INTERVISTA DOPPIA A ILENIA GENNARI E GIORGIA SCIOTTO
Buongiorno e bentrovati amici di Everpop! Durante i giorni di Lucca Comics ho avuto la fortuna di intervistare Ilenia Gennari e Giorgia Sciotto due nuove autrici della collana J-Pop Manga Presenta. Abbiamo chiacchierato sulle loro due nuove opere: The Lady in the snow e Scentist.
my point of view
Buongiorno ad entrambe! Parto con una domanda scontata: Come vi siete avvicinate al mondo del fumetto e cosa vi ha spinto a diventare fumettiste?
Allora, nel mio caso, siccome ero una bambina iperattiva, per calmarmi mi mettevano le matite in mano e da lì è iniziato tutto quanto. Poi va detto che mio padre era lettore di fumetti, aveva i suoi Martin Mystere e i suoi Dylan Dog che sono andati persi in un trasloco, purtroppo. Inoltre io e mia sorella andavamo spessissimo, con mio padre, in edicola ed è proprio in edicola che mi sono approcciata per la prima volta al mondo dei manga. Inizialmente pensavo fossero dei libri da colorare, poi invece ho scoperto la verità sui manga e mi si è aperto un mondo: ho scoperto tantissime cose e da lì poi ho iniziato a leggere i miei primi manga. E' stato in quel momento che ho pensato: "No, ragazzi, voglio fare anch'io queste cose straordinarie".
Io vengo da una famiglia di artisti: mia mamma è una maga del fai da te e voleva fare la vetrinista in passato, mentre mio padre è invece un musicista e questo mi ha portato a crescere in una famiglia immersa nell'arte. Da piccola, come tutti quelli della mia generazione, mi sono appassionata ai manga e agli anime. Mi ricordo ancora un aneddoto all'asilo in cui guardavo gli altri bambini giocare mentre io invece volevo fare gli anime, soprattutto da grande! Poi ovviamente pensavo di non poterlo fare perché gli anime li fanno i giapponesi, quindi magari avrei potuto fare manga e da lì ho iniziato con la mia passione per i fumetti, che è rimasta costante dalle elementari al liceo. Al liceo mi sono affacciata al mondo dell'animazione, perché ho scoperto che potevo farla per davvero e ho quindi intrapreso studi di animazione che mi hanno aiutato tantissimo per i fumetti. I due mondi si interscambiano e nei miei fumetti si mescolano costantemente, a partire dai miei storyboard di animazione, dove c'è tanto del mondo del fumetto.
Qual è il seme che ha fatto germogliare le vostre storie?
Allora, devo dire che in realtà prendo ispirazione da tutte le cose che mi circondano: se c'è qualcosa che mi fa brillare gli occhi, tendo sempre a cercare di integrarlo in quello che faccio e nel caso della mia prima opera di esordio Scientist il seme lo si può trovare in una conversazione tra me e mia sorella, riguardante la riscoperta di un profumo che usavamo da bambine quando passavamo le nostre estati in Sicilia. Ho voluto applicare questa cosa al mio fumetto pensando come sarebbe bello se si potesse, tramite un profumo far rivivere un ricordo in maniera vivida.
La genesi di questo progetto arriva da un cartone animato che guardavo da piccola, un cartone animato sovietico sulla fiaba della "Regina delle Nevi" degli anni 50. Amavo quel corto, amavo quell'animazione, amavo tutta l'atmosfera sognante che c'era e anche il fatto che si percepisse un punto di vista chiaramente diverso da quello del libro di Hans Christian Andersen. Crescendo decisi di voler fare una mia versione di quella storia che desse anche un punto di vista diretto su quella che era la versione che io ricordo da bambina; quindi si potrebbe dire che è una specie di botta risposta fra me e Lev Atamanov sui nostri punti di vista rispetto all'opera originale di Hans Christian Andersen.
Rispetto ad un'idea iniziale dei vostri personaggi protagonisti, quanto questi si sono evoluti e quanto sono cambiati, senza che ve ne rendeste nemmeno conto?
Sai quando si dice che i personaggi prendono vita e seguono una propria strada? Beh è vero! A un certo punto ho notato che i personaggi, mentre scrivevo e disegnavo sono cresciuti e cambiati, rispetto alla mia idea iniziale. Per esempio, il protagonista inizialmente doveva essere molto più esuberante, ho però poi notato che man mano uscivano fuori tutte le sue insicurezze, quelle che in realtà volevo maggiormente mostrare e in cui la gente si fosse potuta identificare. Anche per gli altri personaggi di contorno è stato lo stesso: in qualcuno che volevo rendere un po' più antipatico ho finito poi per metterci qualcosa di me e ho annacquato molto quel senso di antipatia. Alla fine hanno una loro ragione di essere qui, in questa storia e questo mi ha portato a renderli molto più umani. Non volevo che i miei personaggi fossero totalmente bianchi o totalmente neri; volevo che ci fossero effettivamente tutte le sfumature che ci caratterizzano. E quindi sì, diciamo che la situazione mi è letteralmente sfuggita di mano, ma nell'accezione più positiva del termine.
