venerdì 21 aprile 2017

Botta & Risposta: Lesley Lokko e la sua "La debuttante" a Tempo di Libri



Buongiorno e bentrovati Evereaders! Quest'oggi devo assolutamente condividere con voi l'incontro che c'è stato ieri sera con una grande donna, una scrittrice sublime, un inaspettato (almeno per me) architetto.


LA DEBUTTANTE
di Lesley Lokko
                                                                                           

TITOLO ORIGINALE: The Last Debutante

EDITORE: Mondadori

GENERE: Narrativa contemporanea

PAGINE: 372pp

PREZZO: 19,50€

USCITA: 11 apr 2017



TRAMA

Chalfont Hall, Dorset, 1938. Kit non ha ancora quindici anni il giorno in cui assiste ai preparativi della festa organizzata dai suoi genitori in occasione del debutto in società della sorella Lily, la preferita di casa, che subito dopo viene data in sposa a un nobile tedesco e parte per la Germania. I genitori si rendono conto troppo tardi di avere consegnato la figlia nelle mani di un ufficiale delle SS e mandano Kit in Baviera a tentare di convincere la sorella a tornare a casa. Ma l'egocentrica e superficiale Lily è ormai profondamente legata al partito nazista e all'entourage di Hitler. Nel corso di questo viaggio Kit perderà la sua innocenza e da quel momento la sua vita cambierà radicalmente direzione, allontanandosi dall'ambiente conservatore della famiglia d'origine. La debuttante è un'appassionante saga familiare che segue il destino di una donna enigmatica, tormentata e anticonvenzionale dalla fine degli anni Trenta a oggi.

Tempo di Libri sarà pure una fiera neonata, una fiera alle sue prime battute, ma c'è da dire che come fiera giovanissima non ci ha messo molto a dimostrare tutto il suo potenziale. Ci sono voluti soltanto due giorni (per di più due giorni infrasettimanali) per dimostrare quanto questa fiera valga. Un motivo (tra i tanti)? Le infinite personalità riunite e accorse per questa magnifica fiera della letteratura, più unica che rara. Tante le personalità coinvolte, tante le donne protagoniste di questa prima edizione: R.J. Palacio, Sveva Casati Modigliani, Lesley Lokko...ed è proprio di lei di cui voglio parlarvi oggi, attraverso la trascrizione dell'incontro/intervista che c'è stato proprio ieri sera in zona Duomo a Milano. 

Q
Conoscendoti, scoprendo la persona che sei, una persona solare, radiosa, che viaggia spesso, viene spontaneo chiedersi: Com'è che invece quando si tratta dei tuoi libri sembra quasi che tu ti chiuda in una stanza? Come riesci inoltre a coniugare il tuo mondo, il tuo essere donna, che è spesso in giro, con queste grandi storie che sono molto complesse?

LESLEY
Toni Morrison ha detto di essere stata prima di tutto una lettrice e poi una scrittrice, e questo è sempre stato vero anche per me, che sono stata una lettrice accanita fin da bambina. Per me la lettura è sempre stata una finestra sul mondo, anzi no su diversi mondi, diversi dal mio in particolare, e quindi quando ho deciso di scrivere ho pensato di poter sviluppare un genere con tanta complessità, con tanti personaggi, famiglie e mondi diversi, perché volevo che attraverso la lettura dei miei libri si potesse scoprire che cosa accadeva a questi personaggi, ed è risultato poi una cosa abbastanza naturale parlare di donne. Shirley Conran, una scrittrice di cui ho letto diversi libri quando ero ragazzina, ha scritto un romanzo in cui sono quattro i personaggi che vengono seguiti per una ventina d'anni, nel quale entra nel dettaglio descrivendone appunto il carattere di queste ragazze e di altri singoli personaggi. A me ha affascinato il fatto di poter partire da personaggi ancora giovani per vederli e seguirli poi durante la loro intera vita. Poi effettivamente molto spesso mi è capitato di incontrare persone estroverse che scrivono e quando si è abbastanza estroversi bisogna trovare uno spazio per se per poter scrivere e poter così diventare un po' più introversi. Forse questa è la mia differenza tra la vita che conduco regolarmente e la mia vita di scrittrice.

Q
A proposito di donne, Kit (la protagonista del romanzo) è una donna che ha una forza ed un talento straordinario, ed una fortissima personalità, che la porta, in quegli anni, a preferire altro alla solita vita di società, per crearsi un mondo tutto suo, dove poter diventare libera. Da dove nasce la voglia di voler scrivere di donne così forti ed emancipate?

