giovedì 26 ottobre 2017

Botta & Risposta: Pomeriggi storici in compagnia di Carla Maria Russo

isabella d'este lucrezia borgia

INTERVISTA A CARLA MARIA RUSSO

Siamo già a giovedì ma qui non ci si ferma mai! Oggi voglio condividere con voi la merenda storica che ho fatto ieri insieme a Carla Maria Russo ed altre blogger! Parleremo di storia, di grandi donne del passato e di tanta attualità riflessa.

carla maria russo piemmeLE NEMICHE di Carla Maria Russo
                                                                                                                  
EDITORE: Piemme | GENERE: Storico
PAGINE: 398pp | TITOLO ORIGINALE: Le Nemiche
USCITA: 17 ott 2017 | PREZZO: € 18,50 | EBOOK: € 9,99
                                                                                                                  

TRAMA
Mantova, corte dei Gonzaga, giugno 1501. Quando Isabella d'Este scopre che suo padre, il duca di Ferrara Ercole I, ha scelto come moglie per l'erede al trono la donna più discussa della penisola, Lucrezia Borgia, figlia bastarda del papa, già sposa di due mariti, il primo ripudiato, il secondo ucciso in circostanze ambigue, il suo animo ne resta completamente sconvolto. La figlia di una tenutaria di bordello, come amava definirla, non può mischiare il suo sangue con quello purissimo e regale degli Este. Accolta con freddezza e disprezzo da tutti, Lucrezia, donna di fascino e di straordinaria bellezza, amante del lusso e del divertimento, riesce tuttavia a guadagnarsi i favori di almeno una parte della corte ferrarese, in particolare dei giovani e affascinanti fratelli di Isabella, attratti dalle feste memorabili e dalla folta schiera di damigelle di cui si circonda, fra le quali brilla l'astro della irresistibile Angela Borgia. Questo successo genera fra le due donne una ostilità ancora più marcata e nuovi e più accaniti contrasti, che culminano con il tentativo da parte di Lucrezia di umiliare la rivale nella sua femminilità, portandole via un affetto a lei molto caro. Ma la marchesa di Mantova, donna di impareggiabile classe, cultura e acume, abile e scaltra più delle sue stesse spie, non è persona da lasciare impuniti gli oltraggi subiti e la sua vendetta sarà feroce e implacabile. Intorno a queste due donne indimenticabili, gli intrighi, i tradimenti, le congiure che dilaniano due fra le più potenti corti del Rinascimento, ma anche gli amori travolgenti e impossibili, forieri di stragi e tragedie familiari. Il prezzo della sopravvivenza coincideva con la rinuncia definitiva al sogno di amare ed essere riamata. Questa, la vendetta di Isabella d'Este. Questo, l'amaro destino cui Lucrezia Borgia non sarebbe mai sfuggita.
-
BOTTA&RISPOSTA
                                                                       



QUEST

Siccome nella sua breve introduzione al romanzo ci ha parlato che sceglie storie di donne che hanno sfidato le convenzioni in un passato dove è difficile farlo, notavo che comunque ci sono moltissimi parallelismi con l'attualità. Nel momento che inizia il suo processo di ricerca, questi parallelismi entrano in gioco già in fase di scrittura?

