lunedì 6 novembre 2017

Liete Novelle: Ryuko Vol.1 di Eldo Yoshimizu (Recensione)

eldo yoshimizu bao

Buongiorno e bentrovati amici di Everpop! (Causa Lucca) Questa settimana la inaugura Met! Pronti ad una nuova recensione?

fumetto giapponese baoRyuko #1 di Eldo Yoshimizu
                                                                                                                  

EDITORE: Bao | GENERE: Azione
PAGINE: 208pp | TITOLO ORIGINALE: Ryuko #1
USCITA: 31 ago 2017 | PREZZO: € 17,90 | EBOOK: 

                                                                                                                  

TRAMA

"La vendetta se ne frega della distanza, del tempo che è passato, del calibro delle pallottole. La vendetta sa aspettare."



MY POINT OF VIEW
                                                                         

Una storia di onore e lealtà tra criminali, narrata tra diversi piani temporali il cui elemento comune è la misteriosa assassina chiamata Ryuko. Eldo Yoshimizu, erede moderno del gekiga, racconta una storia tesa, complessa e intrisa di dilemmi e umanità, ma punteggiata - anzi, crivellata - dai proiettili di una feroce guerra tra gang rivali e nazioni contrapposte sullo scacchiere internazionale. Primo volume di due, in un'edizione preziosa che esalta la maestria e l'innata eleganza del segno del geniale mangaka indipendente.

Nello sconfinato mercato dei manga, Ryuko rappresenta una delle poche eccezioni di produzione indipendente. L’autore Eldo Yoshimizu è infatti un artista e scultore giapponese che non lavora sotto alcuna etichetta e ha pubblicato Ryuko finora solamente in Francia e in Italia. Siamo quindi tra i primissimi a godere della sua arte nel formato a fumetti, grazie a Bao Publishing, che ha creduto nel suo lavoro.

Ryuko è un piccolo scorcio della criminalità organizzata giapponese: al centro di tutto vi è appunto la protagonista, Ryuko, un'assassina a capo di una gang di yakuza, con un passato difficile e doloroso. È proprio questo passato a riaffiorare e a dar via ad una serie di eventi che la vedono coinvolta, mettendo a rischio la sua stessa vita. Al momento è disponibile solo il primo volume (il secondo uscirà nei primi mesi del 2018) e ovviamente lo scenario è ancora totalmente aperto quindi il giudizio sarà anch’esso non definitivo.

L’impostazione artistica è volutamente e prepotentemente ‘vintage’. Sfogliando le tavole di Yoshimizu si ha l’impressione di leggere un manga degli anni settanta: grandi contrasti, retinature praticamente assenti e un character design che richiamano lo stile dei primi autori del manga moderno, come Tezuka, Matsumoto e Nagai. Da un lato, l’adozione di questo stile si sposa piacevolmente con il genere gekiga, quello appunto che si muove nelle atmosfere delle mafie giapponesi, dall’altro rappresenta la visione personale di Yoshimizu, una filosofia che ritroviamo anche in altre sue opere pittoriche. Personalmente, seppure trovo questo stile assolutamente affascinante, durante la lettura ho trovato alcune tavole un po’ confuse, troppo caotiche, in cui il flusso artistico dell’autore non riesce a limitarsi e piegarsi in favore di una lettura sequenziale. In altre parole, se sintetizziamo il fumetto a due soli aspetti, quello estetico e quello narrativo, il primo è promosso a pieni voti, il secondo ha ampi margini di miglioramento. D’altronde stiamo leggendo la prima opera di Yoshimizu in questo media, possiamo anche chiudere un occhio sulle imperfezioni narrative.

L’edizione italiana si presenta in un formato che possiamo definire di lusso. La copertina è di un robusto cartonato, con una serigrafia rossa che evidenzia il tatuaggio di Ryuko in copertina (ma che purtroppo nella mia copia è leggermente fuori allineamento, può capitare). Le pagine interne sono anch’esse molto robuste. Sicuramente un formato bellissimo e curato, però, forse nel complesso l’investimento è stato eccessivo: si poteva trovare una soluzione più economica (in primis la copertina) che avrebbe comunque reso un effetto deluxe, ma al contempo che rendesse accessibile Ryuko anche a quei lettori che non se la sentono di spendere 17€ per poco più di un tankobon. Inoltre le onomatopee sono state lasciate inspiegabilmente in lingua originale (giapponese) e sono quindi illeggibili. Se la preoccupazione era quella di non contaminare i disegni originali si potevano trovare soluzioni alternative, magari con delle note a fine volume — sicuramente non dovevano rimanere non tradotte.


Il primo volume di Ryuko presenta quindi la golosa arte di Eldo Yoshimizu, che è sicuramente un piacere conoscere, soprattutto per il pubblico piu adulto e per chi apprezza i manga degli anni settanta-ottanta. Speriamo che questo titolo sia solo il primo di successivi impegni di Yoshimizu nella nona arte.

Yatta! Alla prossima! – Met

Nessun commento :

Posta un commento