martedì 16 maggio 2017

ViviOgniPiccoloPezzoVirgolaTre (Day Two): Ogni Piccolo Pezzo di Stefano Simeone (Recensione)

Buongiorno Evereaders e bentrovati con la Terza Settimana Autore di Everpop! Da quest'oggi inizio a parlarvi della prima di tre opere che Stefano ha realizzato per Bao, la primissima, quella bella bella che appare nelle "Città viste dall'alto": Ogni Piccolo Pezzo.


OGNI PICCOLO PEZZO
di Stefano Simeone
                                                                                           

TITOLO ORIGINALE: Ogni Piccolo Pezzo

EDITORE: Bao Publishing

GENERE: Noir

PAGINE: 152pp

PREZZO: 16,00€

USCITA: 21 nov 2013



TRAMA

Un paese del centro Italia, un gruppo di amici. La vita non succede, passa, in luoghi tanto piccoli, dove tutti si conoscono. E anche ritrovarsi, anni dopo, con la scusa di un matrimonio, sembra essere soltanto la fine di una pausa in una conversazione che non si è mai interrotta. Ma possibile che nessuno sappia chi è che si sposa?

MY POINT OF VIEW
                                                                  

                                                   


Indescrivibile. Riuscire a raccontarvi cosa ho provato leggendo questo graphic novel mi è un tantino difficile stavolta, e non perché la trama ho trovato difficile ed ostica la lettura, anzi tutt'altro, stavolta mi è difficile riuscire a spiegarmi semplicemente perché ho trovato questo romanzo a fumetti poetico, e come accade spesso per le poesie, per quelle più belle soprattutto, mi risulta difficile riuscire ad esprimermi. Ora capisco perfettamente perché in molti mi avevano suggerito, in questi ultimi tempi, la lettura di questo fumetto, capisco perfettamente i loro sospiri, i loro sorrisi, gli occhi che brillavano al sol raccontare la trama. Lo capisco perché è quello che mi è successo, e quello che mi sta succedendo ora mentre scrivo questa recensione (diciamocelo anche stavolta sono riuscito a puntare su un cavallo vincente).

Presente e Passato. Attualità e Ricordi. Azioni e Memorie. La vita. La vita è ciò che descrive magistralmente Stefano Simeone in questo suo primo fumetto targato Bao, un fumetto corale a 360° che da lo spazio e la parola anche a quei personaggi che in realtà veri protagonisti non sono. Un romanzo corale a fumetti capace di dar voce alla vita, alle vite per essere precisi, ai ricordi e le memorie che queste si portano dietro, con incredibile naturalezza ed una voglia di raccontare (quella appunto dell'autore) che si traduce in una sceneggiatura a dir poco incredibile. Qualcosa di semplice, in un certo senso, che sa però diventare straordinaria, grazie alla mescolanza e al caos, perché no, di voci che si sommano, si sovrastano e a volte persino si contrastano. Un guazzabuglio corale che anche nel caos riesce ad essere incredibilmente profondo e d'impatto.

Tutto ruota attorno ad un fantomatico matrimonio e ad un gruppo di amici, che dopo anni di lontananza, si ritrovano nuovamente "richiusi" nel loro vecchio e piccolo paesino. Il matrimonio di uno di loro (di chi lo scoprirete solo alla fine) che è soltanto il pretesto per permettere ad uno di loro, Mauro, di partire con la prima voce, che darà poi vita al coro vero e proprio. Quel coro formato da personaggi, e personalità, diverse sotto ogni punto, amici che in realtà hanno ben poco in comune se non proprio quel paesello che crescendo non fa altro che andargli stretto.