CARLA MARIA

Assolutamente sì! Quando mi attrae una storia di essa mi attrae, oltre alla passionalità e al carattere della protagonista, mi attrae il tema. Io infatti non parlo di biografie, ma bensì di una vicenda accaduta nella vita di qualcuno di cui mi ha colpito la tematica. Quando ho scritto La regina irriverente, l'immagine di questa donna che è una ragazzina che si sposa a soli 16 anni, mi ha portato ad interrogarmi sul tema che è il rapporto di coppia. E' affascinante l'immagine di questa ragazzina costretta a sposare Luigi figlio del re di Francia, soprattutto per il suo background, perché è nata in una corte libera, libera di pensieri e costumi, una corte modernissima e libera. Lei è abituata a vivere ed esprimere la sua libertà, lui invece era diverso, basti pensare al suo desiderio di diventare monaco, stroncato alla morte del fratello che ha dovuto sostituire. Immaginate quindi questi due ragazzi così diversi. Il loro rapporto di coppia è davvero interessante soprattutto quando capisce di amare la moglie, della quale non avrebbe mai pensato di potersi innamorare; lo stesso vale per lei, che si trova intenerita davanti all'amore di questo marito così devoto. 
Quando tu hai una storia così diversa, quando hai una storia così complessa, anche nel passato le cose non posson funzionare. Pensando al passato ci si immagina che la protagonista subisca tutto questo passivamente, mente invece così non accade. Lei si ribella, rischiando la testa! Quando ho letto questa storia, quando mi son trovata davanti a questi personaggi sono rimasta immediatamente colpita, così come è successo davanti alle protagoniste de Le Nemiche. In questo caso mi son subito interrogata sulle questioni inerenti a questa inimicizia, un tema che fino ad ora non avevo ancora trattato. Questo è un tema vivo, tanto allora quanto ora, che mi ha permesso un approfondimento psicologico molto interessante. Pensate alle trame ed i tranelli che solitamente sorgono in una lotta al femminile, quello è un tema attualissimo.

QUEST

Isabella è una donna particolare, forse un po' antipatica. Parlaci però un po' di lei.

CARLA MARIA

In realtà non è antipatica, ma anzi è una donna completa, una donna dal forte carattere. Lei sa di avere dei difetti, lei ne è consapevole. Lei una donna tutta del Rinascimento. In questo caso mi tocca fare un'esempio pratico: consideriamo il gusto del bello di una e dell'altra. Per Lucrezia il gusto per il bello è sinonimo di sfarzo, è ostentazione delle sue possibilità economiche. Ciò che muove il suo personaggio è l'ostentazione di ciò che possiede, i gioielli ad esempio. Per Isabella il bello è sinonimo di originalità, è ricerca della perfezione: il suo famoso studiolo ne è l'esempio. Lei è una donna Rinascimentale, una donna Classica che segue l'insegnamento dei greci e dei romani. Per lei ciò che è bello esteticamente è anche eticamente ricco di valori. Lei ricerca questo. Ce la fa? Be' no, ne è consapevole, ma tende alla perfezione, soprattutto nel suo studiolo, che custodisce quella perfezione che nella vita reale non può avere. Lei è una donna di potere, ma il suo è un potere illuminato dall'intelligenza e dal senso morale; lei vuole guidare Mantova perché sa che è più brava del marito, ne è consapevole, ma lo fa anche per l'amato figlio Federico e per il suo futuro. Sa di essere cinica ma pragmatica, ma è caratterizzata da un valore molto rinascimentale: la dignità, che dimostra sempre, anche davanti al marito e di fronte a tutti i suoi tradimenti .
Lucrezia invece ha una personalità più semplice, basti pensare a come si getta in questo amore tormentato, con tutta la sua forza e passione, andandosi a cacciare in una situazione davvero molto difficile.

QUEST

Nei tuoi libri ha sempre parlato di grandi donne, donne realmente esistite di cui non è certo semplice parlare. Mi chiedevo come facessi ogni volta a vestirne i panni, ad entrare dentro al cuore e alla mente di questi grandi personaggi, che ricordiamo essere realmente esistite. 

