giovedì 25 maggio 2017

Botta&Risposta: Chiacchiere Comiconiane in compagnia di Lucia Biagi


Come avrete capito dal titolo, oggi parliamo di Lucia Biagi, di cui come ben sapete ho adorato "Misdirection"! Quello che credo però sia importante (il 90% delle volte) è sapere chi c'è dietro quella determinata storia. Be' oggi lascio parlare proprio quella voce narrante, che ho conosciuto durante il Napoli Comicon!


MISDIRECTION
di Lucia Biagi
                                                                                           

TITOLO ORIGINALE: Misdirection

EDITORE: Eris Edizioni

GENERE: Storie di Vita

PAGINE: 200pp

PREZZO: 17,00€

USCITA:  14 mar 2017



TRAMA

Federica è in vacanza coi nonni in montagna. Ha appena finito le medie e non è sicura di aver scelto il liceo giusto a cui iscriversi. È indecisa, ma non ha neanche voglia di pensarci. C’è Noemi a riempirle le giornate, con la sua voglia di divertirsi, di fare festa, di fare cose interessanti, lei che è più grande ma la porta sempre con sé, anche in discoteca. Ma ora, dopo un lunga notte passata a ballare, bere le sue prime vodkine e fare casino, Federica non si ricorda un granché e Noemi non le risponde al cellulare. Anzi, Noemi non si trova proprio da nessuna parte. Federica non si sente tranquilla, potrebbe esserle successo qualcosa di brutto, anche se sembra non importare a nessuno. E poi ritrova il cellulare dell’amica al residence dove sta, come fa ad averlo perso? E soprattutto se il cellulare è lì, che fine a fatto Noemi?

LET'S TALK

LEWIS
E' un piacere per me avere qui su Everpop un'autrice come Lucia, che seppur ho conosciuto da poco, provo una stima immensa. Stavolta voglio partire con una domanda diretta sul romanzo a fumetti: Cosa ti ha spinto a raccontare la storia di Federica, c'è qualcosa che ha fatto nascere la scintilla generatrice dell'opera?

LUCIA
E' stato un mix di due cose. Da un lato c'è la mia incredibile passione per il genere Teen Drama, che è il genere di libri che stavo leggendo nel periodo precedente alla stesura di questo fumetto. C'è poi da aggiungere il fatto che sin da giovane ho sempre adorato i gialli per ragazzi. Da lì è partita l'idea di realizzare una "specie" di mistery.
L'altro elemento di ispirazione è stato il luogo: un luogo dove ho trascorso le vacanze da ragazzina, che quindi conosco bene, e che quindi mi sembrava molto adatto per la storia.

LEWIS
Federica da pagina 24 inizia a disegnare e ritagliare piccole scene di vita, la sua vita quotidiana ripercorsa attraverso dei "pupazzetti" da lei stessa inventati, dando vita a dei veri e propri stop motion. Se a questa considerazione aggiungiamo la tua dedica iniziale ai tuoi nonni, e teniamo in conto che anche Federica passe le vacanze con i suoi nonni al punto da portare il lettore a pensare (almeno inizialmente) ad un'ipotetica convivenza con loro, sorge spontaneo chiedersi: C'è qualcosa di Federica in te?

LUCIA
Caratterialmente parlando credo che ci sia qualcosa di mio nel suo personaggio: la sua insicurezza ad esempio, tipica delle ragazzine delle medie che sono sempre in quel momento di passaggio particolare nella vita, e la fascinazione che lei ha per Noemi, la quale ho provato anche io verso alcune mie amiche più grandi in passato. Quel lato di Federica sì, per il resto invece sono completamente diversa, quindi ho cercato di caratterizzarla al meglio e renderla più credibile possibile. Ma non sono io al 100%, anzi forse mi sento molto più vicina a Noemi come idee.

LEWIS
E allora la prossima domanda non può che essere su di lei! Chi è in realtà questo personaggio evanescente e sfuggevole che catalizza l'attenzione del lettore pur non vivendo la storia presente in prima persona?

LUCIA
Lei è principalmente racconta attraverso gli occhi degli abitanti del paese, e da una visione anche un po' parziale che ha Federica. Si mostra infatti attraverso quello che Federica proietta attraverso i ricordi, ma non è assolutamente mai ben chiaro come personaggio. Viene rivisto e rivissuto nei flashback ma anche quelli sono falsati dal ricordo.
In realtà a me come personaggio piace molto, mi piace quel suo lato sicuro di sé. Mi piacerebbe averla come amica!
Per come me la immagino io Noemi ha diversi lati positivi, che non vengono fuori nel libro, ma che vi assicuro ha almeno nella mia mente. Sembra essere così come la vedete perché lascia intendere sempre quel suo lato maturo e smaliziato, che la differenzia da Federica, ma ci sta, essendo Noemi più grande.
Quel suo modo di reagire al fatto che le persone si aspettano una cosa da lei ed il fatto che lei ha imparato a dargliele in quel modo un po' disilluso, in realtà fa creare empatia nei suoi confronti. Cosa che in realtà nessuno ha molto avuto!

