giovedì 24 novembre 2016

Libri, Letture, e (La) Recensione: Nero Dickens di Charles Dickens


Buon misterioso venerdì amici di Everpop! In questo pre-finesettimana vi porto a (ri)conoscere un grande autore del passato, accompagnato dai suoi misteriosi racconti.


NERO DICKENS
di Charles Dickens
                                                                                           

TITOLO ORIGINALE
Nero Dickens

EDITORE: Marsilio Editore

GENERE: Racconti

PAGINE: 206pp

PREZZO: 15,00€

USCITA: 3 nov 2016




TRAMA

Seppur non manchino spettri e stregate visioni, non è il soprannaturale di per sé il segno forte di questi racconti di Dickens, ma piuttosto il mistero: mistero di passioni devastanti e maniacali ossessioni, oscuri ed enigmatici presagi di un destino incombente o torturanti memorie di un passato lontano. E ancora, mistero di parole che tornano implacabili a scandire i tempi della vita e i percorsi del racconto, mistero di sguardi e gesti indecifrabili - coprirsi gli occhi con un braccio, seguire compulsivamente con la mano le fibre di una stuoia -, di strani anomali personaggi e di ambigue storie in cui si sfuma il confine tra realtà e allucinazione, ragione e follia, vita e morte. Storie tanto più inquietanti quanto più calate in quel contesto, e linguaggio, "realistico", di cui Dickens è maestro insuperabile, che puntualmente viene smantellato nelle sue labili, illusorie certezze. Alla forza immaginativa di questo contrasto contribuisce il particolare genere di molti dei testi qui presentati, che sono brevi narrazioni in sé compiute inserite nei romanzi (Il Circolo Pickivick, La piccola Dorrit, Un racconto dì due città), con la funzione di spezzare il flusso del reale e, quasi inavvertitamente, passare il testimone da personaggi realistici, comici o convenzionali, a cupe, spettrali figure della trasgressione: pazzi, assassini, padri maledetti e crudeli, spose dementi e disperate. Unico racconto autonomo a tutti gli effetti è lo splendido "Linea secondaria nr. I", "Il casellante", da molti considerato il più bello di Dickens: il tetro buco nero della galleria ferroviaria sul quale balugina a tratti una tetra luce rossa a segnalare un pericolo sconosciuto e palpabile, fantasmatico e reale, può ben essere assunto a immagine-simbolo dello spazio in cui si muovono questi racconti, e in cui vertiginosamente si confondono le nostre luci e le nostre ombre.

MY POINT OF VIEW
                                                                               

Tornare dopo tanto tempo a Dickens (escludendo il classico appuntamento natalizio con i Racconti di Natale) è stata un'esperienza nostalgica, ma allo stesso tempo ho trovato spunti nuovi ed incredibilmente attuali; insomma una ventata di novità nonostante il materiale tutt'altro che moderno. 
Racconti del mistero. Nonostante il sottotitolo si può forse cadere in inganno, in un classico tranello progettato solitamente dagli spiritelli che vivono le tante storie di Dickens, il quale con passione ha sempre descritto e tratteggiato nel dettaglio. Il mistero contenuto in ognuno di questi racconti però non ha nulla a che fare con omicidi o sparizioni, nulla che ci riporti alla mente qualcosa di simile alle opere di Conan Doyle; il mistero che troviamo lungo la lettura di questo volumetto è legato all'animo umano, alle sue passioni, ai suoi timori, alle sue paure. Dickens infatti ci parla, nel suo classico stile al quale siamo ben abituati, quello stile che molti lettori (io in primis) adorano nonostante il linguaggio "datato", del mistero nel suo senso più profondo, un mistero che fa breccia e scava dentro ognuno di noi, per poterne analizzare sguardi, gesti, azioni e reazioni. Vengono quindi immancabilmente a galla disturbi come la pazzia, l'ossessione, il risentimento, ma soprattutto la paura, quell'oscurità che ogni giorno celiamo nei nostri cuori, e che l'autore riesce a tratteggiare  e raccontare sapientemente.
Trovandoci al cospetto di un'opera di Dickens, non manca di certo quell'aura un po' inquietante e oppressiva che circonda alcuni racconti dell'autore, ne tantomeno quegli elementi spettrali e sovrannaturali che ne caratterizzano altri (vedi il mio amato ed adorato Canto di Natale). Non è inaspettata quindi la presenza di spettri e spiritelli, che infatti riescono ad infiltrarsi tra le pagine di questo libro, e a volte a diventarne persino i protagonisti. 
Tutti questi fattori, combinati e mescolati tra loro, danno vita a un'antologia assai misteriosa, grazie alla quale Charles Dickens riesce, ancora una volta, a raccontare gli eventi e situazioni sociali della sua epoca, con estrema e tragica spontaneità.
Tutti intriganti e affascinanti allo stesso modo, ma tra i racconti contenuti in questo Nero Dickens, quello che più mi ha colpito è stato Storia di un'ossessione, nel quale ho ritrovato un Dickens moderno, che parla al lettore a tu per tu, attraverso la voce un po' capricciosa della protagonista, che di suo sa essere assai fastidiosa, ma anche molto affascinante.
A completare la bellezza di quest'opera ci sono poi la copertina, magica ma anche un po' cupa ed oscura, e l'introduzione ai racconti, ad opera di Marisa Sestito, che ha colpito la mia attenzione per l'incredibile precisione insita tra le parole scelte dalla professoressa, che analizza scrupolosamente fin nel dettaglio, ognuno dei nove racconti. Un'introduzione dalla quale traspare tutta la passione e l'interesse che la Sestito ha nei confronti dell'autore e delle sue opere.
Insomma, un'antologia ben curata, forse un po' particolare, che è riuscita però a farmi nuovamente innamorare di un grande autore per il quale provo una stima assoluta.


Ci salutiamo così questo venerdì amici di Everpop, avvolti da un'aura misteriosa e allo stesso tempo anche un po' cupa, circondati dalle creature di Dickens, che son certo accoglierete con piacere a casa vostra!
See you soon! -Lewis

1 commento:

  1. Mi ha i fatto venir voglia di riprendere in mano questo autore, magari proprio da queste novelle ^_^

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