venerdì 8 settembre 2017

A Tutto Manga: Erased di Kei Sanbe (Recensione)

Buon venerdì Evereaders! Quest'oggi vi lascio una recensione con tanto di sorpresa. Curiosi? Correte a conoscere Erased di Kei Sanbe, e date il benvenuto a...



ERASED
di Kei Sanbe
                                                                                             

TITOLO ORIGINALE: Boku dake ga inai machi

EDITORE: Star Comics Edizioni

GENERE: Seinen/Thriller

VOLUMI: 9 (Serie Conclusa)

PREZZO: 5,90€ cad

USCITA: set 2016


TRAMA

Satoru Fujinuma è un aspirante mangaka senza molte speranze di successo. È piuttosto disilluso dalla vita, eppure uno straodinario fenomeno gli consente – o meglio gli impone – di cambiare le carte in tavola: al verificarsi di un incidente, il ragazzo viene catapultato indietro nel tempo per prevenirne le circostanze…

MY POINT OF VIEW
                                                         
                                    

Ciao a tutti, sono Matteo “Met”, da oggi entro nella ciurma di Everpop per parlare e discutere di fumetti! Ho un debole per la sfera giapponese, ma leggo anche moltissime opere europee e americane. In generale preferisco un fumetto ‘disegnato bene’ ad uno ‘scritto bene’, perché amo perdermi tra i tratti a china delle tavole, ma non è assolutamente una regola, anzi. Spero che non siate troppo duri con le mie opinioni, sono molto sensibile!

Mi sono avvicinato ad Erased per puro caso, incuriosito dalla copertina del primo numero, senza neppure leggere la trama. Non ho voluto farmi prendere troppo dall’entusiasmo di una bella cover e ho aspettato che la serie si concludesse per capire se ne valesse davvero la pena. Col senno di poi mi rendo conto che ho fatto più che bene ad aspettare: se avessi seguito la serie mese per mese probabilmente mi sarei strappato la pelle ogni volta che finiva un volume, per quanto è stata coinvolgente.

Erased, il cui titolo originale tradotto è più o meno “La città in cui manco solo io”, — lo so, l’originale era più poetico, ma anche Erased rende molto l’idea del plot — è un thriller dalle basi sovrannaturali. Il protagonista della serie è Satoru, un ragazzo di ventotto anni che sta cercando di costruirsi una carriera di mangaka, senza riuscirci. Nel frattempo vive con la madre e lavora come fattorino per una pizzeria. La premessa iniziale sembra quasi essere autobiografica: nel descrivere il disagio di Satoru nel vedersi rifiutare le proprie tavole da tutti gli editori, Sanbe, l’autore, pare mettere in evidenza le sue, di frustrazioni, di una gioventù in cui, probabilmente, anche lui ha visto molte porte chiudersi. Questo approccio intimista e riflessivo ha fatto da vera calamita per me: mi ero già innamorato del personaggio di Satoru, ed erano scorse forse dieci, venti pagine appena.

L’intero primo volume è in pratica la premessa di tutta la narrazione. L’autore descrive dettagliatamente i caratteri dei personaggi, gli ambienti, la situazione iniziale, ma soprattutto introduce l’elemento sovrannaturale della storia: il revival. Satoru ha, inspiegabilmente, una sorta di ‘sistema di emergenza’ che in caso di pericolo di vita, sua o di chi gli sta intorno, lo riporta indietro nel tempo di qualche minuto. La cosa interessante è che il revival si riavvia all’infinito finché Satoru non modifica quell’elemento chiave che risolve la situazione. Ammetto che il revival è probabilmente un elemento narrativo che già abbiamo incontrato in tantissime storie, ma, dopo qualche episodio iniziale volto a farcene capire il funzionamento, alla fine del primo volume assistiamo a un colpo di scena (con relativo revival) che ci spiazza totalmente e porta la narrazione a un livello completamente diverso.

Dal secondo volume in avanti, la storia è un continuo crescendo di intrecci ed è stato impossibile, almeno per me, darmi pace fino alla fine della storia. Una sorta di punto di non ritorno, ma non voglio farvi spoiler sull’evento specifico, anche se è all’inizio. Da quel momento, Kei Sanbe ci trascina in un thriller che intreccia i fatti del presente con degli omicidi di diversi anni prima, al centro dei quali la figura di Satoru sarà - ovviamente - determinante per la risoluzione.

Nonostante l’intreccio si faccia sempre più complesso, la trama non è mai forzata, e persino nel finale è dato ampio spazio alla risoluzione, senza fretta di concludere e senza svolte inverosimili. Ad arricchire la storia principale, c’è un nono volume da considerarsi extra che racconta quattro side-stories dal punto di vista di quattro dei personaggi secondari. Non l’ho ancora letto ma sarà il prossimo acquisto in fumetteria, obbligatorio visto come è andata per gli otto volumi precedenti.

L’unico aspetto che personalmente trovo un po’ debole è il tratto. Sanbe è un autore grezzo che si concentra principalmente sull’espressività dei personaggi e riesce sempre a trasmettere l’emozione che sta provando una certa persona. Nel complesso però, il tratto non è sempre preciso nel definire le figure umane, in particolare nelle proporzioni e nei dettagli connotativi di un personaggio, mentre per le ambientazioni e gli oggetti, Sanbe si assicura sempre che gli elementi chiave siano evidenti. Inoltre il taglio delle inquadrature è studiato per guidare il lettore verso il giusto ritmo, dando dinamismo quando la narrazione si agita oppure quiete, quando viviamo un momento riflessivo. In sostanza, seppure il tratto non sia eccezionale (ma migliora nel corso dei volumi), l’autore sa come trascinarci nella lettura a prescindere dalle imperfezioni sulle tavole - una capacità riconoscibile in pochi mangaka.

Erased è una lettura piacevole e sorprendentemente matura già dalle prime pagine. Le riflessioni di Satoru non si limitano all’aspetto fantasy dei revival ma più in generale sul senso della vita, sulle relazioni e le opportunità che essa ci concede. Anche l’antagonista principale è dipinto con una tridimensionalità notevole e rappresenta un’occasione per riflettere sul comportamento umano. Torno a ripetere che, una volta iniziato, è stato impossibile smettere di leggere. Assolutamente consigliato.
Yatta! Alla prossima! -Met

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