venerdì 10 marzo 2017

Botta e Risposta: Intervista a Sergio Algozzino


Buongiorno e buon venerdì! Quest'oggi si conclude la Settimana Autore dedicata a Sergio Algozzino, ed è proprio a lui che oggi lascio la parola!



IL PICCOLO CARONTE
di Sergio Algozzino
                                                                                           

TITOLO ORIGINALE: Il piccolo Caronte

EDITORE: Tunué

GENERE: Avventura

PAGINE: 144pp

PREZZO: 16,90€

USCITA:  02 mar 2017



TRAMA

Caronte sparisce improvvisamente. A riempire il suo posto lasciato vacante, e assumere la funzione di traghettatore di anime viene chiamato il piccolo Mono, che non ha per niente voglia di sostituire il padre e assumersi una tale responsabilità. Caronte ha fatto la storia, ma Mono sarà all’altezza del suo compito? Riuscirà alla fine a traghettare la prima anima?

LET'S TALK
                                                                         

                                                          

LEWIS
Partiamo con una domanda di rito per tutti quelli che ancora non ti conoscono (e spero siano pochi). Chi è Sergio Algozzino?

SERGIO
Sono qualcuno che ha sempre pensato di voler scrivere storie a fumetti e che, con il giusto impegno, ci è riuscito.


LEWIS
Quando avviene il tuo incontro con il mondo del fumetto, e quali sono i ricordi legati alle tue prime opere?

SERGIO
Il fumetto c’è sempre stato, non esiste ricordo nella mia vita in cui non li abbia letti o disegnati, tanto che pensavo fosse la norma, per poi rendermi conto che non era affatto così. Non voglio dire sia meglio o peggio, o che chi ha avuto un’esperienza simile alla mia sia più avvantaggiato rispetto ad altri; semplicemente, a me è andata così: ho sempre voluto farli, e li ho sempre fatti. Uscito dal liceo, mi sono orientato su quello che, all’epoca, mi sembrava il percorso da seguire, che alla fine si rivelò corretto: fare prove, passare alle prime pubblicazioni amatoriali, sperimentare il più possibile. Il mio talento non è mai stato nel disegno, ma nel modo in cui afferravo le informazioni, o intuivo come meglio sviluppare un metodo. Da Palermo, non potevo che cercare di essere il più flessibile possibile dal punto di vista stilistico, e così son passato da Piccoli Brividi a Monster Allergy, da Geronimo Stilton ad alcune prove più realistiche.

LEWIS
Le tue opere sono molto malinconiche e romantiche, e si rivolgono spesso al passato (che sia esso quello della musica, o quello della televisione, o agli anni passati in generale). Quanto riversi di te e della tua vita all’interno dei tuoi fumetti?

SERGIO
A parte le Memorie a 8bit, che sono dichiaratamente autobiografiche (anche se, al servizio di ricordi comuni), il “me” che c’è in ogni altra mia opera credo sia il giusto. Non riuscirei mai a raccontare qualcosa che, di base, non mi rappresenti, ma, per quanto riguarda storie e personaggi, cerco sempre di empatizzare e lasciar vivere i caratteri per come vengono fuori. Di mio restano dei concetti, e chiaramente l’approccio narrativo, ma più vado avanti, più cerco di discostarmi da una dimensione che rischia di sembrare pericolosamente autoreferenziale (a parte, ripeto, Memorie a 8bit).

LEWIS
Se diamo uno sguardo alle tue diverse opere notiamo una cosa particolare riguardo il tuo stile: in ogni opera lo stile che adotti è diverso e vario, non ti fossilizzi mai su uno stile che possa essere riconoscibile. E’ questa una tua scelta? C’è un motivo particolare?

SERGIO
È la storia a comandare. Scrivo una storia e lascio che si crei un’immagine nel mio cervello da sviluppare. I disegni per me sono semplicemente al servizio di quello che devono raccontare, ed è per questo che Il Piccolo Caronte non l’ho disegnato io: non sarei stato adatto.

LEWIS
Quali sono i temi e gli autori che più ti hanno ispirato maggiormente?

SERGIO
Troppi, almeno cinque o sei per ogni genere/stile/paese di provenienza. Sono in debito perenne.

LEWIS
Memorie a 8bit è sia un fumetto, per Tunué, sia il nome del tuo canale Youtube, come sei sbarcato nel mondo di Youtube? Cosa ti ha spinto ad aprire il canale, cos’è che ti piace di questo “mondo”?

