venerdì 3 agosto 2018

Cinescopio: Darkest Minds di Jennifer Yuh (Recensione)

DARKEST MINDS

Buongiorno e bentrovati amici di Everpop! Chiudiamo la settimana (e ce ne andiamo in vacanza) con la recensione di Sunday alla pellicola cinematografica di Darkest Minds.




DARKEST MINDS
                                                                         

REGIA: Jennifer Yuh | GENERE: Distopico

SCENEGGIATURA: Chad Hodge | DURATA: 105'


PRODUZIONE: 21 Laps Entertainment | ANNO: 2018

DISTRIBUZIONE: 20th Century Fox | USCITA: ago 2018
                                                                       

CAST

Ruby - Amandla Stenberg
Liam - Harris Dickinson
Cate - Mandy Moore
Zu - Miya Cech
Clancy - Patrick Gibson

CIAK SI RECENSISCE
                                                                    

Alexandra Bracken qualche anno fa ha scalato la classifica del New York Times posizionandosi al numero 1 con Darkest Minds, il primo di una serie di romanzi young adult, pubblicato nel 2012 in lingua inglese e arrivato da poco in un’edizione italiana curata da Sterling & Kupfer, che ha affidato la traduzione a Michela Albertazzi. Giusto in tempo per l’uscita al cinema del film tratto dal primo capitolo di questa nuova distopica saga.
Metto le mani avanti: non la conoscevo. Non sapevo niente. Avevo visto un trailer del film, un trailer che mi aveva incuriosito da un lato, ma anche lasciato perplesso dall’altro: cosa poteva offrire di nuovo, che non avessimo già visto? Stavo per guardare un altro Hunger Games, Divergent, Shadowhunters? Perché mi ricordava un po’ La casa dei bambini speciali di Miss Peregrine, un po’ Stranger Things, e non mi sembrava avere un’identità particolarmente forte?
Vi dico solo che, durante i titoli di coda, ho preso in mano il mio smartphone e ho acquistato online anche il secondo e il terzo romanzo in lingua originale, perché non credo di poter aspettare a lungo per scoprire come proceda la storia.


È vero, alla base la trama non suona particolarmente innovativa. Una malattia ha devastato l’umanità, colpendo solamente i bambini: in molti, moltissimi, sono morti. I sopravvissuti hanno sviluppato delle abilità speciali, invece, e il governo - con la promessa di una cura - ha iniziato a rinchiuderli nei campi di riabilitazione, veri e propri campi di concentramento nei quali chi ha sviluppato abilità troppo pericolose per essere controllato viene ucciso, mentre gli altri sono messi a lavorare forzatamente. A sopravvivere rimangono i Verdi, i più inoffensivi, che hanno sviluppato un’intelligenza eccezionale; i Blu, che hanno acquisito capacità telecinetiche; e i Gialli, che controllano l’elettricità.
Ruby ha 10 anni quando finisce nel campo di Thurmond. Ma Ruby non è Verde, né Blu, né Gialla: Ruby è un’Arancione. Apparentemente, l’unica Arancione in grado di spacciarsi per Verde e rimanere in vita, almeno fino ai 16 anni, quando ha inizio la sua fuga per la sopravvivenza, insieme ad altri tre ragazzi in cerca di un rumoreggiato paradiso nascosto in cui giovani fuggitivi vivono in armonia. Fa così amicizia con Zu, Ciccio e soprattutto Liam, verso il quale scatterà immancabilmente qualcosa.


Ecco, raccontato in questo modo Darkest Minds potrà incuriosire qualcuno, ma anche annoiare, dipendendo probabilmente da quante volte abbiate già avuto a che fare con una storia simile. Però in qualche modo la regista, Jennifer Yuh Nelson, ha impacchettato una storia già vista in maniera originale e assolutamente efficace. Una regista qui al suo esordio live action, dal momento che tra le sue (poche) esperienze dietro la macchina da presa troviamo film animati come i due sequel di Kung Fu Panda, ma che è stata capace di gestire sapientemente tanto le scene d’azione quanto quelle più intime, e con una varietà in grado di tenere alta l’attenzione in ogni momento.
Amandla Stenberg è un’attrice giovane ma già con esperienza nel genere – avete pianto per Rue in Hunger Games?, è sempre lei! – e la sua chimica con Harris Dickinson, co-protagonista maschile, è decisamente percepibile. E non manca qualche nome di richiamo tra gli adulti, a giocarsi i ruoli secondari: Bradley Whitford, Mandy Moore, Gwendolin Christie su tutti.


Quello che davvero spicca e rimane, di Darkest Minds, è però il tono. E il messaggio. Perché, se dal trailer mi sembrava un banale film dai toni scuri, un po’ edgy secondo le mode dei primi anni Duemila, in realtà mette in scena una distopia davvero inquietante, anche se scarsa di dettagli, una realtà cupa e quasi horror. Per quanto riguarda il messaggio, invece, è abbastanza palese sin dalla sinossi come nell’utilizzo dei colori per categorizzare i ragazzi e alla distinzione tra “noi” e “loro” ci sia una metafora evidente, e non penso di dover approfondire in questa sede. Penso però che, in particolare in questo momento storico, storie come questa siano particolarmente importanti.

E poi, hey, a un certo punto Ruby e Liam parlano di Harry Potter, e se anche voi come me siete fan della saga non potranno non venirvi gli occhi a cuoricino. Io vi ho avvertiti.
 Hasta pronto! -Sunday

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