martedì 28 marzo 2017

Denton Little's DeathWeek Day 2: Tutto su Birthdate (Recensione)


Buongiorno e buon martedì amici di Everpop! In questo secondo giorno della DLDW (come direbbe Paolo) vi aspetta la recensione al secondo capitolo della duologia. Cosa succederà a Denton?


BIRTHDATE
di Lance Rubin
                                                                                           

TITOLO ORIGINALE: Denton Little still not dead

EDITORE: De Agostini

GENERE: Distopico

PAGINE: 320pp

PREZZO: 14,90€

USCITA:  28 mar 2017


TRAMA

Denton Little non è ancora morto! In un mondo in cui tutti conoscono la data della propria morte fin dalla nascita, Denton è l’unico ad aver superato indenne il giorno fatidico. Non sa perché proprio a lui sia capitato questo straordinario destino, sa solo che ora tutti lo cercano. La sua famiglia, il suo migliore amico Paolo, e Veronica, la ragazza che ha baciato poco prima di darsi alla fuga e che non riesce a togliersi dalla testa. Persino la polizia lo sta cercando. Lui è la prova vivente che è possibile scampare alla propria data di morte, e ora tutti vogliono un pezzo di Denton Little. Questo è decisamente un problema, soprattutto perché il Governo preferirebbe ucciderlo piuttosto che ammettere l’anomalia del sistema. Come se non bastasse, mancano pochi giorni al decesso di Paolo. Proprio adesso che il poveretto si è reso conto di essere follemente, perdutamente innamorato di Millie, l’unica ragazza al mondo che non potrà mai ricambiare i suoi sentimenti. Tra fughe rocambolesche e amori impossibili, Denton cerca di salvare gli amici e smascherare i nemici. Ma come si comporterà ora che non conosce più la data della propria fine e la morte può incombere in ogni momento?

MY POINT OF VIEW
                                                          

                                          

Dopo quasi due anni d'attesa Denton Little è finalmente tornato qui in Italia, anche se considerata la mia esperienza di lettura, l'attesa di due anni è sfumata in sole due ore, perché ho letteralmente divorato questo romanzo estraniandomi dal mondo intero!

Tornare a leggere le avventure di Denton è stato come tornare a casa dopo un lungo viaggio, quando ritrovi tutto come l'avevi lasciato, ma soprattutto tutti quelli che avevi salutato in precedenza. Sono stato travolto da un gran senso di nostalgia, che però si è tramutato sin dalla prima pagina in allegria e divertimento puro. Ancora una volta infatti Lance Rubin, che ormai è diventato un vero e proprio eroe per me, è riuscito a farmi sorridere, divertire (e qui parliamo di grasse risate), incuriosirmi, coinvolgermi, e mi ha dato persino tanto a cui pensare. Questo secondo capitolo della duologia infatti appare sin da subito molto più maturo, tanto nella trama che nella scrittura. Tutto cresce e si evolve in Birthdate, persino il carattere dei protagonisti, che ritroviamo però lì dove li avevamo lasciati. Insomma è il caso di parlare di una vera e propria evoluzione stilistica.

Ciò che più cresce è inoltre la volontà di sensibilizzare il lettore, in modo diverso però da come siamo abituati con gli YA, perché Lance Rubin lo fa con la risata, che è il suo super potere più forte. Tramite simpaticissime battute piazzate qua e là, così da rendere la lettura molto più scorrevole e appassionante, l'autore riesce a trattare un tema assai importante: LA MORTE. Lance però non parla di morte in se per se, ma la paura che tutti i giorni, tutti noi, abbiamo per essa. La risata diventa appunto il mezzo per affrontarla ad occhi aperti, ovviamente non combatterla perché si sa che quella è una battaglia persa in partenza, ma bensì prenderne atto, perché l'unico potere che la morte può esercitare su di noi è proprio la paura, altro non può fare. Credo quindi che Lance sia riuscito in qualche modo a rendere questo concetto, e trasportarlo su carta in modo semplice, alla portata di tutti, dando così vita ad un mondo unico nel suo genere, e ad un cast indimenticabile.

