manga, in particolare Ai Yazawa, e gli autori di Mondo Naif, quindi Vanna Vinci, Andrea Accardi, Davide Toffolo… Crescendo, ho scoperto Bilal, Pratt, Crepax… Negli ultimi anni invece ho osservato molto Margaux Motin, Manuele Fior, Becky Cloonan, Frederik Peeters, Fiona Staples e molti artisti americani. 
Lewis:  Passiamo finalmente a parlare di Basilicò (che suggerisco a tutti quelli che ancora non l’hanno letto): Descrivici il tuo fumetto con solo 5 aggettivi.
Giulio: Mediterraneo. Appetitoso. Intrigante. Appassionato. Corale.
Lewis:  Cosa ti ha fatto scattare l'idea per questa storia? Cosa ti ha spinto a voler raccontare la storia di questa famiglia?
Giulio: Volevo fare qualcosa di completamente diverso da ciò che ho fatto prima, e le storie corali mi sono sempre piaciute. Quindi ho deciso di raccontare questa saga familiare inserendo alcune ispirazioni alla Almodóvar. Sull’ambientazione sono stato sicuro da subito, avevo bisogno di raccontare della mia terra, la Sicilia, e in qualche modo volevo che la trama fosse uno specchio del mio rapporto difficile con Palermo, la città dove sono cresciuto, con la quale ho un legame viscerale ma anche contraddittorio e doloroso.
Lewis:  Come mai hai deciso di raccontare una storia di una famiglia attraverso la madre defunta?
Giulio: Maria parla da morta perché ha dei segreti da svelare, qualcosa che in vita non avrebbe mai e poi mai ammesso per mantenere la sua immagine di matriarca forte e rispettabile. Da morta, può concedersi qualche confessione con il lettore e togliersi, anche lei, il peso di tutto ciò che ha taciuto.
Lewis:  Qual è stata la parte più difficile nella realizzazione di questo fumetto? E quale la più divertente?
Giulio: Per Basilicò mi sono concentrato molto sulla scrittura, molto più di quanto non avessi fatto in passato. La parte più divertente è stata proprio raccogliere le idee, ragionarci su e poi intrecciarle per creare il passato e il presente della famiglia Morreale. I momenti più belli e teneri sono stati quelli in cui, con mio marito, rileggevamo la sceneggiatura e spesso ci mettevamo a recitarla (e lui è veneto, per cui sentirlo recitare con l’accento siciliano è uno spasso). La parte più difficile, ma credo anche più intensa, è stata proprio la realizzazione delle pagine mentre ero in America, più lontano che mai da Palermo e terribilmente nostalgico.
Lewis:  I lettori di Everpop, come me, sono stracuriosi sui personaggi, e quindi ti chiediamo: Qual è il membro della famiglia che più ti assomiglia, e quello invece che preferisci di più?
Giulio: Non c’è un personaggio nel quale mi identifico di più, ma sicuramente c’è qualcosa di me in ognuno di loro. La mia preferita invece è Nancy, il personaggio che amo di più disegnare. Avrei voluto darle molto più spazio ma alla fine si è un po’ “sacrificata” per far funzionare l’equilibrio della storia.
Lewis:  C’è qualcosa in cantiere? Qualcosa che potremo leggere e ammirare prossimamente? Puoi farci uno spoilerino piccino picciò (non quelli in stile “E’ morto Tizio in Trono di Spade ovvio)?
Giulio: Sto lavorando a una storia ambientata negli Stati Uniti, a Cincinnati, dove ho vissuto per un periodo fino a pochi mesi fa. Si intitola Alice From Dream To Dream ed è una storia adolescenziale con un pizzico di fantastico. I colori sono della bravissima Giulia Adragna, autrice del fumetto autoprodotto Miss Hall e straordinaria colorista. Poi ho in mente due idee per futuri graphic novel, ma è ancora presto per dire qualcosa…



Ringrazio ancora una volta Giulio, e la Bao per l'opportunità, invitandovi a leggere Basilicò (mi avete scritti in molti su Instagram e Twitter dicendomi di averlo comprato in seguito a foto e recensione, minacciando di prendermi a sberle se non vi fosse piaciuto, e poiché tutto tace mi sembra già una vittoria). Nel frattempo, Giulio ha deciso di salutarvi così:


See you soon! -Lewis

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