giovedì 15 dicembre 2016

Libri, Letture e (La) Recensione: Una fantasia di Natale di Charles Dickens

Buongiorno amici di Everpop! Non è Natale senza Charles Dickens, e quindi diamoci dentro con la lettura di un racconto natalizio! Come dite? No no, non sto parlando di Canto di Natale, ma di un altro racconto che è sempre passato un po' in sordina. Quale? Scopriamolo insieme!


UNA FANTASIA DI NATALE
di Charles Dickens
                                                                                           

TITOLO ORIGINALE

EDITORE: Marsilio Editore

GENERE: Racconti

PAGINE: 206pp

PREZZO: 15,00€

USCITA: 3 nov 2016




TRAMA

Dopo "Un canto di Natale", ancora una storia di Natale, ancora un magico sconcertante racconto, ancora un grandissimo Dickens. Ultimo dei quattro "Christmas Books" dell'autore, questa "Fantasia di Natale" è la storia di un dono, un dono stregato e crudele, e di uno sventurato patto che il protagonista, il chimico Redlaw, sancisce con il proprio doppio fantasmatico. Il dono - che egli trasmetterà a tutti coloro che gli si accostano - è quello di poter dimenticare, poiché è soprattutto "torto, dolore e sventura" che la memoria del passato sembra portare con sé. Ma non comprende, Redlaw, che insieme a tutto questo se ne andranno ricordi, emozioni e desideri, e tutto ciò che va a costruire, nel tempo, lo spessore della natura umana. In una cupa discesa verso la solitudine e l'indifferenza, vediamo lui stesso, e via via tutte le figure che incrociano il suo percorso in una Londra povera e degradata ma vitale, perdere i tratti della solidarietà e dell'allegria e chiudersi nell'egoismo e nel sospetto. Ritroviamo qui tutti i caratteri della scrittura dickensiana: l'alternanza di comico e tragico, di momenti di cupa introspezione e di incontenibile allegria, delle figure dell'ombra e di quelle della luce; e l'infanzia, nelle sue componenti più inquietanti e in quelle più tenere. E vi ritroviamo naturalmente la magia del Natale, con il suo messaggio augurale di dolcezza e benevolenza.

MY POINT OF VIEW
                                                                               

Si ritorna a parlare di Dickens, il mio adorato Charles Dickens, e ancora una volta mi trovo in difficoltà! Recensire grandi autori, e grandi libri del passato è sempre difficilissimo, ma anche stavolta ci provo!
Con "Una fantasia di Natale" Dickens si rimette in gioco, ancora una volta, sul tema delle festività, riuscendo a tirar fuori una nuova e intrigante storia da leggere durante il periodo delle festività, magari con un bel fuoco scoppiettante nel camino (che ovviamente io non ho!). Il libro in questione si differenzia dagli altri racconti natalizi per uno stile molto più maturo rispetto agli altri. La storia dell'invasato e del patto del fantasma è sì una storia nella quale possiamo trovare il classico stile di Dickens, e alcuni suoi elementi fissi, ma allo stesso tempo possiamo trovare in esso tanti nuovi elementi, che dimostrano una maturità dell'autore, rispetto ad esempio a Canto di Natale. Nonostante questo però le differenze tra la storia dell'invasato e quella di Scrooge non sono poi molte. I due romanzi infatti si assomigliano sotto diversi aspetti, a partire dalla volontà dell'autore di narrare la situazione socio-economica dell'epoca: ancora una volta la povertà è al centro della trama, e prende forma attraverso i suoi personaggi. I Tetterby ad esempio mi hanno ricordato molto i poveri Cratchit, per il loro atteggiamento abnegante.
Il discorso si complica (sotto certi aspetti) quando si mettono in gioco i due protagonisti delle opere. Caratterialmente Scrooge e Redlaw si differenziano sotto molti aspetti, a partire dalla loro indole, taccagna e avida il primo, buona e altruista il secondo. Dove però ci sono le differenze, ci sono anche le similitudini. I due uomini, nonostante il loro diverso atteggiamento verso il prossimo, sono entrambi soli, isolati dal resto del mondo per proprio volere. 
Una fantasia di Natale narra la storia del chimico Redlaw, un buon uomo benvoluto, e del dono scaturito in seguito ad un patto sovrannaturale, che può essere trasmesso da persona a persona. Un dono potente e allo stesso tempo oscuro, capace di cancellare i solchi dolorosi scavati nella memoria. Un dono affascinante, ma allo stesso tempo tragico, perché oltre ai dolori porta via anche le gioie. Un racconto capace di incantare il lettore, e di trasmettere l'aria natalizia, proprio come gli altri Racconti di Natale.
L'edizione italiana, a cura della Marsilio, ancora una volta si differenzia per la sua minuziosa cura, che parte dalla semplice illustrazione di copertina, che rimanda ai vecchi classici inglesi di una volta. L'interno poi è ancora più accattivante, a partire dalla prefazione di Marisa Sestito, che anche stavolta è riuscita a incantarmi con le sue parole, e la sua passione verso Dickens. Stavolta poi a rendere speciale il libro c'è la scelta dell'editore di lasciare il testo a fronte, dando così al lettore la possibilità di una duplice lettura, che permette di godere a pieno questo racconto.


Se siete quindi amanti dei Racconti di Natale, e in particolar modo di "Un Canto di Natale", questo è il libro giusto per voi, il libro da gustare durante le festività natalizie (e mi raccomando il camino). Per oggi è tutto!
See you soon! -Lewis

1 commento:

  1. Dickens a Natale è d'obbligo, questo suo libro però non l'ho letto, magari il prossimo anno :)

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