mercoledì 7 marzo 2018

Liete Novelle: Il mio Amico Toby di Grégory Panaccione (Recensione)


IL MIO AMICO TOBY

Buongiorno e buon mercoledì Evereaders! Iniziamo questa giornata in compagnia di un nuovo fantastico amico fidato? Sto parlando de Il mio amico Toby nato dalla matita di Grégory Panaccione!

IL MIO AMICO TOBY di Grégory Panaccione
                                                                                                                  
EDITORE: Renoir | GENERE: Vita quotidiana
PAGINE: 144pp | TITOLO ORIGINALE: Toby
USCITA: 08 mar 2017 | PREZZO: € 14,90 | EBOOK: € 
                                                                                                                  

TRAMA
Il primo fumetto lungo dell’autore di Match e Un oceano d’amore, finalmente in edizione italiana. Il protagonista è Toby, un cane di razza indefinita, non bello né intelligente, che vive in campagna insieme al suo padrone e passa le giornate alcuna preoccupazione, intento solo a soddisfare i suoi bisogni primari, a bighellonare e a spassarsela dietro a gatti e bambini. Panaccione ci racconta la sua quotidianità con un fumetto divertente, dolce e... completamente muto: nel fumetto nessuno parla, nessuno abbaia, anche il pensiero di Toby è rappresentato solo con dei disegni, eppure è tutto perfettamente chiaro. Una grande prova d’autore per uno dei fumettisti più dotati della sua generazione.

MY POINT OF VIEW
                                                                
                                                  

"Una parola e troppa e due sono poche" così direbbe il nonno Libero di casa Martini nel famosissimo telefilm italiano Un medico in famiglia. Le parole solitamente ci aiutano a connetterci con gli altri, a scoprire nuovi mondi di carta ed inchiostro, a comunicare, conversare e a volte persino battibeccare. A volte però le parole son di troppo, son superflue, e in quei momenti le immagini riescono perfettamente a assolvere a questa "mancanza" tramite linee, tratti, punti e forme, che si assumono l'intera responsabilità di narrazione. Quelle rare volte in cui capita, solitamente si è di fronte a fumetti sì coraggiosi, ma ancor di più si è in presenza di piccoli capolavori, opere capaci di comunicare ed emozionare il lettore senza l'utilizzo di parola alcuna.

Questo è quello che succede in Il mio amico Toby di Grégory Panaccione, un romanzo a fumetti sulla vita quotidiana di un cagnolino, Toby appunto, e le sue disavventure di ogni giorno divise tra scorrazzate qua e là per la campagna, annusatine ad animali vari, litigi con i nemici giurati (i felini ovviamente) e le coccole del proprio padrone. La vita di Toby è come quella di qualunque altro cane, come qualunque altro fidato amico a quattro zampe che vive lontano dalla città: pacifica, quieta e all'occorrenza anche tanto avventurosa. 

Toby è però un cane speciale. Si distingue per la sua timidezza e le diverse paure generate da traumi del passato, ma anche per la sua totale allegria e la gran curiosità. E' leale, fidato e ama follemente il proprio padrone, che adora ammirare durante le sue sedute di pittura. Toby però è anche un modello, una musa (musa al maschile è sempre musa?) per così dire, per il suo padrone. Le migliori opere infatti scaturiscono proprio a seguito di una baruffa del cagnolino, che genera all'istante idee e ispirazioni.

Le rocambolesche avventure di Toby mi hanno davvero affascinato, così come mi han colpito le ambientazioni rustiche e rurali, quasi da favola, con la loro quiete e la loro allegra luminosità. La quotidianità di Toby, in tutta la sua semplicità, mi ha incantato vignetta dopo vignetta, silenzio dopo silenzio, permettendo a me in primis di immaginare e di dar voce ai personaggi; personaggi che parlano, Toby in primo luogo, attraverso la mimica facciale (il muso nel caso di Toby), i gesti e le azioni. L'assenza di balloon e quindi di testo rende la storia incantata, scandita da un ritmo lento e cadenzato, quasi una sorta di ninna nanna alla quale è impossibile resistere.

Questo però è un fumetto bivalente, scandito da una duplice trama. Toby infatti non è il solo ed unico protagonista; il suo padrone, che di professione fa il pittore e l'illustratore, riesce a ritagliarsi uno spazio all'intero della storia del suo cucciolo, presentandosi attraverso i gesti che più distinguono i pittori, le pennellate, le stesse alle quali anche Panaccione ricorre per definire la sua storia. Mi è piaciuto davvero molto questa storia "divisa" (anche se non si parla di vera e propria divisione) sui diversi piani di lettura, due storie che si incrociano e si combinano perfettamente tra loro, come solo due veri ami per la pelle sanno fare, per dare vita ad una storia di vita quotidiana superlativa.

Incantevole. Tutto ciò è possibile grazie alla presenza di disegni altrettanto belli e affascinanti, scanditi da un tratto leggero e a volte anche un po' tremolante, che non si tramuta mai in una linea netta e decisa, ma bensì in forme e linee delicate e una paletta di colori magica. La penna da forma agli acquerelli che si alternano sullo sfondo e che pagina dopo pagina cambiano totalmente di tonalità, quasi come un arcobaleno a seguito di una tempesta infinita. Il giallo però è il protagonista principale di questa tavolozza di colori, esso compare sin da subito e riesce ad insinuarsi anche in quelle vignette dove il rosso, quello del tramonto, ed il blu, della sera, predominano su tutto il resto.


Aprendo il fumetto e ritrovandomi davanti alla totale assenza di parole e testi mi sono ritrovato piuttosto stranito, ma quella sensazione è svanita all'istante dopo poche pagine, quando il fumetto ha saputo trasmettermi una moltitudine di emozioni, come solo pochi altri fumetti sono riusciti davvero a fare. Quindi oggi ci tengo particolarmente a consigliarvi questo titolo, che vi ricordo potete trovare in anteprima al Cartoomics di Milano il 9-10-11 Marzo 2018, con tanto di autore!
See you soon! -Lewis

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