CARLA MARIA

Questo secondo me fa parte delle doti primarie di uno scrittore. Mi spiego. Quando ti innamori di un personaggi, bisogna conoscere questo personaggio fino in fondo e poi, ancora più importante, guardarlo dal di fuori e non giudicarlo! Se giudichi un personaggio compi un errore grave e considerevole.
Bisogna partire capendo a fondo il personaggio di cui devi narrare la storia. Bisogna sapere tutto, ogni piccolo dettaglio, persino i primi giochi fatti da bambino, le parentele, la società e le persone che frequenta. Quando ho parlato di "sfidare il conformismo" be' bisogna prima di tutto capire di quale conformismo stiamo parlando. Come pensa la società di una tale epoca? Come vestivano? Come mangiavano? Bisogna sapere tutto, anche se alla fine non si inserisce tutto, così come bisogna conoscere il momento storico, poiché questo pesa non poco sulla vita di un personaggio.
A me non interessa la storia con la S maiuscola, ma quella minuscola, quella che tratta le vicende umane e quotidiane, ma bisogna comunque conoscere il momento storico e come questo abbia inciso su un dato personaggio. Per Isabella e Lucrezia è una cosa cruciale infatti. Se non si conoscono tante sfaccettature che circondano Isabella, non si può certo capire il suo personaggio.

Una volta fatto questo bisogna poi entrare sin nel profondo dei personaggi, condividere con esso cuore e mente, bisogna essere lì proprio al suo fianco, creare personalità a partire da dati freddi e precisi. Una volta fatto questo il personaggio si muoverà, reagirà, crescerà e si evolverà spontaneamente.
Una cosa importantissima è inoltre non giudicare mai i propri personaggi. Ogni autore è come un regista che sa come rendere al meglio le caratteristiche dei propri personaggi, che siano essere negative o positive. Non si deve giudicare un personaggio, prendere una posizione, ma bensì rendere al meglio la sua personalità, farla capire al lettore. 
E' importantissimo che in un libro sia resa al meglio la personalità in ogni sua sfaccettatura e narrare l'evoluzione psicologica dei personaggi. 


QUEST

Capita inoltre che quando un'autore tratteggi un personaggio, soprattutto se inventato di sana pianta, lasci qualcosa di se e delle proprie esperienze impresso in esso. Capita anche a te di riversare frammenti del tuo essere nei personaggi di cui narri?

CARLA MARIA

Ah sì, assolutamente! I libri per certi versi sono sempre un po' autobiografici, perché quando scegli ad esempio, non la scegli ad occhi chiusi, ma bensì perché ti appassiona. Io scelgo sempre storie passionali perché sono una persona emotiva e vivo le emozioni in maniera sempre molto intensa. Amo le storie emotivamente forti, quindi sì c'è molto di me nelle mie storie e nelle protagonisti che scelgo. 
A volte mi attraggono e scelgo alcuni personaggi che mi intrigano per la personalità, personaggi a cui vorrei tendere e assomigliare. Sono personalità diverse dalle mie, a cui mi piacerebbe assomigliare, a cui tendo per i loro valori così forti. Un esempio è Farinata degli Uberti, protagonista del mio Il cavaliere del giglio. E' grazie a lui, al suo personaggio di cui ero profondamente innamorata da giovane, se sono arrivata alla scrittura. A 16 anni, quando lessi che di questo tipo così eroico così fiero e così bello persi la testa, e quando ad un certo punto mi si sono create delle condizioni grazie alle quali ho potuto seguire una passione che ho sempre portato con me, ma che non avevo mai potuto sviluppare, quando mi è stata data l'occasione di studiare la Firenze Dantesca, il cuore di questa mia ricerca è stato lui, Farinata. Dovevo scoprire se era così come l'avevo sempre immaginato, scoprire di più su questo amore particolare, e così mi sono ritrovata immersa nella sua storia, una storia non molto raccontata nei libri, se non nel mio. Ho incontrato un personaggio di un fascino sorprendente, che mi attirato per gli aspetti che lo accomunano a me. Il tema di quel libro a cui ero assai legata tanto in passato quanto ora ruotava intorno al fatto "se fosse o no giusto spingere la coerenza con le proprie idee fino al punto da sacrificare tutto?" Farinata nella sua storia l'ha fatto.
Certo nei libri c'è parte di un autore, ma questo non vuol dire che l'autore sia identico al personaggio ma bensì che ne è attratto dalla personalità di quei personaggi, dai tratti che hanno più presa sul proprio carattere.