LESLEY
Ricordo di aver letto di una donna la quale diceva che il matrimonio non aveva nulla a che vedere con un contratto di tipo sociale. Quest'idea mi ha stupita ed interessata parecchio, e mi è sempre poi piaciuta l'idea di poter parlare di donne e di diversi modi di essere donna. Nel caso specifico di questo libro si parla di una donna che è molto più avanti rispetto al suo tempo, che ha delle ambizioni particolari, ed è molto intelligente. L'idea del matrimonio come contratto sociale è una cosa che non le interessa affatto. Ho voluto tra l'altro fare agire questa donna in un periodo storico dove le forze esterne sono estremamente forti perché in questo modo lei ha potuto combattere contro le convenzioni, la storia, contro la classe sociale a cui apparteneva. Mi è capitato inoltre di leggere, in passato, che per far sì che un personaggio di un libro possa essere interessante bisogna prima di tutto conoscerlo bene, perché solo conoscendolo bene questo personaggio sarà capace di raccontarsi da solo. Kit mi è sembrata particolarmente reale, anche se in realtà non ha nulla di autobiografico. Non sono un'agente segreto io.



Q
Poiché parliamo proprio di donne, in un romanzo che sembra quasi femminista, alla luce del fatto che sono spesso le donne le protagoniste di determinati periodi storici importanti, risulta spontaneo chiedersi: Secondo lei sono le donne a fare la storia?

LESLEY
Domanda interessante! Effettivamente la radice latina della parola Storia è molto vicina al concetto di fiction, quindi di storia e racconto. In questo romanzo mi ha interessato particolarmente parlare di piccole storie, che pur sommandosi di volta in volta creando una storia, da un lato appaiono meno potenti, ma dall'altro altrettanto potenti, non diventano forse storie ma mantengono la loro forza. Nel romanzo c'è questa madre che ha effettivamente influenzato la generazione delle figlie e delle nipoti, probabilmente perché non ha avuto la possibilità di esprimersi nella sua vita. Immagino quindi che anche queste piccole cose, le relazioni intime e quelle sociali a tema di carattere più propriamente domestico possano essere importanti per cambiare la storia.

Q
Quando ha scritto questo romanzo, e anche quando in generale scrive un romanzo, racconta in qualche modo parte della sua storia? Oppure cerca in qualche modo l'ispirazione giusta? 

LESLEY
Credo che se la mia ex agente sapesse quello che sto per dirvi mi ammazzerebbe. In realtà io leggo tutte le settimane la rivista Hello, che amo moltissimo. E' attraverso la lettura di riviste di questo genere o altri giornali che scovo e invento i miei personaggi. Leggo magari di qualcuno o qualcosa con una storia interessante? Ecco che viene fuori un personaggio. In quasi tutti i casi i due/tre personaggi principali dei miei romanzi sono personaggi che ho sviluppato leggendo qualcosa sui media o attraverso la caratterizzazione di un amico/a. Poi ci si deve ovviamente allontanare da queste letture per poter poi scrivere, poiché per farlo bene ci vuole una certa distanza. Però molto spesso i miei personaggi vengono fuori da qualcosa che ho letto, o qualche amico che particolarmente mi ha colpito. C'è stato un episodio in Ghana legato a questo romanzo in cui mi è stato chiesto "Ma sei tu la protagonista?" cosa semplicemente impossibile perché la protagonista è bionda, ha gli occhi azzurri e pesa quattro chili in totale, quindi sicuramente non sono io.
Nel mio terzo romanzo ho avuto non pochi problemi perché la protagonista di quel volume era ispirata alla ex fidanzata del mio migliore amico, una donna che non mi piaceva per niente. E' stato difficile scrivere quel romanzo, e ammetto che ci sono voluti circa tre anni per concluderlo, ed il personaggio non è eccellente proprio perché non sono riuscita a creare una vera e propria distanza tra me e la protagonista. La negatività che avevo nei confronti di questa persona è risultata chiara anche nel romanzo; allo stesso tempo però questa è stata anche una grande lezione per me perché mi ha insegnato ad allontanarmi di più dalle persone che conosco e di cui poi scrivo, e a non lasciarmi travolgere.

Q
Molti dei tuoi personaggi sono come te, si muovono, viaggiano, hanno questa caratteristica che è tua. E' voluto, oppure magari lo fai inconsciamente? 

