martedì 9 gennaio 2018

Liete Novelle: Gli anni che restano di Brian Freschi e Davide Aurilia (Recensione)

GLI ANNI CHE RESTANO

Buongiorno Evereaders, anche oggi facciamo tappa a Bologna in compagnia dei fumetti Bao! Protagonista di oggi è Gli anni che restano di Brian Freschi e Davide Aurilia.


GLI ANNI CHE RESTANO di Brian Freschi e Davide Aurilia
                                                                                                                  

EDITORE: Bao Publishing | GENERE: Narrativa a Fumetti
PAGINE: 140pp | TITOLO ORIGINALE: Gli anni che restano
USCITA: 05 ott 2015 | PREZZO: € 17,00 | EBOOK: € 4,49

                                                                                                                  

TRAMA

Mauro, uomo incompiuto che vive nei ricordi dell'adolescenza bolognese, riceve la notizia della tragica morte di Antonio, amico di vecchia data che il tempo ha allontanato, e decide di partire per Milano per partecipare al funerale. Da lì, comincerà una missione personale ed esistenziale per ricostruire i pezzi dimenticati del proprio passato, attraverso le polaroid abbandonate dall'amico e l'aiuto di Nathalie, una vecchia fiamma mai veramente sopita. Il romanzo grafico che vede il debutto del team artistico Brian Freschi e Davide Aurilia, dalla narrazione surreale e onirica e il tratto ad acquerello che confonde ricordi e speranze.

MY POINT OF VIEW
                                                                          
                                                              

Attraverso questo tour, ma soprattutto attraverso i fumetti Bao coinvolti, Bologna sta occupando uno spazio sempre più grande nel mio cuore, attraverso le differenti visioni dei diversi autori coinvolti, che ogni volta mi regalano scorci di una città sempre diversa ma in egual modo poetica. Quella di stavolta è una Bologna nostalgica, fatta di ricordi, di paure e di silenzi, una Bologna che si fonda sull'amicizia e sul passato, che però allo stesso tempo sa dare anche la carica e infondere coraggio. Quella di stavolta è la Bologna melanconica de Gli anni che restano.

Devo ammettere che questo graphic novel mi ha seriamente sorpreso, lasciandomi letteralmente senza parole dall'inizio alla fine; l'ho trovato tanto triste e malinconico ma allo stesso tempo anche incredibilmente vero, fondato su emozioni palpabili e reali, una storia che ho sentito mia, che mi ha toccato nel profondo e che ha generato in me un senso di appartenenza pazzesco. Insomma mi sono sentito in qualche modo lo spettatore e il protagonista di quest'opera. Stavolta più che mai mi è sembrato di vivere la storia a pieno, di condividere la visione del protagonista in prima persona, come se quegli occhi e quella voce, quella di Mauro, appartenessero a me. E' stata un'esperienza (più che una lettura) pazzesca proprio grazie al talento dei due autori che sono riusciti a raccontare una storia di vita fondata sull'amicizia con incredibile bravura, riuscendo a tradurla perfettamente attraverso le linee dettate da Davide Aurilia.

La storia dolce-amara di Mauro è una storia fatta d'amore e d'amicizia, di coraggio e anche di sonore (e ripetute) sconfitte, in cui la vita non ha saputo far altro che tirare tiri brutti e perfidi. Questa è la storia di Mauro, ma allo stesso tempo è anche la storia di Antonio, suo migliore amico da sempre, una personalità ribelle e anticonformista completamente opposta a quella del protagonista, che invece rintana il suo animo in luoghi sicuri ma privi di spessore e vitalità. E' una storia doppia, la storia di un'amicizia, un ritratto di vita allo specchio, attraverso il quale i pregi ed i difetti di Antonio, opposti a quelli di Mauro, completano perfettamente l'amico.

Questa storia però non parla al futuro, o meglio si dirige in quella direzione, ma volge costantemente lo sguardo al passato, verso ricordi dolci che nascondono però la verità. E' una storia in cui i ricordi hanno un peso fortissimo, alla stregua dei due protagonisti, le quali storie (ed i passati) sembrano quasi oscurare i personaggi stessi. Iniziando il fumetto avevo capito subito cosa volevano comunicare i due autori, avevo capito benissimo che questa storia sarebbe stata un colpo al cuore, in particolar modo per via di una frase che mi è rimasta impressa: [riferendosi al verbo ricordare] "viene dal latin re- indietro e cor cuore. Richiamare nel cuore. Perché il cuore veniva considerato la casa dei ricordi". Questa frase, una sorta di sunto stesso dell'opera, viene abilmente esplicata e rappresentata dai due autori, sia attraverso la trama che attraverso l'uso dei segni e dei colori. Brian e Davide riescono infatti a dare vita a questo verbo, donandogli un volto ed una voce, anzi no ben due volti e voci, che si esprimono con dolcezza e sicurezza attraverso due vite legate assieme da un filo inscindibile.

Questa però è una storia vasta, che contiene in se un'immensità di tematiche diverse, tenute assieme tutte dall'amicizia dei due protagonisti, attraverso la quale la trama riesce a parlare di tematiche forti come l'accettazione del lutto e il senso di sconfitta verso la vita, ma anche di eventi storici e caratterizzanti come il movimento del 77. Tutto questo viene poi riassunto e stipato tra le bellezze di una malinconica Bologna, nella quale i ricordi aleggiano come nitide fotografie abbandonate a se stesse e al vento. Cose non dette, gesti non compiuti e frasi taciute vagano per le strade di questa città possedendo corpi e cuori e regalando così al lettore un'esperienza a dir poco emozionale, grazie alla quale viene riconosciuto un potere forte ed antico: l'amicizia, il valore che tra tutti viene maggiormente celebrato in questo graphic novel.

E poi, come dicevo, il tutto viene tradotto attraverso i gesti di Davide Aurilia che vivono attraverso linee e forme, attraverso giochi di luce ed ombre, attraverso i colori, i gialli e gli azzurri portatori di storie e di ricordi passati, che si traducono in malinconici sorrisi o anche in tristi annunci, nei quali è però il bianco a farsela da padrone. Il tratto dell'autore mi ha ricordato diversi fumettisti francesi e seppur fuori dai miei soliti standard, devo ammettere che è riuscito a convincermi pienamente, adattandosi perfettamente al testo e alle emozioni contenute in esso.




Insomma dolci ed inaspettate sorprese in questo secondo graphic novel che racconta Bologna, storie di lacrime e ricordi amari, ma anche di tanto coraggio e voglia di cambiare. Cosa ci riserverà il prossimo fumetto? Non vi resta che scoprirlo domani, sempre qui su Everpop!
See you soon! -Lewis

1 commento:

  1. Stasera siamo sincronizzati con le recensioni...ovviamente la tua e’ molto migliore della mia 😆

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