lunedì 15 gennaio 2018

A Tutto Manga: Boruto di Mikio Ikemoto e Ukyo Kodachi (Recensione)

BORUTO - NARUTO NEXT GENERATIONS

Buongiorno e buon anno Evereaders! Iniziamo l'anno con una nuova recensione, una recensione cattiva e perfida a Boruto ormai già conosciutissimo seguito di Naruto ad opera di Mikio Ikemoto e Ukyo Kodachi.

BORUTO di Mikio Ikemoto e Ukyo Kodachi
                                                                                                                  
EDITORE: Planet Manga | GENERE: Shonen
 VOLUMI: 3 (In Corso) | TITOLO ORIGINALE: Boruto - Naruto Next Generations
USCITA: 02 nov 2017 | PREZZO: € 4,50 | EBOOK: 
                                                                                                                  

TRAMA

Boruto, figlio di Naruto e Hinata, cerca disperatamente di attirare l'attenzione del padre, impegnatissimo per via del suo ruolo di Hokage. Ribelle e insoddisfatto, diverrà discepolo di Sasuke. L’insolita coppia, nonostante il periodo di pace, dovrà affrontare una minaccia immane…


MY POINT OF VIEW
                                                                          
                                                 

COSA HANNO LETTO I MIEI OCCHI?!? Dopo ben due volumi ancora sto qui a chiedermi cosa ho letto, ma soprattutto chi me l'ha fatto fare! Anzi chi gliel'ha fatto fare a Mikio Ikemoto e Ukyo Kodachi di cimentarsi in questa impresa (per nulla riuscita)? Ma soprattutto perché il maestro Kishimoto ha davvero approvato (e letto) una serie del genere? Avevamo davvero bisogno di sapere cosa sarebbe successo a Naruto e Co. a seguito dell'epilogo avvenuto nella serie originale? Boruto meritava davvero una serie tutta sua? IO DICO NO, signori miei, IO DICO NO!

Ho iniziato la serie senza caricarmi di aspettative alcune, soprattutto dal punto di vista grafico sul quale sarei anche passato oltre, se solo la trama fosse riuscita a soddisfarmi o anche solo incuriosirmi. Per me Naruto finisce con il volume 72, ma volevo dare un'occasione anche a suo figlio, a Boruto, e a tutti gli altri personaggi, sperando nel cambio alla direzione, ma soprattutto sperando in una storia tutta nuova, fresca e ricca di potenziale; storia che ahimé, anche dopo il secondo volume, non ho affatto trovato, poiché ho semplicemente ritrovato gli stessi elementi della serie principale, divenuti però qui dei veri e propri cliché, delle copie forzate che in qualche modo cercavano di far colpo sull'aspetto nostalgico e romantico dell'opera del buon Kishimoto; cosa che ovviamente non è avvenuta.

L'evoluzione della trama, in questi primi due volumi letti, è piuttosto piatta e priva di spessore, sa di già letto, di elementi triti e ritriti ai quali lo stesso Kishimoto era già ricorso. Leggendo anche solo il primo capitolo risulta chiaro che i due autori vogliano in qualche modo tirare una linea di separazione netta con l'opera del loro maestro, dando vita ad un mondo, a noi fan ben noto, in crescita e in continua evoluzione, andando ad inserire in primo luogo un elemento che nella serie principale non trovava un minimo spazio: la tecnologia. Anche in questo caso mi sorge spontaneo chiedere: C'era davvero bisogno? Il mondo di Naruto funzionava benissimo così com'era, senza l'ausilio dei pc, dei cellulari e quant'altro. Capisco benissimo la voglia di rivoluzione e di novità, ma in questo caso elementi del genere stonano completamente con il mondo creato dal sensei Kishimoto, nel quale tutto funzionava perfettamente ed era studiato nel minimo dettaglio.

Bisogna riconoscere però che con la caratterizzazione di Boruto il maestro Kodachi è stato piuttosto bravo, scegliendo di non ricalcare in tutto e per tutto l'immagine e lo spirito di Naruto. Uno dei pochi elementi di sorpresa presenti in questa serie è proprio questa scelta di narrare le gesta e l'evoluzione di un protagonista che genera assoluto contrasto con il carattere del proprio genitore. Boruto è ribelle e impulsivo come il padre, ma non possiede la spavalderia che caratterizzava Naruto, soprattutto durante l'adolescenza, ma neppure gli stessi ideali che spingevano il padre a maturare e crescere, quegli ideali che Boruto azzera quando decide di imbrogliare per attingere a forze che non gli appartengono. Se però Boruto appare "riuscito", bisogna sottolineare la valenza di Sarada, la figlia di Sakura e Sasuke, che a mio parere è il personaggio più interessante e con più potenziale della serie, quella che meriterebbe in realtà una serie tutta sua...magari epurata dall'utilizzo della tecnologia (sta cosa proprio non la sopporto capitemi).

Concludo poi spendendo qualche parola sullo stile del maestro Ikemoto, che dopo aver fatto da assistente al sensei Kishimoto, ce la mette tutta per seguirne le orme. In un certo senso ci riesce anche, poiché la maggior parte dei personaggi principali sono ben riconoscibili, seppur caratterizzati con uno stile che si discosta da quello originale, soprattutto per quanto riguarda gli sguardi e le espressioni adottate. Nonostante questo però pose e posizioni, scene d'azione e in movimento, risultano piuttosto semplicistiche e rigide, prive cioè di quella dinamicità che si avvertiva leggendo Naruto, soprattutto nell'ultimo arco finale (dove mi piacerebbe poter eliminare lo scontro con Kaguya). 


Insomma...OSCENO,davvero davvero osceno. Temo per i prossimi volumi che molto probabilmente lascerò bellamente in fumetteria. Non c'è due senza tre, dicevano...preferisco non rischiare, rispondo. E voi? Avete letto questa nuova serie? Che ne pensate?
See you soon! -Lewis

Nessun commento:

Posta un commento