LESLEY
Raramente si scrive in modo inconsapevole e inconscio, è abbastanza improbabile. Di solito scrivi di ciò che sai, di ciò che conosci. All'inizio però quando ho iniziato a scrivere il mio obiettivo era quello di scrivere e descrivere un Africa diversa, un aspetto molto importante per me. Volevo che l'Africa risultasse come ogni altro posto, con le stesse ambizioni, le stesse spiegazioni, le stesse storie emotive tra le persone di cui parlavo; anche se è difficile parlare di Africa così in senso complessivo perché parliamo appunto di 54 paesi, e ci sono quindi aspetti diversi. Però volevo che risultasse dai miei romanzi una storia diversa dall'Africa. Anche il genere per esempio è molto diverso, gli scrittori e le scrittrici africane raramente scrivono in una modalità più commerciale. Io per di più volevo parlare di donne, ed entrare in un genere un po' diverso dal consueto mi ha permesso di mostrare ai lettori qualcosa di diverso dal comune. I primi fan mi hanno infatti scritto: "Caspita ma questo personaggio non sembra venire dal Ghana!". Questo mi ha piacevolmente stupita perché prima ancora di riconoscere la razza e il colore di queste persone, si riconosceva il personaggio del romanzo.

Q
Poiché lei originariamente è un architetto, mi veniva spontaneo pensare che l'architettura non è molto diversa da quello che fa, e cioè costruire tassello dopo tassello dei mondi dove vivono delle persone. Volevo sapere se anche lei la pensasse così.

LESLEY
In realtà nella mia vita sono stata molto più scrittrice che architetto, però quando mi si chiede che lavoro faccio rispondo sempre "sono un architetto". Tra l'altro ho iniziato anche abbastanza tardi perché prima mi ero laureata in argomento diverso e poi sono passata all'architettura, che mi ha cambiato il modo di pensare, non soltanto di vedere le cose. Questo si riflette spesso nei miei romanzi: molto spesso ci sono delle trame molto complesse che si muovono in diverse aree geografiche, lungo una linea temporale abbastanza ampia. Quando però inizio a scrivere un romanzo creo un vero e proprio ambiente visivo, faccio una serie di disegni e traccio una linea temporale degli eventi. L'architettura i questo senso mi è stata molto d'aiuto, perché altrimenti senza mi sarei persa all'interno della narrazione. Devo avere una sorta di visione tridimensionale per poter scrivere.



Q
Le sue protagoniste sono tutte donne forti, indipendenti, che spesso sono messe a dura prova. Lei in qualche modo si rispecchia nelle sue protagoniste? E qual è il messaggio che vorrebbe i lettori cogliessero in queste protagoniste?

LESLEY
Racconto sostanzialmente di personaggi dove c'è un fondo di verità. Quasi sempre racconto di persone che mi ricordano qualcuno che ho conosciuto, o qualcosa che ho sperimentato direttamente, o che comunque hanno vissuto le persone immediatamente vicine a me. Mi piace parlare di donne, e in particolare di donne che lottano per qualcosa, che sia essa una lotta politica o sociale. Mi piace che ci sia una qualche sorta di lotta. Mi ricordo che all'inizio, quando ho iniziato a scrivere il mio editore inglese mi disse che il secondo libro sarebbe stato quello più difficile, invece lo è stato il terzo perché come dicevo prima, con la protagonista non riuscivo a distanziarmi. Comunque ad un certo punto ho ricevuto una chiamata dall'editor in cui mi chiedeva di vedersi a Londra per permettere loro di capire cos'è che io non riuscivo a capire. Durante quell'incontro mi è stato detto che la cosa era assai semplice: i ragazzi incontrano le ragazze, con cui poi si mettono, e alla fine o vengono mollati o mollano, per poi incontrare un'altra ragazza, o viceversa. Tutto questo ovviamente mi fu detto in modo ironico, ma alla fine un fondo di verità c'era eccome, e questo mi ha permesso di superare un qualche tipo di difficoltà. Per rispondere alla tua domanda, sì c'è effettivamente qualcosa di auto-biografico.

Q
Ha detto che è stata una gran lettrice, quindi sorge spontaneo chiedersi se c'è stata qualche lettura, o qualche autore, che l'ha influenzata maggiormente.

LESLEY
Ci sono due autori che per me sono molto significativi, considerando che ho iniziato a leggere assiduamente a 13 anni, e sono una scrittrice sud africana Nadine Goldimer, e David Malouf, uno scrittore australiano. Praticamente leggo un loro libro su base settimanale e posso dire di conoscerne alcuni praticamente a memoria, però nonostante questo riescono ad affascinarmi ogni volta come la prima volta. Leggendoli e rileggendoli trovo sempre qualcosa di diverso. Traggo sempre ispirazione da loro, anche se il nostro stile di scrittura è molto diverso.

Q
Nel libro viene trattato un tema molto importante, il razzismo, basti pensare all'epurazione perpetrata da Hitler o anche alla diffidenza verso le persone di colore. Secondo lei quanto siamo ancora lontani dall'integrazione razziale?