Con il mio ultimo libro io mi sono sentita molto vicina a Isabella per la sua concezione della bellezza, secondo la quale l'estetica deve anche essere etica. 

QUEST
Mi piacerebbe sapere se e in che modo questa "inimicizia" si ritrova nelle fonti storiche, poiché abbiamo detto che questa è una "lotta" molto velata.

CARLA MARIA

Nelle fonti storiche sicuramente c'è, anche se ho scoperto una cosa che conoscevo sì, ma che grazie a questa storia ho potuto toccare con mano: c'è storia e storia. Quando parliamo di storia ufficiale, parliamo sempre di fonti manipolate, poiché si scrive per committenza, chi scrive lo fa in modo tale che il prodotto finale sia di gradimento al proprio committente, al proprio signore.
La storia poi, oltre ad essere scritta dai vincitori, è scritta dagli uomini; è per questo che io scrivo e parlo di donne, per dar voce a quella parte di storia messa da parte. Facendo questo ho scoperto quanto le fonti possano essere modificate e manipolate. Ne La bastarda degli Sforza infatti do voce proprio a lei, a Caterina, la quale consiglia direttamente al lettore di non credere alle parole del  proprio padre.
Con il mio ultimo romanzo ho avuto la fortuna di avere tra le mani anche qualche lettera non ufficiale, sfuggita alla distruzione di documenti non modificate. Questo mi ha permesso di capire a fondo le due donne protagoniste, soprattutto Isabella la quale scrive a tutti, al mondo intero, ma non una singola riga alla cognata. In assenza è stato semplice capire che tra le due non scorreva certo buon sangue. Ci sono poi lettere appassionate, quelle che scrive al Gonzaga, che sono incredibili, soprattutto per l'epoca e per la sua collocazione sociale. Da queste lettere si capisce quanto ella sia totalmente persa.
Insomma, quello che faccio è lavorare proprio come fanno gli storici: interpretare i documenti. In breve il lavoro che fanno gli storici è quello di prendere dei documenti (manipolati) e ovviamente interpretarli dal loro punto di vista. Questo fa pensare a quante manipolazioni vengono applicate sulla storia che arriva a noi. Benedetto Croce infatti affermava che "la Storia non esiste", ed io sono d'accordo con lui. Questo vuol dire che bisogna indagare sapendo che però ci sono queste eventuali manipolazioni.

QUEST

Mi sembra che nei tuoi libri ci sia un filo conduttore fondamentale, che è quello di riscrivere la storia al femminile, ciò rivolgere l'attenzione su quegli aspetti della storia che furono scritti dagli uomini. Il tuo intento è quindi mettere in luce quelle parti della storia che sono state trascurate?

CARLA MARIA

Direi che sicuramente questa componente c'è. Tenete presente che quando narro una storia, mi pongo solo un obiettivo: narrare la bellezza di quella storia, non mi interessano altri fini se non quello di raccontare una storia emotivamente forte. Non c'è dubbio poi che si possano raggiungere anche altri obiettivi. Mi sono accorta poi, studiando queste donne, che ad esempio le loro ragioni non venivano mai riportate.
Mi rendo conto che narrando queste storie appartenenti a queste donne, narro anche la storia dalla loro parte. Uno degli obiettivi che il mio libro riesce a raggiungere è proprio quello di riuscire a raccontare la storia dal punto di vista femminile. 


QUEST

Hai un personaggio che ti affascina, ma che per qualche ragione non hai voluto ne sei riuscita ad affrontare?

