lunedì 20 febbraio 2017

Liete Novelle: Il celestiale Bibedium di Nicolas de Crécy


Bentrovati amici di Everpop, questa settimana inizia con un fumetto celestiale, di nome e di fatto!


IL CELESTIALE BIBEDIUM
di Nicolas de Crécy
                                                                                           

TITOLO ORIGINALE: 

EDITORE: Eris Edizioni

GENERE: Romanzi a Fumetti

PAGINE: 200pp

PREZZO: 22,00€

USCITA:  19 ott 2015


TRAMA

Diego, una giovane foca innocente e senza malizia, sbarca a New York-sur-Loire, grande metropoli industriale e capitale di tutti gli eccessi. Sembra predestinato a un grande compito: vincere il prestigioso Nobel per l'amore. Questo eccezionale premio che viene assegnato una volta ogni cento anni trasforma il suo vincitore in un simbolo ispiratore di pace e buoni sentimenti per tutto il popolo di questa città affascinante e industriosa. Diego è nelle mani della classe "pedagogica municipale" e del governatore della città. Ma sono molte le ombre che si interpongono tra lui e il suo roseo futuro. Il diavolo non può accettare l'ascesa di questo simbolo del bene e il professor Lombax, vero narratore della storia, è chiaro che non conosce tutti gli attori di questo grande intrigo. La storia di New York-sur-Loire è più oscura di quanto sembra e la vita di Diego si prepara a ingarbugliarsi sempre di più con l'entrata in gioco di tutte le schiere infernali.

MY POINT OF VIEW

E' sempre bellissimo poter parlare di fumetti BELLI, e questa settimana voglio iniziarla proprio parlando di uno di questi!
Avevo già adorato, grazie ad Eris Edizioni, Nicolas de Crécy con "La repubblica del Catch" e quindi non potevo certo lasciarmi scappare l'opera con cui l'autore ha debuttato in Italia. Recuperarla infatti è stata un'ottima idea, perché mi ha permesso di scoprire un'ulteriore sfumatura di questo grande autore, che per certi aspetti, soprattutto per quanto riguarda i disegni, mi ha ricordato l'arte di grandi artisti come Toulouse Lautrec, con il quale condivide lo stile e la stesura del colore, e Tiziano, per l'utilizzo del Rosso, che all'interno di quest'opera è un vero e proprio protagonista.
Ma partiamo con la trama: Diego è una foca particolare, cammina sulle stampelle e indossa una sola grande scarpa, nel quale nasconde la sua pinna. E' un essere assai speciale al punto da affascinare i pezzi grossi della città fin dal suo primo arrivo a New York-sur-Loire, che lo scelgono come candidato alla "carica" di Premio Nobel per l'Amore. Non ci mette molto il nostro Diego a diventare un personaggio influente, nonostante il suo mutismo e la sua timidezza, riuscendo così a farsi amare facilmente da chiunque lo circondi. Questo ovviamente non può che far scatenare il Diavolo, che decide di mettere i bastoni tra le ruote nella storia di Diego, così da poterne trarre un proprio tornaconto personale.

La storia di Diego, è una storia molto particolare: da un lato si presenta come un romanzo a fumetti corale, dall'altro si caratterizza per la sua particolare narrazione su tre livelli. Questi livelli narrativi si distinguono già alla base per la suddivisione in tre grandi capitoli, ma si distinguono ulteriormente per i tre narratori che raccontano la storia: prima il professor Lombax, che racconta la storia da un punto di vista "umano", poi il Diavolo che lo racconta dal punto di vista "mostruoso", e poi il Cane che termina la storia dal punto di vista "animale". Queste tre figure si distinguono e si mescolano vicendevolmente all'interno della storia, al punto tale, ad un certo punto, da non saperle più distinguerle, nemmeno con gli occhi. Risulta quindi facile chiedersi, chi è davvero "umano" tra un uomo ed una bestia.
Il caos regna insomma sovrano all'interno della storia, e Diego lo sa bene, poiché lui tra tutti è la prima chiara vittima del caos, che lo travolge fin dal suo sbarco a New York-sur-Loire.

Questo fumetto si distingue inoltre per un umorismo noir assai tagliente, che riesce contemporaneamente a far ridere e far pensare, a situazioni esagerate sì, ma anche incredibilmente reali. Con i suoi personaggi bizzarri, e le assurde situazioni che li vedono protagonisti, oltre che per alcuni ragionamenti (apparentemente) privi di logica, l'autore riesce a tratteggiare i disagi della società che ancor oggi ci attanagliano, soprattutto tramite le figure del Diavolo e del Governatore, che risulta essere in realtà l'antagonista peggiore. E' di critica sociale che l'autore ci vuole parlare, con questa assurda storia fatta di animali su due zampe, teste mozzate parlanti, ed esseri diabolici. 

A coronare la bellezza di quest'opera ci sono i meravigliosi disegni, che seguono uno stile francese un po' retro, simile (come accennavo) ai grandi pittori di una volta. Le tecniche usate sono svariate, e pagina dopo pagina, tomo dopo tomo, lo stile si evolve e muta, conservando però alcuni punti fissi, come lo è ad esempio l'utilizzo del colore dominante, il rosso. Lo stile, differente da quello usato ne "La repubblica del catch", è preciso e minuzioso, il tratto è sicuro e deciso, e sa essere netto o delicato in base all'occorrenza. Ciò che più stupisce però, nell'attenzione che l'autore dedica ai suoi disegni, è la caratterizzazione e rappresentazione della città, uno spazio ben preciso contraddistinto da architetture altissime, verso le quali presta tanta cura. La stessa cura che l'autore rivolge all'espressività dei personaggi, in particolare verso quelli come Diego che non si esprimono a parole, proprio perché capaci di esprimersi grazie alla loro mimica facciale.

Ammetto di essere stato forse piuttosto riassuntivo stavolta, ma semplicemente perché la storia contenuta in questo volume è praticamente immensa, al punto tale da essere compresa solo ad una seconda o terza rilettura, che permettono di comprendere davvero la volontà che l'autore voleva imprimere nella sua storia.

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