venerdì 23 marzo 2018

A Tutto Manga: Perfect Crime di Arata Miyatsuki e Yuya Kanzaki (Recensione)

PERFECT CRIME

Buongiorno e bentrovati amici di Everpop! La giornata continua in compagnia di un nuovissimo manga che vi intrigherà parecchio: Perfect Crime di Arata Miyatsuki e Yuya Kanzaki.

PERFECT CRIME di Arata Miyatsuki e Yuya Kanzaki
                                                                                                                  
EDITORE: Planet Manga | GENERE: Seinen
 PAGINE: 190pp | TITOLO ORIGINALE: Perfect Crime
USCITA: 21 mar 2017 | PREZZO: € 4,50 | EBOOK: 
                                                                                                                  

TRAMA

IL SUO NOME È TADASHI USOBUKI, ATTENTI A GUARDARLO NEGLI OCCHI! Un sicario si aggira nei parchi. È sempre in attesa di un ingaggio. Lo si può riconoscere dal rosso delle iridi e dai modi insoliti. Solo lui sa come compiere un crimine perfetto. Per uccidere non usa una lama o un’arma da fuoco. Usa il potere della mente.

MY POINT OF VIEW
                                                                          
                                                 

"Che sciocchi gli umani". Eppure ha ragione il protagonista di questo fumetto, gli umani son davvero sciocchi, soprattutto quando c'è di mezzo l'invidia e la cattiveria, quando intraprendono la via della vendetta e della prepotenza. Gli umani son davvero degli esseri assurdi e a dimostrarlo stavolta è questo fumetto crudo e spietato, questa nuova serie proveniente direttamente da casa Shueisha, che trascina il lettore dritto in una spirale di oscurità e cattiveria. Perfect Crime, un titolo una certezza, anche se alla fine il delitto perfetto non esiste, visto che in questa storia, che mescolando perfettamente mistero e adrenalina da vita ad un thriller psicologico con tante scene splatter, nessuno ne esce da vincitore, o per meglio dire nessuno ne esce pulito, visto che gli individui che popolano questa serie si muovono tra criminalità, omicidi e tanta tanta invidia.

Tadashi Usobuki è il vero protagonista di questo fumetto, un essere misterioso dagli ammalianti occhi rossi sempre vestito di nero, che avvolto da un'aura oscura svolge il lavoro di...il killer. Esatto Usobuki viene solitamente contattato, come nelle migliori leggende metropolitane, da tutti quelli che bramano ardentemente la morte di un proprio conoscente. Carnefici che con il misterioso uomo in nero diventano immancabilmente delle vittime, perché tutto ha un prezzo e tutti i debiti vanno saldati, e il compenso di Usobuki non è altro che la morte del proprio cliente, per un semplice sfizio personale. In tutti i casi in cui viene coinvolto questo cupo mietitore in giacca e cravatta vale il concetto secondo il quale: "quando insegui la via della vendetta, scava sempre due fosse". 

Dove c'è oscurità però c'è sempre un barlume di luce e speranza e se in questo caso il protagonista percorre la strada oscura, all'antagonista spetta quella luminosa. Caso dopo caso infatti si inserisce nella storia anche il Sergente Toru Tada, un poliziotto che in passato aveva già incrociato la strada di Usobuki, il si ritrova immancabilmente a partecipare ad un folle gioco del gatto e del topo con lo spietato figuro. Lui è l'esatto opposto del protagonista, allegro energico e pasticcione, dalla volontà ferrea che lo porta a bramare ardentemente la fine di Usobuki.

Con Perfect Crime siamo finalmente davanti ad un protagonista diverso dai classici canoni da seinen manga, stavolta il protagonista non è altro che un eroe (che poi tanto eroe non è) oscuro che trae godimento dalle sfortune e dalle sofferenze degli altri, soprattutto quelle causate a chi per primo lo contatta e chiede il suo aiuto. Grazie al suo strabiliante potere di persuasione e a questo suo lato oscuro e perverso, si configura come un personaggio intrigante, un personaggio che ammalia per il suo aspetto ed il suo assurdo e folle comportamento, che confonde il lettore, il quale non sa se tifare o no per lui. Nel dubbio però è sempre meglio non fidarsi di lui, poiché con il suo "potere" mentale riesce a soggiogare anche il più spietato e temibile degli individui.

Come fa però Usobuki a portare a termine le sue missioni e a mietere vite su vite senza mai venire accusato o arrestato? Be' tenendo conto di una cosa, e cioè che le parole a volte feriscono molto più delle lame. Risulta ben chiaro questo assunto all'interno del volume, così come risulta chiaro che gli occhi non sono altro che pozzi senza fondo nei quali perdersi e dichiarare la propria sconfitta. Insomma, non ci sono vincitori quando si parla di Otherworld, se si esclude appunto il protagonista, ma soltanto sconfitti, soltanto vittime che però innocenti non lo sono per niente. L'autore infatti ci tiene a sottolineare l'oscurità nel cuore delle persone, attraverso un protagonista che ne incarna ogni sfumatura, persino le più cupe e malefiche, le quali sembrano filtrare dal singolo all'intera società.

Senza mai cadere nel banale, ma nemmeno risultare complicato e contorto, il sensei Miyatsuki riesce a trattare temi assai impattanti come la complessità della mente e della psiche umana, descrivendo abilmente l'intricato labirinto che abbiamo nella testa con una storia tutta d'azione, d'adrenalina, dubbi e inquietudine. Il tutto viene abilmente tradotto dalla bravura ai disegni i Yuya Kanzaki, che con il suo tratto sicuro e tendente al realistico, riesce a dar vita ad un mondo oscuro e terrificante, del quale lo stesso lettore ha paura. La punta di diamante dei suoi disegni è l'espressività dei personaggi, volti che hanno un fortissimo impatto comunicativo, grazie al quale gli individui riescono a comunicare molto di più che delle parole. 


Be' a me questo primo volume ha convinto davvero tanto, al punto da spingermi ad ordinare già il secondo volume in fumetteria,che vi ricordo sarà in edicola e fumetteria tra due mesi!
See you soon!

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