lunedì 19 marzo 2018

A Tutto Manga: Made in Abyss di Akihito Tsukushi (Recensione)

MADE IN ABYSS

Buongiorno e buon martedì amici di Everpop! E' uscito proprio la scorsa settimana uno dei titoli più attesi dell'anno! In tanti mi avevate chiesto (soprattutto su Instagram) di Made in Abyss ed oggi finalmente ve ne parlerò!


MADE IN ABYSS di Akihito Tsukushi
                                                                                                                  
EDITORE: J-POP | GENERE: Seinen
 PAGINE: 168pp | TITOLO ORIGINALE: Made in Abyss
USCITA: 14 mar 2017 | PREZZO: € 7,90 | EBOOK: 
                                                                                                                  

TRAMA

Made in Abyss, di Akihito Tsukushi. Sull’orlo di una voragine apparentemente infinita che da secoli affascina l’umanità, la piccola Riko si impegna per seguire le orme della madre, celebre avventuriera arrivata a profondità mai raggiunte prima. Un giorno, durante una delle sue esplorazioni al livello più “facile” dell’Abisso, Riko trova Reg, un ragazzo che in realtà è un avanzatissimo essere artificiale. Da dove arriva? Uscita prevista: primo semestre del 2018.

MY POINT OF VIEW
                                                                          
                                                 

Tantissimi pensieri affollano la mia mente, tantissime opinioni riguardanti Made in Abyss si susseguono una dopo l'altra, perché avere un'opinione precisa, singola, su un fumetto come questo...be' non è certo cosa semplice! Il manga del sensei Akihito Tsukushi è uno di quei manga che mi ha lasciato senza parole, uno di quei fumetti che nonostante abbia letto due volte mi ha lasciato letteralmente interdetto, in difficoltà rispetto alla vastità degli argomenti trattati. Ho davvero tantissimi pensieri per la testa e oggi mi risulta piuttosto difficile capire da dove iniziare. Provo ad iniziare con la trama, ma sappiate sin da ora che probabilmente divagherò.

Tutto ruota attorno ad un abisso, un luogo misterioso e oscuro attorno al quale si sviluppano diversi paesini, abbarbicati su livelli diversi, a quote di profondità diverse, separati da veri e propri stati fisici che colpiscono coloro che si avventurano giù per questi luoghi. Attorno all'abisso sorge il paese di origine di Riko, la protagonista di quest'opera, una ragazzina che sogna di diventare un fischietto bianco, un'esploratrice dell'abisso, proprio come sua madre, la più intrepida e famosa tra gli esploratori. Riko però è un semplice fischietto rosso, un cadetto, al quale vengono affidate ricerche piuttosto semplici, che la tengono lontana da strati inferiori al secondo, strati che potrebbero essere pericolosi, soprattutto nella risalita, lungo la quale una vera e propria maledizione, la Maledizione dell'Abisso, colpisce chi tenta la scalata, portando immancabilmente alla morte.

Le giornate di Riko si susseguono tutte uguali, tra una missione ed un'altra, una scoperta e un cimelio raro, che la giovane protagonista intasca più delle volte, senza però mai dirlo a nessuno. Nulla di nuovo sembra sconvolgere i ragazzini dell'orfanotrofio, al quale apparitene anche Riko, a parte il ritrovamento di uno strano bambino che sembrerebbe aver salvato Riko dalle grinfie di un mostro affamato, grazie a dei poteri a dir poco inimmaginabili. Reg, questo il nome che Riko da al bambino, non è un semplice orfano senza famiglia, sin da subito la bambina protagonista capisce che qualcosa non va in lui; il trovatello in realtà è un robot, che grazie a qualche strano potere che lo alimenta, riesce a sopportare le conseguenze della maledizione. Insieme a Reg però arriva una notizia inaspettata dal fondo dell'abisso, dal settimo e spaventoso strato, direttamente dalla mamma di Riko.

Come primo volume devo ammettere che il sensei sembra voler raccontare una storia diversa da quelle esistenti; la trama infatti non si ricollega a nessun altro fumetto già letto in passato, ne sembra accennare a storie già viste o lette altrove. Tutto si sviluppa secondo uno stile fantasy piuttosto fuori dagli schemi, caratterizzato da mostri e misteri, come i migliori giochi di ruolo in circolazione (quest'opera potrebbe essere "accomunata" a Final Fantasy in un certo senso), ma si evolve in maniera completamente differente. Il maestro Tsukushi a partire dall'abisso riesce a creare un vero e proprio mondo fantastico tutto sviluppato su un'unica linea di influenza, che si dipana per metri e metri, nascondendo luoghi pericolosi ma allo stesso tempo ammalianti. L'ambientazione è senza dubbio il punto forte di questo manga, o almeno di questo primo volume, che sembra quasi catturare gran parte dell'attenzione, sottraendola così ai due protagonisti e il loro sogno.

Nonostante Riko e Reg siano soltanto due bambini, l'autore riesce a caratterizzarli in maniera così particolare da sembrare quasi di essere davanti a due adulti, mossi da un sogno e dalla voglia di scoperta (della verità). Poco più che bambini, eppure schietti, astuti e disinibiti, per nulla ingenui, proprio come solo gli adulti sanno essere. Nonostante di adulti ce ne siano, all'interno del villaggio, sembra quasi che il mondo di Riko sia popolato da soli bambini, da giovani avventurieri coraggiosi e pronti a tutto pur di scovare un nuovo tesoro. Non so se questo aspetto possa essere per il maestro un'arma a doppio taglio, per questo infatti mi riservo di leggere il secondo volume per dare un giudizio completo sul continuo contrasto tra il giovane e l'adulto all'interno della storia.

Sicuro e interessante invece è il tema dei legami, che fa dal legante all'interno della storia ma soprattutto da catalizzatore, un tema grazie al quale l'intera giostra si muove in maniera sfrenata e dinamica. Tra i vari legami che caratterizzano Riko però, senza alcun dubbio quello che più arriva al lettore è quello tra lei e l'eroica madre, alla quale la ragazzina ha dovuto dire addio sin dalla tenera età, ma che...

A coronare l'opera per intera ci pensano i disegni del maestro, che anche in questo caso contrastano con le tematiche "adulte" che contraddistinguono l'opera. Il tratto morbido e tondeggiante, quasi cartoonesco, cozza volutamente con le tinte mature che dominano all'interno dell'opera nella sua interezza. Quelle iniziali, quelle a colori, sono una vera e propria goduria per gli occhi, ma quelle in scala di grigi, perché stavolta non si parla di bianco e nero, non sono certo da meno, ma anzi a volte sembrano essere anche più interessanti e d'impatto. E poi be', l'avevo già detto all'inizio, gli sfondi e l'ambientazione sono il vero e proprio lustro di questo carinissimo manga.


Siamo solo al primo volume e mi è parso piuttosto difficile riuscire e mettere in ordine i pensieri e le parole, chissà cosa succederà con i prossimi volumi! Curiosi? Appuntamento al prossimo tankbon allora!
See you soon! -Lewis

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