Questa storia ha avuto una gestazione molto lunga, quindi i personaggi in realtà sono cresciuti con me. Nella versione primordiale di questo fumetto i personaggi erano molto più giovani, erano praticamente dei ragazzini e poi, andando avanti, sono cresciuti sempre di più, dai 16 anni, fino ad arrivare ai 19-21 anni. Sono cresciuti d'età perché ero cresciuta anche io e quindi gli stessi temi che volevo portare erano cambiati radicalmente. Gerda, ad esempio, era partita che era molto simile alla versione originale di Andersen, soprattutto dal punto di vista della bontà. Nella mia versione invece è cambiata, diventando una giovane donna molto fragile con delle fragilità piuttosto evidenti che tenta di nascondere sotto l'aspetto da bambolina. Quella che era la Gerda originale è diventata poi Polina, la giovane assistente di sua sorella, che assomiglia alla protagonista della storia originale soprattutto nell'aspetto.
Quali sono le maggiori influenze che hanno caratterizzato e dato vita al vostro stile?
Come dicevo prima, in realtà tutto quello che mi fa brillare gli occhi tende a finire nelle mie storie, persino le cose inaspettate. Però se dovessi trovare qualcosa di molto collaterale al mio stile, direi senz'altro lo stile di una autrice di Boys Love che fa delle cose davvero graziose, minuziose e delicate, che erano cose che volevo assolutamente integrare nel mio fumetto. E poi, so che è un paradosso, ma Full Metal Alchemist è stato un vero e proprio imprinting per me e la formazione del mio stile. Amo come l'autrice gestisce la storia e quanta passione mette in tutto quello che fa. Leggendo il suo manga ho pensato che mi sarebbe piaciuto tanto essere così "da grande" e integrare questi aspetti nel mio, di fumetto.
Stisticamente il mio volume si ispira a due correnti artistiche di inizio Novecento: l'Art Nouveau Russo, piena di decorazioni e cornici decorate e le illustrazioni di Ivan Bilibin, che ha illustrato tantissime Fiabe. Le sue edizioni sono molto famose in Russia. Sono splendide, arricchite da tantissime decorazioni. Anche gli acquerellisti giapponesi hanno contribuito, soprattutto per la rappresentazione dei paesaggi ad acquerello. Poi, anche per me, la Arakawa di Full Metal Alchemist è stata una grande ispirazione, così come Naoki Urasawa, che fa un genere completamente diverso dal mio, ma di cui amo sia il modo di scrivere che la regia.
E per finire, vi andrebbe di descrivere il vostro fumetto con sole tre parole e spiegare ai lettori il motivo per cui leggerlo?
Allora: ROMANTASY, INTIMO, PROFUMI. Il mio è un romance BL che va a strizzare l'occhio al mondo della profumeria, un genere che, durante la mia iniziale fase di ricerca, ho scoperto non essere utilizzato in altri fumetti e manga, neanche la lontana. Ho voluto quindi approfittare di questo momento per metterci dentro praticamente tutte le cose che mi piacciono. Essendo questa la mia prima opera, mi sono voluta viziare! Spero che nel mio fumetto le persone possano trovare quell'elemento di conforto, diciamo, perché tutti noi passiamo dei momenti in cui vogliamo soddisfare qualcuno che ci è caro, spesso e volentieri, annullandoci come persone e finendo per non riconoscersi più. E quindi questo trovare attorno a noi delle persone che ci vogliono genuinamente bene, che ci spingono verso la nostra originaria strada è un grande conforto, che io spero i lettori possano ritrovare in questo fumetto, magari non nel primo volume, ma andando più avanti.
I miei tre termini sono FOLKLORE e PSICHE. Questa è una storia che a tratti diventa molto intimista, esplora anche lati della psiche molto complessi a cui poi mescola una passione per i popoli e per il folklore di tutto il mondo. Una delle cose che mi piacerebbe mostrare più di tutte è il fatto che le culture di tutto il mondo cercano sempre di trovare delle risposte a delle domande molto complesse. E la cosa meravigliosa è che gli esseri umani da tutte le parti del mondo trovano delle risposte simili, quindi puoi trovare, da una cultura all'altra, qualcosa di molto simile ed è una cosa che ci unisce tutti nonostante le differenze e i conflitti che attraversiamo. Quindi questa è una cosa che da sempre mi solleva.


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