venerdì 7 aprile 2017

Liete Novelle: La Quarta Variazione di Albhey Longo (Recensione)


Buongiorno Evereaders, pronti a concludere la settimana con una nuova recensione? Parliamo di Graphic Novel, sì anche oggi!



LA QUARTA VARIAZIONE
di Albhey Longo
                                                                                           

TITOLO ORIGINALE: La quarta variazione

EDITORE: Bao Publishing

GENERE: Slice of Life

PAGINE: 145pp

PREZZO: 16,00€

USCITA:  03 nov 2016



TRAMA

Marco sta finendo il liceo e la sola domanda che gli viene posta, da chiunque lo incontri, è la fatidica "Cosa farai dopo?". Lui sa cosa desidera, ma sa anche che non è un progetto convincente per chi lo ascolta. Marco vuole disegnare, ma disegnare non è una carriera. E c'è una persona, più di tutte, cui sarà difficile far digerire il bisogno di non limitare le proprie scelte facendone una "normale".

MY POINT OF VIEW
                                                                                     

Crescere. Prima o poi tutti maturiamo, chi prima, chi dopo, ci tocca. Nonostante sia una cosa "che tocca" a tutti, non per questo risulta essere una cosa semplice. Volete un esempio? Marco, il protagonista di questo Graphic Novel ne è l'esempio lampante.

Come la si affronta la maturità quando sei nel pieno della tua carriera scolastica, quando ogni giorno devi avere a che fare con gli spettri (rumorosi e fastidiosi, a volte asfissianti) degli esami incombenti? I traumi che causa quel periodo non sono certo pochi, ve lo assicuro io (soprattutto se parliamo poi di università e andiamo poi a vedere una mia foto prima dell'esame di Tecnica delle Costruzioni), e allo stesso tempo anche Marco ed il suo talentuoso autore Albhey Longo.

Ammetto di essere rimasto insoddisfatto alla prima lettura di questo fumetto, come se mancasse qualcosa; qualcosa, il punto centrale della storia, che mi era sfuggita ad una prima lettura, ma che ho poi capito appieno rileggendo il volume. Avevo tanto sentito parlar bene di Albhey, soprattutto dai suoi colleghi, ed è stato proprio questo a spingermi a rileggere questo fumetto, che alla fine si è rivelata una gran bella lettura, matura e ricca di spunti.

La storia di Marco, e la sua maturità, non si dimostra certo straordinaria, ma bensì piuttosto ordinaria, una storia già letta, che però nasconde in sé una certa maturità ed una serietà comuni a pochi altri fumetti , e degne quindi di un gran talento alla sceneggiatura. Questo aspetto unito al finale aperto che l'autore ha destinato all'opera, che mi ha spinto a chiedermi dove appunto Longo voleva andare a parare, ha fatto sì che la prima lettura apparisse appunto incompleta. E ora che abbiamo elencati i punti svantaggianti (tolto il dente tolto il dolore) passiamo alle cose belle.

E' geniale il modo in cui l'autore riesce a frammentare la storia, ad intervallare i tormenti con le fantasia, la triste realtà con lo splendore della fantasia e della fanciullezza; il modo con cui riesce a parlare contemporaneamente di un personaggio a 360°, mostrandocelo nella sua interezza, e mettendo in scena, nello stesso momento, passato e presente. Non ci lascia intuire neppure per un secondo il futuro, ma poco interessa perché l'attenzione del lettore è tutta rivolta a Marco, ai suoi dubbi, alle sue paure, ad i suoi spettri. Spettri che in questo caso non appaiono come cupi esseri tormentati (e tormentanti), nonostante il nero che predomina nell'opera, ma bensì come una sorta di fantasmi dei "Natali Passati" (lasciatemelo fare questo confronto). Fantasmi del passato che prendono il nome di "BATTAGLIA", il gioco inventato da Marco e dai suoi amici da bambini, che ancora oggi riesce a rappresentare, per ognuno di loro, una dolce fuga dalla realtà.

Maturità non è soltanto quella che viene raccontata all'interno del fumetto, ma bensì anche quella che dimostra l'autore nello sviluppo di determinate tematiche, affrontate in maniera seria ma con la giusta dose di umorismo, con profonda intelligenza. La trama si sviluppa quindi con semplicità, senza particolari colpi di scena, sostituiti però da vere e proprie esplosioni di emotività, inaspettate ma continue.

Un altro aspetto che mi è assai piaciuto, questo sin dalla prima lettura, è la caratterizzazione dei personaggi. I personaggi di questo romanzo sono così ben tratteggiati, che è assai semplice rivedersi, ritrovarsi, in qualcuno di essi. Seppur il cast è assai ristretto, le personalità sono svariate e tutte allo stesso modo interessantissime, ma soprattutto ben strutturate, al punto da apparire vere. Mi sono ritrovato in uno dei personaggi (non vi dirò chi), e allo stesso tempo ho ritrovato alcuni dei miei più cari amici, e questo mi ha permesso una lettura in un certo senso personale.

Parlando di un volume de "Le città viste dall'altro" ruolo di una certa importanza la riveste anche la città di Torino, che tra il nero e l'arancione dei palazzi, ed il bianco dei fondali, riesce a farsi scoprire, e riscoprire, alternando la sua storia con quella del protagonista, il quale riesce in qualche modo a calzarla, e a non farsela andare mai stretta.

Per quanto riguarda i disegni vi dico sin da subito che lo stile di Albhey Longo, che dalla copertina mi ha un po' ricordato Zerocalcare, è assai particolare ed unico, e ormai facilmente riconoscibile. Questo tratto tondeggiante, che si alterna tra l'insicurezza delle vignette e la sicurezza del loro contenuto, viene in qualche modo elogiato dall'uso del colore, in questo fumetto ridotto al solo arancione, che accompagna e valorizza il classico B&W.


E quindi insomma, vi tocca scoprire questo fumetto, il suo protagonista, ma soprattutto il suo talentuosissimo autore...e poi sperare come me di poter leggere presto qualche nuova impresa fumettistica targata Longo (andate su Wilder!). 
See you soon! -Lewis

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