lunedì 27 marzo 2017

Denton Little's DeathWeek (DAY 1): Tutto su Deathdate


Buongiorno e buon lunedì amici di Everpop! Questa settimana la dedichiamo interamente ad un autore che stimo immensamente, un autore che qualche anno fa ha saputo conquistarmi con il suo romanzo d'esordio, una divertentissima commedia distopica: Lance Rubin. Vi aspettano cinque giorni tutti dedicati alla storia del mitico Denton Little!
DAY ONE
DEATHDATE
RECENSIONE



DEATHDATE
di Lance Rubin
                                                                                           

TITOLO ORIGINALE: Denton Little's Deathdate


EDITORE: De Agostini

GENERE: Distopico

PAGINE: 353pp

PREZZO: 14,90€

USCITA:  22 set 2015



TRAMA

Denton Little ha diciassette anni e una sola certezza: morirà la notte del ballo di fine anno. Ma – escluso il pessimo tempismo – nulla di strano. Perché il mondo di Denton funziona così: tutti conoscono la data della propria morte, e tutti aspettano il fatidico momento contando i minuti. Per questo, fino a oggi, la vita di Denton è stata piuttosto normale: la scuola, gli amici e Taryn, la fidanzata. Ma ora mancano due giorni al ballo... e Denton sente di non avere più un secondo da sprecare. Non soltanto perché vuole collezionare più esperienze possibili in meno di quarantotto ore – la prima sbronza, la prima volta, e il primo tradimento – ma anche perché le cose sembrano essersi improvvisamente complicate. Chi è l’uomo sbucato fuori dal nulla che dice di avere un messaggio da parte di sua madre, morta ormai da molti anni? È soltanto un pazzo? E allora perché suo padre ha iniziato a comportarsi in modo tanto bizzarro? D’un tratto le ultime ore di Denton Little si trasformano in una corsa contro il tempo, una disperata ricerca della verità. E forse di una via d’uscita. Dalla straordinaria penna di Lance Rubin, il primo romanzo di una nuova serie distopica. Una lettura brillante, irriverente e provocatoria. Una storia che vi lascerà con il fiato sospeso e che metterà in dubbio tutte le vostre certezze.

MY POINT OF VIEW
                                                                         

                                                    


Quando sento parlare di Distopico mi viene sempre e immancabilmente in mente Hunger Games, seguito subito dopo da Divergent, due grandi serie a cui ormai si ispira chiunque voglia scrivere un romanzo del genere. Quando però senti parlare di Distopico, e ti ritrovi davanti un romanzo come Deathdate, non puoi che rimanerne felicemente soddisfatto, senza parole.

Deathdate si mostra come una vera e propria ventata di novità, un romanzo fresco, nuovo e geniale, proprio come il suo fantasmagorico scrittore, che partendo da un tema su cui si è scritto moltissimo (la morte), è riuscito a dar vita ad una storia unica nel suo genere, "semplicemente" mescolando tra loro azione e divertimento, serietà ed ironia.

Partiamo con la trama. Il mondo di Denton, la sua realtà quotidiana, non è molto diversa dalla nostra, se non fosse per una piccolissima cosa: la data di morte. Sin dalla nascita ad ogni nuovo bambino messo al mondo viene assegnata, tramite attenti studi, una data di morte, un giorno in cui il nascituro è destinato a lasciarci le penne. Pur non venendo specificata la causa, una cosa è certa: se sei destinato a morire in un dato giorno non puoi far nulla per evitare la tua morte, quella verrà sempre e comunque a farti visita. Si può essere fortunati, e vivere fino a 90 anni, ma anche sfortunati, proprio come Denton Little, destinato a morire all'età di 17 anni, durante il tanto atteso ballo di fine anno, il fantomatico PROM. Rassegnatosi alla morte, dopo 17 lunghi anni di auto convincimento, Denton decide di dare il meglio di se nelle sue ultime 48h di vita, e di combinarne di cotte e di crude in compagnia del fidato migliore amico Paolo, destinato anch'egli a morire giovane. Tutto sembra andare come prestabilito, se solo non ci fosse di mezzo una strana macchia viola che cresce, inaspettatamente a vista d'occhio, lungo tutto il corpo di Denton. 

Una trama allettante questa, oltre che incredibilmente scorrevole (vi basti pensare che ho concluso la lettura di questo libro in meno di un giorno), articolata in sole 48h, che vede la classica commedia americana riscritta in chiave urban fantasy, in chiave tutta nuova insomma. Gli elementi ci sono tutti, e li riconoscerete man mano durante la lettura, ma ad essi se ne affiancano tanti altri, che rendono il racconto molto più emozionante ed avventuroso, come ad esempio gli svariati misteri che compaiono capitolo dopo capitolo, destinati però ad essere svelati solo nel secondo capitolo della serie. 

Ciò che però rende così coinvolgente il romanzo è la presenza di un ottimo cast di personaggi, un gruppo di protagonisti a dir poco indimenticabili, a partire dal protagonista stesso, Denton. Il giovane Little è un ragazzo piuttosto schietto, con la testa sulle spalle, che dimostra la sua maturità scegliendo di rifuggire da droga ed alcol persino nelle sue ultime ore di vita. Vive invece, almeno inizialmente, quei suoi ultimi giorni in modo monotono, (e come egli stesso dice) “patetico”. Denton è inoltre un protagonista socievole, coraggioso, allegro (nonostante la morte imminente), pieno di vita, ma soprattutto è un ragazzo buono ed altruista (e lo dimostrerà in più battute). 

Ad affiancarlo ci sono Paolo, il suo migliore amico, la spalla pronta alle battute, Taryn la fidanzata/non fidanzata di Denton (che si meriterebbe du schiaffoni), Veronica la sorella di Paolo per cui Denton ha sempre avuto una cotta (lei è piuttosto enigmatica, sa di provare qualcosa per lui, ma fa di tutto per nasconderlo), Millie la stramba amica di Denton (tenetela d’occhio mi raccomando, è un personaggio carismatico…a modo suo), ed infine i genitori di Denton, che diciamocelo signori, per la prima volta due genitori modello! Loro si che ci tengono al figlio, soprattutto Raquel, che è la madre adottiva di Denton! LEI E’ UNA MAMMA SUPER! Ah si poi c’è l’Orrido Nonno Sbirro, che potete anche chiamare amichevolmente OrridoSbirro. Quel vecchiaccio mi ha fatto imbufalire oh!

Deathdate è uno di quei romanzi che sopravvivrà e che riuscirà a farsi valere nel tempo, grazie alla sua storia costantemente fresca e nuova, ai forti temi trattati, e alla presenza del suo inimitabile protagonista. 


Insomma, ora non dovrete far altro che lasciarvi infettare dalla DeathdateMania! Mi raccomando, correte a conoscere Denton, ne vale la pena!
See you soon! -Lewis

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