Si parte con Mauro, la voce spavalda e boriosa del romanzo, quella falsa che nasconde l'intera verità dietro tutto ciò che c'è di più scintillante nella vita. Mauro è il classico ragazzino che cela dietro i suoi vizi e le sue ostentazioni tanta tristezza e solitudine. E' quel ragazzino che anche in compagnia in qualche modo è solo, nonostante i soldi e la popolarità. Mi verrebbe da chiamarlo "sbruffone", ma in realtà è semplicemente un ragazzo solo.
La seconda voce che esce fuori dal coro è quella di Diego, un ragazzino dall'immaginazione sconfinata, che è la sua più forte ed inarrestabile arma con il quale fronteggia la vita, che vive all'ombra di un padre frustato e solo, che cerca in tutti modi di farsi notare, dimostrando (alla moglie? al figlio? agli altri?) di essere uno dei migliori. Se Mauro è la solitudine, Diego è l'Insicurezza, a causa della sua assenza di coraggio, che si palesa soltanto nella sua mente. E' senza dubbio quello che però mi è piaciuto di più.
Si aggiunge poi la voce di Sienna, l'unica voce femminile del coro, che con la sua bacchetta magica, la sua magia da fata, cerca in ogni qual modo di mettere una toppa sulla vita di tutti quelli che la circondano, come sua mamma Rose le ha inculcato. E' un personaggio che a mio parere ha persola sua bontà e la sua allegria proprio a causa delle pressioni della madre, e del futuro tanto agognato da quest'ultima. 
Chiude il coro (e in realtà non è proprio così) Alessandro, con la sua stazza, la sua goffaggine e la sua sfiga. Il suo è un personaggio silenzioso, caratterizzato da una forte timidezza, che non muta nel tempo, così come la sua "ossatura massiccia". E' quel personaggio che nonostante l'età, gli eventi e le scelte, permane nella sua posizione, fermo come un'ancora, il quel paese piccino picciò.

Cosa hanno quindi in comune ognuno di questi ragazzi? Be' semplice, ognuno di loro è stato in qualche modo sconfitto dalla vita, che si è fatto beffe delle loro storie, del loro passato, e del loro avvenire. Perché diciamocelo, proprio roseo e florido non è il loro futuro. Appaiono quindi come dei falliti, sconfitti dai loro stessi sogni, dalle loro stesse speranze, che non hanno fatto altro che abbatterli e renderli deboli. Sconfitti fino al midollo, persino quando si parla di Xavier, il ragazzino fantasma, che nonostante i suoi traguardi alla fine non riesce a trovare ciò che realmente cerca.

Un romanzo di formazione a fumetti frammentato, che è possibile raccontare proprio grazie a quei frammenti ammirabili sin dalla copertina (che non smetterò mai di dirlo è una delle più belle di sempre). Frammenti di vita, di amori, di obiettivi, di speranze e di sconfitte. Frammenti fatti di emozioni e sentimenti, che Stefano riesce a raccontare con incredibile bravura, senza mai cadere nel banale, ma nemmeno salendo a livelli lirici. Tutto rimane nella sfera della semplicità, della naturalezza, della quotidianità.

Un puzzle questo, disordinato e confusionario, apprezzabile proprio per il caos che lo contraddistingue, e per il suo essere in qualche modo incompleto, disordinato, e senza fine...proprio come la vita. E la vita riesce a raccontarla davvero bene Stefano, a modo suo ovvio, quel modo che però (mi ripeto) risulta essere assai poetico. 

Per quanto riguarda invece l'apparato grafico, bisogna sottolineare la mutevolezza dello stile dell'autore, che riesce ad apparire sempre nuovo e diverso di opera in opera, pur conservando però piccoli tratti distintivi, come ad esempio l'uso magistrale del colore. che è a mio parere l'arma più forte di Stefano. Stavolta, per uno come me tanto attento all'espressività dei personaggi, ciò che più ha colpito è la totalità stessa dell'opera, dal tratto netto ma allo stesso tempo anche un po' tremolante, fino al colore vivo e libero da ogni gabbia (la linea), proprio come l'uccellino azzurro che svolazza tra le pagine del fumetto. 


Chissà se riusciranno mai a trovare la loro vera collocazione queste infinite e svariate tessere. Chissà se riusciremo anche noi prima o poi a farlo. Chissà...
See you soon! -Lewis

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