sabato 8 novembre 2025

Botta e Risposta: La storia e il Giappone con gli occhi di Peppe

INTERVISTA A PEPPE

Buongiorno amici di Everpop! Continuano le interviste di Lucca Comics and Games 2026. Oggi voglio condividere con voi l'intervista fatta, insieme ad altri creator, a Peppe!

my point of view

Domanda

Entrambe le sue opere raccontano personaggi stranieri in Giappone sospesi un po' tra due culture. È una scelta narrativa o anche un modo un po' per riflettere sulla sua stessa esperienza come autore italiano in Giappone?

Risposta

Tutte e due le cose ovviamente. Chiaramente mi ritrovo sospeso tra due mondi e scrivere fumetti, come per tutti i fumettisti, è un è un lavoro sempre autobiografico, anche quando non si scrivono autobiografie. Nel mio caso il primo era sostanzialmente un'autobiografia al 50%, solo che la fama e l'attenzione mediatica giapponese scaturita dal caso di Mingo, mi ha colpito negativamente e mi ha fatto pensare non poco a ciò che volevo fare dopo. E' stato difficile capire come procedere e inoltre ricordo che volevo del tutto smettere: avevo fatto Mingo, avevo fatto un manga e realizzato un sogno e quindi potevo fare altro. Ma è stato in quel periodo che il destino ha voluto farmi incontrare Fosco Maraini, un personaggio nel quale io mi sono completamente rivisto. Quindi è stato il manga e il pretesto perfetto per parlare di nuovo di me stesso senza parlare di me stesso.

Domanda

A livello personale, entrando nel merito di Endo, si sente una particolare pressione quando si trattano storie vere, così drammatiche che tra l'altro coinvolgono personaggi che sono ancora in vita in questo momento?


Risposta

Certo! Una pressione l'ho sentita costantemente, non esterna ma tutta interna. Ad esempio la famiglia Maraini, con cui ero costantemente in contatto è stata sempre apertissima, gentilissima, mi ha sempre rincuorato e rassicurato che quello che facevo andava bene, perché dal principio, dal primo incontro, quando gli ho spiegato le mie intenzioni, hanno capito la passione che c'era dietro. Questo si era capito da subito, quindi penso che non avessero bisogno di ulteriori certezze, anzi erano quasi pronti a lasciarmi andare senza dover ogni volta stare a tassarli di email. Con i manga funziona che ogni capitolo bisogna mandarlo ad un editor, ma stavolta dovevo mandare anche a loro una copia e quindi questa volta c'è stato un double-check. In questo caso ho dovuto creare ogni volta due capitoli: un capitolo in italiano e un capitolo in giapponese. Il capitolo in italiano andava i Maraini, il capitolo in giapponese andava all'editor. Talvolta c'era da cambiare un po' qui, un po' lì e molto spesso il cambiamento era più dal punto di vista di regia manga che storico. Al di là di questo però la pressione psicologica è tutta ovviamente interiore, perché di base io non sono un un autore affermato, sono ancora al secondo fumetto quindi mi ritengo ancora molto un novellino e affrontare un argomento del genere in cui i protagonisti sono figure di spicco dell'elite culturale italiana direi che è stato un bel passo. In più il tema del manga è un tema estremamente delicato sia per il Giappone che per l'Italia e non volevo mancare mai di rispetto a nessuno. In più bisogna sottolineare anche il fatto che loro erano intellettuali, persone di un certo livello e quindi i discorsi che fanno, il modo in cui affrontano la sofferenza non è il modo in cui l'avrei affrontata io o un cittadino comune, quindi è stato interessante trovare il modo di unire quello che succede, ovvero quasi niente o sofferenza continua, specialmente i primi tempi, alle loro discussioni, il modo in cui hanno filosoficamente ragionato su quello che gli accadeva. E' stata un grande una grande battaglia questa, però sono arrivato fino alla fine e l'ho conclusa in Giappone, non so ancora come, ma miracolosamente sono qui!


Domanda

Quali sono i libri che l'hanno maggiormente aiutato nella realizzazione del manga, e poi quali libri ci consiglia per approfondire la storia di Fosco Marain e della sua famiglia?

