lunedì 6 marzo 2017

Liete Novelle: They're Not Like Us vol. 1 di Eric Stephenson e Simon Gane (recensione)


Buongiorno e buon lunedì Evereaders! Siete pronti a una nuova fumettosa recensione? Questa settimana partiamo col botto!


THEY'RE NOT LIKE US vol.1
di Eric Stephenson - Simon Gane - Jordie Bellaire
                                                                                           

TITOLO ORIGINALE: They're not like us #1

EDITORE: Saldapress

GENERE: Storie Straordinarie

PAGINE: 152pp

PREZZO: 14,90€

USCITA:  14 lug 2016



TRAMA

Cosa succederebbe se avessimo la capacità di fare cose straordinarie e oltre ogni immaginazione? Chi vorremmo essere? Un atleta? Un soldato? Un eroe? Il destino sarebbe nelle nostre mani, proprio come accade ai giovani. Ma i giovani non hanno alcun rispetto per l’autorità. È sempre la stessa vecchia storia: i giovani sono arroganti e sconsiderati e pensano solo a se stessi. Le cose, però, stanno cambiando. Ora i giovani devono pensare in maniera diversa e agire rapidamente. Ma cosa farebbero se, davvero, avessero capacità fuori dal comune? Se non fossero come noi, cosa potrebbero combinare? Niente di quello che ci aspettiamo. E, forse, niente di buono. BUCHI NERI PER LA GIOVENTÙ è il primo volume di THEY’RE NOT LIKE US, una straordinaria serie sul destino, le scelte individuali e il desiderio di ribellione, scritta da Eric Stephenson, autore della serie di culto NOWHERE MEN, e disegnata dal talentuoso Simon Gane (Northlanders). Un fumetto punk che vi donerà un nuovo sguardo sulle vostre scelte individuali.

MY POINT OF VIEW


Chi ha bisogno dei supereroi in tutina quando tra di noi c'è gente con poteri straordinari capaci di cambiare il mondo...o di assoggettarlo?

Se dopo questa esclamazione siete più confusi di prima, be' benvenuti nel mondo di Eric Stephenson e Simon Gane, un mondo intricato e ingarbugliato, popolato da personaggi fuori dall'ordinario (in tutti i sensi), che saprà ammaliarvi sin dalle prime battute e non lasciarvi più andare. "They're not like us" è uno di quelle serie, travolgenti e coinvolgenti al punto da sembrare quasi un telefilm piuttosto che un fumetto, che genera un'immensa dipendenza, generando nel lettore un'immensa curiosità. Una volta iniziato, credetemi, non lascerete più andare il volume, e una volta terminato, credetemi ancora una volta, ne vorrete sapere sempre di più.

Come lo stesso titolo suggerisce, "They're Not Like Us" parla di diversità, più dettagliatamente di un gruppo di persone con "super poteri", un gruppo di emarginati che vivono in mezzo alla gente comune, con la quale si confonde, cercando però di non dare mai nell'occhio, ma bensì di vivere in mezzo ai "normali" ma al limitare del sistema. Questo gruppo variegato, capitanato da The Voice (ognuno dei componenti del gruppo ha un soprannome identificativo), si distingue per uno smisurato cinismo e un'altrettanta smisurata diffidenza verso la comunità che circonda ognuno dei protagonisti, e in generale anche verso il genere umano, che sta ormai cadendo sempre più in disgrazia. Non aspettatevi un gruppo di beniamini, pronti a salvare il mondo ad ogni occasione, perché il suddetto gruppo non è per nulla intenzionato a farlo, anzi forse è lungi dal volerlo fare. Loro sono essenzialmente nel mezzo: non vogliono salvare il mondo, ma neppure distruggerlo, semplicemente vogliono vivere la vita che (secondo loro) gli spetta. Ognuno dei protagonisti infatti è contraddistinto oltre che da cinismo e diffidenza, anche da un certo atteggiamento di spietata prepotenza, rivolta principalmente verso tutte quelle persone normali che li hanno sempre creduti pazzi e visionari.

Lo so, so cosa state pensando: "Ma questa è la trama di X-Men!". Be' è la stessa cosa che ho pensato anche io inizialmente, ma poi già dopo il primo capitolo mi sono ricreduto, perché il fumetto di Stephenson e Gane ha sì qualcosa in comune agli X-Men, ma allo stesso tempo si discosta molto, soprattutto per il carattere dei personaggi, i loro sogni e le loro decisioni. Come ho già accennato il gruppo di Syd, la protagonista di questo fumetto attorno a cui si sviluppa sin dall'inizio la trama, non ha come obiettivo la salvaguardia della terra e del sistema, ma pensa bensì alla propria sopravvivenza e salvaguardia. Inoltre rispetto al fumetto Marvel questo si distingue per una trama e un'ambientazione molto più ordinarie, che lo rendono alla portata di qualunque lettore, anche quelli che con i supereroi non hanno un buon rapporto. Non manca inoltre una buona dose di mistero, insita principalmente nel personaggio di The Voice, un personaggio contraddittorio che professa la libertà, ma che in realtà si erge a capo su ognuno dei suoi "protetti". Un personaggio enigmatico che confonde e stupisce, e che ha nascosto per se ancora tanto altro.

Cioè che rende straordinario questo fumetto inoltre è proprio il cast di personaggi che lo compone. Scordatevi educazione, bontà e rispetto per le regole, e piuttosto concentratevi sul cinismo, sull'egoismo, sulla bramosia, perché diciamocelo i protagonisti di questo fumetto sono dei veri e propri stronzi (perdonate la parolaccia su Everpop, ma quando ce vo ce vo), e proprio per questo è difficilissimo non amarli. Questo loro atteggiamento li rende quindi molto più umani, molto più simili al lettore che ha intrapreso con loro questa nuova avventura, il quale finirà poi per immedesimarsi in uno di essi. 

A rendere ancora più pop e dinamica la storia è Simon Gane, che con i suoi disegni riesce a tratteggiare al meglio questa maltrattata ed emarginata generazione di "talenti". Il suo tratto tra lo squadrato e lo spigoloso, sporco e anche tremolante, è sospeso tra lo stile di una serie a fumetti e quello di un graphic novel, di cui alterna i punti focali. Così come la trama, i disegni si mostrano per una loro certa intimità, che sembra quasi rivolgersi ad un lettore in particolare, quello che in quel momento assiste allo svolgersi degli eventi, e sembra allo stesso tempo l'unico spettatore e protagonista. Al completare il tutto, sul fronte dei disegni, è da sottolineare l'intervento di Jordie Bellaire, che con i colori ci gioca forte, e riesce ad esprimere pienamente quel senso di disagio che pervade all'interno del fumetto.


Insomma io già ce lo vedo adattato a serie televisiva, proprio perché, a mio parere, una storia come questa potrebbe rendere ancora di più sul piccolo schermo, anche se su carta spacca già di suo. E dopo queste mie parole non potrete certo lasciar passare inosservata questa serie! Correte a dargli un'occhiata, mi raccomando!
See you soon! -Lewis

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