LEWIS
Com'è nata invece l'idea del diario vocale?

LUCIA
Volevo che lei fosse estremamente legata al suo cellulare che, senza fare spoiler, risulta poi essere molto importanti in certi punti del libro. Ho pensato di darle la parte del diario che è strettamente personale, ed affiancarlo a quel lato social che secondo me i giovani d'oggi hanno nel rapporto con il loro smartphone, rappresentato attraverso l'uso dello stop-motion, che lei però condivide con l'esterno, perché ho notato che comunque la tendenza a condividere determinate esperienze personali è assai forte nei giovani. Io non lo farei, invece vedo che nei giovani c'è un rapporto diverso.

LEWIS
Per agganciarmi al tema dello stop-motion mi viene da chiederti come mai Federica, fino alla fine, non riesce a rivelare i suoi veri sentimenti se non attraverso quelle immagini?

LUCIA
In realtà ciò che fa è una sua personale rivisitazione di ciò che le succede. Sembra che descriva gli eventi, ma in realtà sono eventi completamente differenti.
Ti faccio un esempio, senza rovinare la lettura del libro a nessuno: Noemi è l'unica che non diventa mai un mostriciattolo cattivo nei suoi stop-motion, nonostante quello che succede.
Era un modo secondo me giusto per esprimere i suoi sentimenti senza dover ricorrere all'uso delle didascalie, che io non amo molto. 

LEWIS
Per quanto riguarda il versante grafico, da dove nasce la voglia di rappresentare tutto attraverso due soli colori (il verde ed il violetto)?

LUCIA
In generale lavoro in bicromia, come è successo già con il libro precedente (Punto di fuga) dove avevo scelto il blu ed il giallo, e devo ammettere che mi sta piacendo molto. La palette l'abbiamo scelta io ed i ragazzi di Eris, e dopo diverse prove avevamo optato sul viola, che è molto POP, e accoppiato con quel verde, che mi serviva in una tonalità molto più pastellosa, secondo me crea un effetto bello forte che in un certo senso mi ricorda molto gli anni 80/90, che questi due colori insieme in un certo senso riprendono. 

LEWIS
Quali sono state le maggiori influenze e ispirazioni che ti hanno accompagnato durante la realizzazione di Misdirection? Ci sono stati autori o opere alle quali ti sei ispirata maggiormente, o dalle quali in qualche modo hai attinto?

LUCIA
Ci sono state Serie TV che mi sono state utili, serie televisive sulla falsa riga di Skins, che appunto si definiscono Teen Drama.
Ho riletto inoltre tantissimi Gialli per ragazzi di quando ero piccola, e un autore in particolare, Christopher Pike, con la sua genialità e la sua super cattiveria mi ha donato forti ispirazioni. Cercatelo perché le sue storie sono fighissime!
In realtà leggo tanti libri, guardo molti film, e leggo molti fumetti, visto che possiedo una fumetteria, e quindi mi risulta piuttosto semplice attingere a diverse ispirazioni, soprattutto graficamente.
Leggo tanti manga, e credo che si vedano quelle determinate influenze nel libro, che però ovviamente non è disegnato in quello stile manga al quale siamo abituati, è molto rielaborato.

LEWIS
Ed ecco pure per te la Domandona di Everpop!
Se ti fosse data l'opportunità di realizzare un qualunque fumetto pubblicato fino ad ora, su quale ti piacerebbe aver lavorato?

LUCIA
Domanda difficile, e infatti sono indecisa tra due fumetti. Posso sceglierli entrambi?
Uno è Ghost World di Daniel Clowes, mentre l'altro è Solanin di Inio Asano.
Anche se devo ammettere che mi sarebbe piaciuto lavorare ad alcune opere di Adaichi, anche se mi rivedo meno in quella cultura giapponese scolastica basata sullo sport. Lui mi piace molto come narratore, ma non avrei mai scritto storie così, mentre trovo Ghost World e Solanin due veri capolavori. Sono perfetti!

Ed eccoci giunti alla fine! Io ringrazio in primo luogo Lucia, la quale so che leggerà,  e che spero di poter nuovamente incontrare presto in fiera per chiacchierare. L'invito a passare su Everpop ovviamente è sempre aperto. E voglio inoltre ringraziare Eris Edizioni, in primo luogo per avermi fatto scoprire questa autrice, e poi per avermi permesso di rapirla per 10 minuti dallo stand. Io vi invito a leggere la recensione se ancora non avete acquistato il volume, chissà che magari non riesca poi a convincervi ad acquistarlo!
See you soon! -Lewis

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