mercoledì 10 gennaio 2018

Liete Novelle: Un anno senza di te di Giopota e Luca Vanzella (Recensione)

UN ANNO SENZA TE

Buongiorno e bentrovati amici di Everpop! La Bologna che esploriamo stamane è triste e malinconica ma carica di romanticismo. E' quella di Luca Vanzella e Giopota e del loro Un anno senza te.


giopota luca vanzellaUN ANNO SENZA TE di Luca Vanzella e Giopota
                                                                                                                  
EDITORE: Bao Publishing | GENERE: Romantico
PAGINE: 220pp | TITOLO ORIGINALE: Un anno senza te
USCITA: 25 mag 2017 | PREZZO: € 20,00 | EBOOK: € 5,49
                                                                                                                  

TRAMA
Dodici mesi, dodici momenti nella vita di un giovane uomo che cerca sé stesso e di farsi una ragione per la fine di un amore importante. Dodici situazioni in una Bologna a metà tra Fellini e Boris Vian, che punteggiano un percorso di crescita più che di guarigione, raccontato con una delicatezza disarmante da Luca Vanzella e reso reale dalle immagini, potentissime e perfette per questa storia, di Giopota, alle prese con il suo primo romanzo grafico lungo. Uno dei libri BAO più importanti del 2017, e se lo leggerete capirete perché.


MY POINT OF VIEW
                                                                          
                                                              

L'amore può far male. L'amore può ferirci e lasciarci in un angolo buio. L'amore può sconfiggerci facilmente, se solo lo desidera. L'amore può far male, proprio come ad Antonio, protagonista di questo tenero e poetico graphic novel, dislocato in dodici intensi mesi, ricchi di eventi ed emozioni che conducono verso la strada della vita e non una meta, poiché la strada per raggiungere il vero amore è sempre lunga e tortuosa, irta di ostacoli e a volte anche tranelli, è una strada da percorrere con calma, senza aver paura di lasciarsi andare, alle emozioni e alla vita stessa, come insegnano i due autori di questo fumetto, Luca Vanzella e Giopota.

Un intero anno, quello di Antonio (protagonista indiscusso dell'opera), viene posto sotto i riflettori, analizzato mese per mese in un susseguirsi di giorni tristi e tutti uguali, giorni penosi e piatti, nei quali il protagonista non può sentirsi costantemente sconfitto e solo, ormai lontano da quel mondo che credeva suo e che viveva in totale sicurezza, anche (e soprattutto) grazie alla presenza di Tancredi, ormai ex fidanzato. Antonio è davvero uno sconfitto però, in tutti i sensi; è un ragazzo fragile dalla personalità assai debole, che lo porta costantemente a vivere il ruolo di co-protagonista e spalla per ognuno dei ragazzi che lo affiancano. Nonostante questo suo atteggiamento in passato era riuscito in qualche modo a superare le separazioni, ad andare avanti voltando pagina, fin alla rottura con Tancredi che ha mandato completamente in pezzi il suo mondo.

In frantumi, è così che si presenta l'animo (ed il cuore) di Antonio, completamente a pezzi, in dodici pezzi in realtà, che appaiono davanti ai nostri occhi sotto le forme più svariate, dalle persone fino ai paesaggi, come la Bologna stessa rappresentata in questo fumetto, romantica ma anche incredibilmente malinconica. Ogni singolo pezzo ci permette di esplorare l'animo del ragazzo, di comprendere il suo stato d'animo, attraverso sofferenza e senso di sconfitta, che sembra quasi non affievolirsi, nonostante lo scorrere del tempo; Antonio rimane lì fermo, impantanato al bivio, in attesa di una svolta.

Mi sono commosso leggendo questo libro, soprattutto perché la sofferenza del protagonista è palpabile, una stoccata dritta al cuore che permette al lettore di provare empatia per il personaggio, dall'inizio alla fine. Antonio è un po' come l'Ercole della mitologia, costretto ad affrontare svariate fatiche, per poi fare i conti alla fine con il nemico vero e proprio: la solitudine. Il vero "drago" da affrontare non è Tancredi, che lo lascia e l'abbandona (come molte volte succede nella vita reale), ma bensì la solitudine che lo bracca e gli alita sul collo come la peggiore delle bestie striscianti. Solo metabolizzando questo nuovo stato d'essere che il giovane protagonista riuscirà davvero ad andare avanti e crescere per davvero. Perché diciamocelo, quello che ci offrono Giopota e Luca Vanzella non è tanto un romanzo d'amore e di separazioni, è si una storia romantica (sia chiaro), ma ancor prima è un vero e proprio romanzo di formazione (a fumetti, come mi piace dire) e di crescita.

Quest'amare in modo compulsivo si traduce poi in delle tavole semplicemente perfette, che mostrano l'amore nelle sue varie forme e sfumature. I sentimenti presenti in questo fumetto diventano magia, si traducono in pioggia di conigli e nuvole rosa, ma soprattutto in tenere quanto strazianti espressioni. Lo stile di Giopota segue in un certo senso quello nipponico, quasi cartoonesco (chi ha letto altre opere dell'autore vi sarà già ampiamente e piacevolmente abituato), caratterizzato da una linea sempre tondeggiante e ridotte al minimo, accompagnate da colori e sfumature nette. 

Bologna si fa carico di questa magia, di tutto l'amore contenuto in un singolo individuo che è un po' la personificazione dei sentimenti di tutti noi; la città mette da parte il suo classico aspetto, le sue strade popolate da studenti e le piazze con torri svettanti, per lasciare spazio a veri e propri elementi da scenari magici, come dirigibili e mongolfiere, suggestivi fari e nevicate anomale. La visione di una città atipica e forse anche un po' bizzarra, che in questa sua "assurdità" riesce ad essere incredibilmente romantica e poetica. 




Be' io ancora ho i lacrimoni agli occhi e quindi con gli occhi un po' lucidi vi do appuntamento a domani, qui su Everpop perché c'è una grande regina del fumetto italiano!
See you soon! -Lewis

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