CARLA MARIA

A me questo è capitato con Caterina Sforza. Per lungo tempo l'ho avuta nella mente, ma sapevo di dover affrontare il nodo delicatissimo della violenza affrontata che andava tutta descritta. Dovevo inventarmi tutto, come ci si arriva, quali parole utilizzare, tutto! C'era quindi questo momento della sua vita, questo scoglio, da superare, così come bisognava descrivere un rapporto di coppia complicatissimo sottolineato dalla figura orribile di lui e tutto quello che lei è stata costretta a subire, nonostante la sua natura ribelle.
Quel nodo era piuttosto delicato, quindi non potevo fare a meno di chiedermi se avessi o no la maturità di affrontare questi passaggi senza cadere in due cose che temo molto: lo splatter e la volgarità. Bisognava narrare queste scene con la giusta capacità e la giusta delicatezza. Per lungo tempo ci siamo guardate io e Caterina e per altrettanto lungo tempo mi sono ritrovata ad ascoltare le sue richieste, la sua volontà di venir finalmente fuori per trovare un posto all'interno delle mie storie. 
Alla fine questo scoglio sono riuscita a superarlo e devo dire che è stata una grande soddisfazione.
Oltre a Caterina volevo poi parlare di Isabella D'Este. Lì però c'era uno scoglio tutto intellettuale. Con Isabella e Lucrezia si va immancabilmente a misurarsi con una letteratura che c'è già, come ad esempio il libro della Bellonci. Per fortuna i libri sono diversissimi. Quello della Bellonci è intellettuale e politico, il mio è invece fatto di emozioni e passioni, la donna politica quasi non c'è.

QUEST

Il titolo del tuo libro fa subito pensare ad una cosa: le faide storiche. C'è qualche faida storica di cui ti piacerebbe narrare e raccontare in un prossimo libro?

CARLA MARIA

In realtà al momento no, perché io arrivo alle storie raramente con una preconoscenza, una delle poche volte che sono arrivata con la preconoscenza è stata con Farinata degli Uberti, ma perché in quel caso non credevo che sarebbe diventato un libro. Man mano che leggevo e mi documentavo pensavo che non potevo certo lasciare la storia così, dovevo lasciare una traccia, dovevo dar voce al personaggio, non potevo certo lasciarmi scappare quell'occasione. La veste di romanzo è venuta poi fuori naturalmente. 
L'altra preconoscenza è Eleonora d'Aquitania che ho incontrato nella letteratura, grazie alla quale avevo percepito quanto la sua fosse una personalità brillante, poiché ha fatto cose nella sua vita che al tempo sembravano davvero insolite, come ad esempio la chiusura del suo matrimonio ed il conseguente matrimonio con il re d'Inghilterra. Molti lettori infatti mi chiedono di raccontare la seconda parte della storia, visto che io racconto solo la prima parte, quella del suo primo matrimonio.
Questo mi ha spinto a curiosare. Le altre storie invece in qualche modo sono arrivate a me, un po' per caso, perché quando si studia capita spesso che gli studi e i temi si incrocino e vengano fuori percorsi inaspettati.
Non mi capita mai di scegliere una storia, direi più che invece è la storia che sceglie me, che arriva a me nel momento adatto. La storia arriva ed io la lascio così, poiché sono rispettosissima del dato storico; ho talmente tanto su cui lavorare e di cui parlare che mi viene spontaneo lasciare il dato storico così com'è.
Amo le storie reali, ma non è detto che un domani non arrivi anche ad una storia inventata. Per il momento però continuo sulla mia strada, perché trovo incredibile quanto la realtà riesca a scavalcare la fantasia, quanto una storia reale riesca a stupire e sorprendere.


Che dire...io ieri sono rimasto letteralmente incantato ascoltando le parole di Carla Maria, parole che in qualche modo hanno riacceso in me la passione per la storia e in particolar modo per il Rinascimento. Io spero che questo post vi sia piaciuto e che la curiosità si sia impossessata di voi, quindi...correte in libreria e poi fatemi sapere cosa ne pensate de Le Nemiche!
See you soon! -Lewis

Nessun commento:

Posta un commento