Ritroviamo tutto e tutti proprio dove li avevamo lasciati: con Denton che bussa al citofono dell'appartamento che sembra essere quello della sua vera madre...morta, Cheryl Little. Stupore e felicità lasciano ben presto il viso di Denton, costretto sin da subito a fare i conti con la verità e la realtà. Ormai è braccato, e dovrà darsi alla fuga se vuole sopravvivere, perché il virus che ha in corpo, l'unica cosa che ha fatto si che sopravvivesse alla sua data di morte, è un elemento prezioso sia per il Movimento di sua madre (che combatte le date di morte), sia per l'AID (Agenzia Investigativa Decessi) che vuole a tutti i costi debellarlo. Oltre a dover vivere segregato nella sua nuova casa, Denton dovrà fare i conti con le menzogne che fino a quel momento gli erano state propinate, a partire dal suo concepimento. 

Questo secondo capitolo della duologia, oltre ad essere incredibilmente avvincente e ricco di azione e colpi di scena, esplora in maniera divertente e allo stesso tempo delicata, i vari rapporti familiari che legano Denton ai suoi genitori, e in particolare il rapporto tra Denton e le sue due mamme. Apro una piccola parentesi per dire che HO ODIATO IMMENSAMENTE CHERYL LITTLE! Che personaggio fastidioso, che brutta persona, che pessima mamma! Non voglio dirvi molto per non spoilerare, ma credetemi quella donna non m'è piaciuta per nulla, e ho trovato che Denton è stato anche piuttosto buono con lei!

Anche i personaggi come dicevo hanno subito un'evoluzione, sono maturati di colpo, e forse tutto questo è dovuto proprio alla "morte" di Denton nel capitolo precedente. Denton e Paolo rimangono però i due protagonisti piacioni che abbiamo conosciuto nello scorso volume, rumorosi e combina guai proprio come in Deathdate. Insomma i due protagonisti che abbiamo tanto amato. Il modo in cui affrontano stavolta la vita i due amici è molto più reale rispetto al primo volume, e basti pensare infatti all'atteggiamento di Denton nei confronti del sesso e dell'amore, che viene tratteggiato (GRAZIE LANCE) e lasciato la margine, per concentrarsi invece su tematiche più importanti, e soprattutto sull'azione (oh yeah baby!).

Per nulla scontato è l'andamento della trama, e gli intrecci che la caratterizzano. Infatti se nel primo libro la storia era condita da diversi cliché delle storie adolescenziali, stavolta la storia ne è totalmente priva. Fino alla fine Lance scrive una storia vera, nonostante l'aspetto distopico che c'è alla base, una storia che riesce a concludersi in modo naturale, fatta di forti emozioni, di ansia, di paura, e di coraggio, riuscendo a non cadere mai nel banale. Mi ha infatti stupito per questo il finale, l'unico vero finale adatto per questo tipo di storia, che son certo non deluderà nemmeno voi.


HO STRAPARLATO LO SO, ma non potevo certo dir meno trattandosi di questo romanzo e di questa duologia. In conclusione posso dirvi che vale la pena imbarcarsi in questa folle e divertente avventura, che vi terrà con il fiato sospeso, e vi farà ridere a crepapelle, fino a farvi cadere dalla sedia. Ovviamente le cinque stelline YA Lance le ha meritate tutte!
See you soon! -Lewis


1 commento:

  1. Letto, ma non mi ha convinto più di tanto, carino e divertente ma non mi ha lasciato molto :/
    Tra CHERYL e VERONICA non so chi mi è stata più antipatica XD
    Il finale mi è sembrato un po' banale. Sarà per il prossimo libro ;)
    Buone letture!!!

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