martedì 6 marzo 2018

Cinescopio: Il Giustiziere della Notte di Eli Roth (Recensione)

eli roth 2018

IL GIUSTIZIERE DELLA NOTTE

Buon martedì Evereaders! La giornata di oggi si apre con la recensione di un film d'azione travolgente che son certo vi lascerà con il fiato sospeso. Esce l'8 Marzo e si intitola: Il Giustiziere della notte con Bruce Willis

death wishIL GIUSTIZIERE DELLA NOTTE
                                                                         
REGIA: Eli Roth | GENERE: Azione



SCENEGGIATURA: Joe Carnahan | DURATA: 107'


PRODUZIONE: Roger Birnbaum | ANNO: 2018

DISTRIBUZIONE: Eagle Pictures

CAST

Paul Kersey          BRUCE WILLIS
Lucy Kersey          ELISABETH SHUE
Frank Kersey          VINCENT D'ONOFRIO
Jordan Kersey          CAMILA MORRONE
Detective Rains          DEAN NORRIS
Detective Jackson          KIMBERLY ELISE



CIAK SI RECENSISCE

Quanto possono la rabbia e la vendetta cambiare il destino di un uomo, distruggerlo, stravolgerlo, modificarlo fin nel profondo, corrodendo cuore e animo? Una risposta, un ottimo esempio, ci viene offerta da Eli Roth e del suo “Il Giustiziere della Notte”. Quando conosci un personaggio per sentito dire, soprattutto se questo è uno dei miti di gioventù del proprio padre, ha i suoi lati positivi, ma anche tanti lati negativi. Da un lato sai che ti ritroverai davanti ad un personaggio interessantissimo e accattivante, dall’altro invece guardi la pellicola in compagnia dell’ansia, perché sai che di Charles Bronson c’è ne è uno solo. Bruce Willis infatti non potrà mai essere Charles Bronson, ma potrà, e credetemi ci riesce, in qualche modo eguagliarlo, seppur in maniera differente. Il gran buon Willis infatti riesce egregiamente a rivestire i panni di Paul Kersey e ad intraprendere la strada della vendetta, quella già percorsa dal predecessore, verso un finale non proprio roseo e certo.


La storia ruota attorno al personaggio di Paul Kersey (Bruce Willis) e la sua famiglia perfetta, formata da Lucy (Elisabeth Shue) e la talentuosa Jordan (Camila Morrone). Il dottor Kersey ha tutto ciò che un uomo possa desiderare, una vita perfetta destinata a crollare e svanire a seguito di una rapina mancata. A causa di una parola di troppo da parte della moglie e il chiaro aspetto borghese della famiglia, i Kersey vengono presi di mira da una banda di ladri che, convinti di non trovare nessuno a causa della festa del capofamiglia, assaltano la casa in cerca di oro e gioielli, ritrovandosi però davanti moglie e figlia. Dopo una selvaggia colluttazione le due donne finiscono in ospedale, e mentre la madre esala l’ultimo respiro, prima ancora di finire sotto i ferri del marito, la figlia entra in coma, lasciando il padre distrutto e boccheggiante. Questo spiacevole e spregevole episodio spinge il medico a pretendere giustizia per le sue due amate, cosa che però tarda ad arrivare e in casi come questo si sa che “chi fa da se, fa per tre”. Dopo aver tirato fuori tutto il coraggio e aver lasciato fluire dentro rabbia e vendetta, il dottor Kersey decide di farsi giustizia da solo, soprassedendo sul supporto ed il lavoro del detective Rains (Dean Norris). Un nuovo giustiziere, il Cupo Mietitore, fa così la sua comparsa per le strade della città.


Cambio d’epoca e cambio di registro (il regista magari no). Dopo aver messo da parte le ambientazioni e le tematiche tanto care ai film degli anni ’70, Eli Roth torna a far scendere in campo un personaggio pazzesco, che sembra quasi un supereroe, il quale riesce ad adattarsi perfettamente a questa nuova epoca, a questa nuova vita e a questa nuova società. La realtà, soprattutto quella territoriale, chiaramente non è più la stessa e di conseguenza persino il protagonista non poteva essere lo stesso. Nonostante questo l’ingiustizia, be’ quella c’è sempre e dilaga come una macchia d’olio, inarrestabile, in attesa di un giustiziere degno di nota, Paul Kersey appunto, che dominato dalla rabbia e dalla violenza si evolve in una vera e propria macchina da guerra, senza però lasciare mai andare il suo animo e i suoi nervi saldi, grazie ai quali dimostra di essere uno dei migliori dottori della città.


Il film ruota attorno all’idea che tutti, anche il vicino più tranquillo (apparentemente), possono accedere al potere, quel potere capace di rivoluzionare tutto e di contrastare il crimine che si muove furtivo per il mondo. Questo concetto viene perfettamente spiegato proprio dalla figura del medico, che grazie al volto e alla interpretazione di Bruce Willis, riesce ad ergersi a vero e proprio simbolo della rivoluzione. Un simbolo del genere, anarchico e fuori dagli schemi, però non sempre porta a buoni risultati e, come c’è da aspettarsi, infatti non ci mettono molto poi a sbucare gli imitatori.


Un moderno Conte di Montecristo il personaggio interpretato da Willis, un uomo corroso dalla rabbia che si ritrova a vagare per la città in cerca della vendetta, pronto a tutto per soddisfare quell’inaspettata sete di potere e di appagamento che mai prima del nefasto giorno aveva assaporato. Il personaggio di Paul ha infatti diversi punti di connessione con il protagonista del romanzo di Dumas, soprattutto dal punto di vista emotivo, ciò che li diversifica è il movente, ciò che invece li spinge a compiere gesti estremi è invece la stessa identica cosa: il dolore.

Andrebbero spese diverse altre parole su trama e cast, ma lascio a voi la scoperta di questo film travolgente, che vi terrà incollati davanti allo schermo carichi d’ansia e a bocca perennemente spalancata. Vedere per credere!
See you soon! -Lewis

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