SERGIO
Il canale Youtube è una declinazione naturale di una serie di passioni: prima la musica, avendo pubblicato quasi 400 video in cui ho suonato un po’ di tutto, poi la voglia di gestire una stazione radio o ipotetica trasmissione televisiva fin dai tempi in cui vidi una puntata dei Ragazzi della 3C in cui ne improvvisavano una. Ho sempre fatto video per conto mio, editandoli col videoregistratore, prima, e coi primi programmi video, dopo, e utilizzando ogni occasione per divertirmi, specie matrimoni e compleanni altrui. A un certo punto, mi son reso conto che quello che avevo pubblicato su carta poteva avere un senso in video, se rielaborato, permettendomi fra l’altro di raccontare altre cose che a fumetti non avrebbero funzionato (come i video sulle sigle dei cartoni, o quelli sulle trasformazioni dei robot). Mi piace moltissimo farli, e vorrei avere molto più tempo da dedicargli, ma penso di farlo già abbastanza.

LEWIS
Ci sarebbe tanto altro da chiedere sulle altre tue opere, ma concentriamoci oggi sulla tua ultima prodezza: “Il piccolo Caronte”. Com’è nato questo fumetto, e la collaborazione con Deborah?

SERGIO
Nasce dalla mia voglia di fare sempre qualcosa di diverso, questa volta in veste di sceneggiatore. Non so come verrà preso, per la prima volta mi sento veramente preoccupato riguardo un mio fumetto, ma se non si rischia, non ci si migliora, e cerco sempre di superare i miei limiti. Magari questa esperienza si limiterà a questo volume, e basta, magari no, non lo so. So solo che Deb ha fatto un lavorone, con tutte le cose assurde che le ho chiesto di disegnare, e che le sono stato addosso fino alla fine, tornando su tavole precedenti, senza che mi abbia mai mandato a quel paese. Ci abbiamo lavorato tanto, più di quando scrivo e disegno da solo, ma allo stesso tempo mi sembra di averci lavorato troppo poco. Sarà curioso vedere cosa succederà adesso, tutta la parte della promozione, fare delle dediche insieme. La storia, invece, nasce un po’ di anni fa, con un progetto che avrebbe voluto essere un vero e proprio musical a fumetti, di cui ho scritto quattro o cinque canzoni, di cui poi, alla fine, ne ho utilizzata soltanto una, che è quella del Videoclip sul Canale, ma di cui c’è anche una versione “segreta” solo per chi leggerà il libro. Nell’ultimo capitolo, infatti, le didascalie sono dentro un vero e proprio pentagramma, che segue la linea vocale, trascritto da Deb stessa. Chiedere a lei di disegnarlo è una conseguenza del fatto che non lo immaginavo in nessun modo col mio segno, e lei la conoscevo bene perché ha frequentato la Scuola del Fumetto di Palermo, dove ho insegnato per undici anni.

LEWIS
Quali sono secondo te gli aspetti più caratterizzanti di questo fumetto? Cosa pensi possa (e debba) trasmettere al suo lettore?

SERGIO
È un libro sulla responsabilità. Questo bambino, il figlio di Caronte, si trova improvvisamente a dover reggere un carico molto più grosso delle sue possibilità, e crede di non riuscire a farcela, anzi non ne ha proprio voglia. L’ho definito una sorta di Canto di Natale infernale, perché farà degli incontri legati al concetto di vita e di morte, e grazie a quelli prenderà consapevolezza del suo ruolo. In questo modo, ho potuto dare sfogo a tutta una serie di concetti che avevo in testa e che avrei voluto scrivere da molto tempo. Più di ogni altro mio libro, troverete un certo tipo di schiettezza e di violenza, pur essendo un racconto di formazione. Non potevo parlare di morte evitandola.

Stavolta ti ho subissato di domande, ma credimi ce ne sarebbero tante e tante altre, che magari mi conservo per la prossima volta che ci si incrocia in fiera! Nel frattempo ti ringrazio immensamente per il tuo tempo, ma soprattutto per i tuoi favolosi fumetti che riescono sempre a tenermi compagnia. Stavolta però lascio salutare a te i lettori, proprio come faresti sul tuo canale!

Se vi è piaciuta questa intervista, iscrivetevi al canale… no, scusate. Fatemi sapere se questo libro vi è piaciuto, magari scrivendomi direttamente… grazie a tutti e… CHE LA FORZA DI GRAYSKULL SIA CON VOI!


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