LESLEY
Siamo ahimè molto lontani. E' interessante però. Io vivo in Sud Africa e mi rendo conto che la razza è alla base di qualsiasi discorso, è la lente attraverso la quale si riflette tutto quanto. Però in un certo senso ha forzato la società ad affrontare queste tematiche, mentre in Europa è un po' sbiadito questo argomento e quindi non gestito. Sta però ritornando con forza, e per questo da un lato sono ottimista perché credo che il mondo sia diventato molto più intelligente nel tempo, o quanto meno parte del mondo, allo stesso tempo però sono pessimista perché vedo una sorta di ritorno alla xenofobia, un ritorno alla paura dell'altro, ed è un po' un paradosso, da un lato vedo il positivo dall'altro il negativo.

Q
All'interno del romanzo lei parla di grandi donne, basti pensare all'immensità del personaggio di Kit. Secondo lei quanto e come si sono evoluti i tre personaggi femminili di questo romanzo, e quanto ne ha influito il periodo storico?

LESLEY
Questa domanda è molto interessante! Il periodo storico per il Regno Unito è stato un periodo molto interessante tra la prima e la seconda guerra mondiale, perché la situazione politica inizialmente esterna ha avuto un impatto fortissimo e ha provocato tantissimi cambiamenti all'interno del paese, e parlare di questo periodo per me era interessante perché volevo capire come questi cambiamenti potessero dipendere da situazioni politiche, ma anche da decisioni completamente personali prese da singoli individui. In effetti le due sorelle prendono due decisioni diverse, una di sposarsi l'altra no, e infatti una va verso il lato "sbagliato" della vita, risultando perdente, mentre l'altra verso quello "giusto", risultando una vincente. Tra l'altro il periodo in cui ho scritto il romanzo è stato il periodo di grande successo di Downtown Abbey in Inghilterra. La letteratura ha infatti colto l'onda di questo successo, e dopo un lungo periodo di abbandono si è tornati su quel determinato periodo storico con una certa nostalgia e romanticismo, e per me è risultato interessante parlar di quel periodo anche per questo motivo. Considerando anche il successo di alcuni musicisti neri degli anni 30/40 che sono a volte persino riusciti ad arrivare a titoli aristocratici, volevo che il romanzo apparisse appunto come una sorta di finestra su questo mondo anche un po' aristocratico.

Q
Per quanto riguarda invece la stesura di un romanzo, per te cos'è che ti arriva subito alla mente? I personaggi, il periodo storico, l'ambientazione?

LESLEY
Credo che spesso sia il personaggio a venir prima fuori, in questo romanzo in particolare sono venute fuori le due protagoniste dopo aver conosciuto due donne inglesi sessantenni che avevano vissuto durante gli anni 50 a Bagdad. Durante un incontro mi hanno raccontato come si viveva in quel periodo e da lì è scattata la scintilla. Quella stessa sera è venuto fuori che il padre, che lavorava in una compagnia petrolifera, potesse essere una spia, e questo mi ha portato a voler però descrivere la vita della madre, una donna. Comunque parliamo di una famiglia molto particolare, una famiglia tipicamente inglese che ha vissuto nel medio oriente negli anni 50, una storia che ha permesso alla mia di nascere. Per quanto riguarda la scrittura ci sono scrittori molto disciplinati (vedi S. King), molto diversi da me, che tendo a non esserlo. Io ad esempio lavoro dalle 18 alle 20 ore per 6/7 settimane e poi collasso. Quindi la mia modalità di azione è: Breve e Veloce.

Q
Si parlava di Downtown Abbey, e poiché il tuo romanzo in qualche modo è correlato, soprattutto per il periodo, ci si chiede quanto questo libro sia riuscito, in Inghilterra, a cogliere l'onda di quel successo.

LESLEY
Be' se il libro fosse uscito due anni fa forse sarebbe risultato più interessante ai lettori inglesi. Io però un pochino mi sono persa, perché dopo anni sono tornata all'architettura e un pochino avevo messo da parte questo romanzo, quindi ho perso quell'ondata di entusiasmo legata alla serie televisiva, perché quando il romanzo è approdato in libreria l'entusiasmo dei lettori verso la serie un po' era scemato. Ciò che ho però riversato all'interno del romanzo sono stati proprio gli aspetti caratterizzanti di quel periodo. La mia unica mancanza però è stata che pur volendo parlare di due sorelle, mi sono concentrata molto più su una che sull'altra. La storia di Lily in realtà non è molto sviluppata, o lo è solamente nell'ultima parte, dove il ruolo di Kit è ormai fortissimo. 




Io ringrazio immensamente Mondadori per avermi permesso di conoscere dal vivo questa grande autrice, ma ancor di più Lesley Lokko per la fantastica e divertente serata. Autrici interessanti e divertenti come lei sono un po' rare da trovare! E voi cosa ne pensate? Fatevi sentire mi raccomando!
See you soon! -Lewis









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