Risposta

Allora di base sono due libri: Ore Giapponesi, ovviamente, e l'autobiografia di Fosco, che è essenzialmente l'ultimo libro che ha scritto. Il periodo di prigionia viene raccontato quasi in modo identico nei due libri, Fosco ha fatto quasi un copia incolla cambiando però i nomi dei protagonisti. Non si sa perché e le stesse figlie si sono fatte queste domande. Lui decide di cambiarsi nome: non è Fosco, ma si chiama Clé così da essere spettatore della sua  stessa vita. L'autobiografia inoltre racconta in maniera più approfondita il soggiorno in Hokkaido, che in Ore Giapponesi non c'è. Poi mi viene in mente un terzo libro è Ricordi d'arte e Prigionia di Topazia Alliata scritto da Toni Maraini, la più piccola delle figlie di Fosco. Nel manga è Kiku, significa crisantemo, ed è il nome che volevano darle solo che l'anagrafe del tempo era molto razzista e quindi le diedero un nome italiano, Antonella, solo che lei si fa chiamare Toni mentre io ho preferito chiamarla Kiku come avrebbero voluto loro. 
Nel libro di Toni Maraini viene raccontato il diario di Topazia Alliata, scritto durante la prigionia, un documento importante proprio perché scritto durante quel soggiorno e quindi alcune cose sono veri e propri fatti quotidiani.
La cosa interessante, nello scrivere questo manga, è scoprire che le versioni di ogni persona con il tempo sono cambiate; alcuni ricordavano cose che altri ricordavano in modo differente. Nel manga ad esempio compare una capra, donata dal governo imperiale, per compensare l'incapacità di fornire il latte alle bambine. Secondo alcuni la capretta è arrivata a Nagoya, secondo altri dopo il trasloco, nel secondo periodo di prigionia. Questo è l'esempio di come ognuno è convinto di ricordare una cosa diversa ed è estremamente affascinante rendersi conto di come, nonostante ci siano stati eventi così traumatici, la memoria comunque non è una cosa scritta nera su bianco, ma un continuo mutamento.
Quindi il diario è stato appunto il riferimento di base per le date, gli avvenimenti e per permettermi di stabilire una sorta di cronologia mentale, mentre i libri di Fosco mi hanno aiutato molto in quanto lui è un incredibile narratore e in molte delle cose che raccontava vi si possono trovare discorsi filosofici, cosa che ho cercato di fare anche io in alcuni momenti del manga.
Dopodiché poi ci sono tanti altri libri che ovviamente non sono al 100% inclusi nel manga, come ad esempio il primissimo libro di Fosco, di cui sono riuscito ad inserire soltanto tre capitoli. A chi dovesse leggere tutto il manga e magari sentisse di avere avere il bisogno di continuare a approfondire, ovviamente io consiglio l'autobiografia di Fosco e il libro di Toni Maraini, che purtroppo è fuori stampa e non così semplice da trovare.


Domanda

Ma esiste qualche testimonianza giapponese invece sulla sua presenza in cui ti sei imbattuto durante la tua ricerca?

Risposta

Allora, ci sono stati alcuni programmi televisivi a cui lui ha partecipato. Fosco è tornato in Giappone negli anni 80 insieme alla figlia Dacia e sono andati nella nella casa di Kyoto in cui hanno vissuto e  ovviamente Nagoya al campo che non c'era più. C'è questo video di Nagoya Television, se non sbaglio,  di cui ho incontrato la persona che ha girato questo breve programma televisivo dove raccontavano la sua storia ovviamente ai giapponesi. L'ho incontrato e mi ha raccontato com'è stato il suo rapporto con Fosco. Inoltre, in Hokkaido sono andato al villaggio dove lui ricercava gli Ainu, ma non c'èra nessuno che lo conoscesse di persona, ma ovviamente conoscevano la sua storia.


Domanda

Com'è stato il passaggio invece da Mingo ad Endo? Soprattutto a livello di narrazione, passi da una narrazione personale al presente ad una biografica però al passato. Com'è stato per te?

Risposta

Io sono stato sempre super appassionato di biopic, di filmare che raccontano la vita di qualcuno, quindi è sempre stato un un tipo di di narrazione, un tipo di di film, serie TV, fumetto che mi ha sempre attratto e non vedevo l'ora di di poter affrontare una cosa del genere. E' stato bello perché ho provato la sensazione di star scrivendo il manga insieme a Fosco, in un certo senso, visto che molte parole erano le sue e molte volte prendevo parte del suo libro, lo semplificavo, lo rovinavo ovviamente, semplificandolo perché Fosco ha la tendenza ad usare sinonimi su sinonimi e mettere tantissime parole insieme e fare delle frasi bellissime che ovviamente nel manga non ci entrano tutte, quindi molte queste dovevo sintetizzarle.
Com'è stato? Beh, difficile sicuramente, però diciamo è quello che cercavo: una cosa che fosse difficile da fare proprio perché volevo migliorarmi e l'unico modo era scegliere qualcosa di difficile da fare, soprattutto per quanto riguarda i disegni, perché comunque c'è stato tutto un processo di ricerca di immagini, costumi e uniformi, per capire quale uniforme utilizzassero, visto che per un periodo dell'anno usavano una certa uniforme, mentre in un altro una differente. Poi in Giappone sono un po' otaku su queste cose e se sbagli a disegnare queste uniformi ti arriva una vera e propria shit-storm. Infatti abbiamo mandato le copie del manga prima a delle persone del gruppo di difesa giapponese ed esperti di divise, proprio per non sbagliare questa cosa. Questa cosa mi ha stupito perché non immaginavo fosse così un argomento apprezzato e seguito.
È stato difficile, in sostanza, molto difficile, però son cresciuto molto, quindi son contento della scelta che ho fatto. È una, come ho detto, è un tipo di manga che mi piace tanto


Tante sono state le domande su Endo, ma ho cercato di riassumerle così, soprattutto per evitare gli spoiler e lasciar scoprire a voi questa nuova bellissima opera di Peppe Sensei!
See you soon! -Lewis

ENDO

  • Autore:Peppe
  • Editore:Dynit
  • Genere:Storico
  • Uscita:30 Ottobre 2025
  • Prezzo:€ 12,90

TRAMA

Seconda guerra mondiale. Fosco Maraini, un italiano giunto in Giappone come studioso, e la sua famiglia vivono in tranquillità in mezzo al popolo giapponese. Un giorno, all'improvviso, tutto questo finisce. I rapporti tra Italia e Giappone cambiano: da adesso loro sono "cittadini di un paese nemico" e prigionieri di guerra. Senza potersi opporre, vengono internati, e iniziano così i loro giorni funesti in terra straniera. Questa è la vera storia di una famiglia che, nonostante le avversità, continuò a lottare contro il proprio destino.

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