giovedì 21 maggio 2020

Botta&Risposta: Di gioventù e tecnologia con Luigi Ballerini

INTERVISTA A LUIGI BALLERINI SU MYRA SA TUTTO

Bentrovati amici di Everpop! Quest'oggi voglio condividere con voi il sunto dell'incontro di ieri con Luigi Ballerini sul suo nuovo romanzo Myra sa tutto.

my point of view

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Come nasce questo tuo nuovo libro?
Luigi Ballerini
La storia di Ale e Vera nasce da una serie di input personali, tre in particolare:
Il primo mi è venuto alla mente quando, dopo essere entrato da Stradivarius per acquistare un pantalone, di ritorno a casa ho trovato, per la prima volta, su Facebook un annuncio pubblicitario che riguardava proprio Stradivarius.
La stessa cosa mi è successa andando su un sito di e-commerce; avevo pensato di acquistare un paio di scarpe, che però alla fine avevo lasciato nel carrello...be' dieci minuti dopo trovo una mail (bellissima) che mi avvertiva del mancato acquisto e che le scarpe erano rimaste lì sole e offese, rassicurandomi però allo stesso tempo. Belle parole certo, che però fanno pensare alla parziale libertà di scelta. Posso essere libero di pensare di acquistare un paio di scarpe e poi deciderne di non volerle più, senza nessuno che mi dica di averle lasciate lì, come a volermi far sentire in colpa?
Incontrare degli esperti di Intelligenza Artificiale ha ulteriormente aiutato. Durante una crociera letteraria mi è stato raccontato che i form che ci chiedono di dimostrare di non essere bot servono in realtà alle IA, per aiutarle a riconoscere pedoni, semafori e strisce pedonali. Insomma in qualche modo stiamo insegnando e nutrendo queste intelligenze. Bisogna ricordarsi che sono intelligenze perché siamo noi a renderle tali.
L'esperienza personale, unita agli incontri con esperti di settore e una lettura di alcuni saggi mi ha fatto pensare a questo nuovo distopico, che apprezzo perché non è fantascienza pura. E' qualcosa che c'è già, ma che viene portato all'esasperazione.
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Da dove parte l'intera storia?
Luigi Ballerini
Mi è piaciuto pensare questo governo, in un futuro prossimo non molto lontano da noi, in cui la carta è sparita, "ufficialmente" per motivi ecologici, ma soprattutto perché tutte le comunicazioni che passano tra le persone e tra governi sono digitali e quindi tracciabili. Siamo in una società in cui tutto è online, una società nella quale Myra è un sistema operativo, assimilabile a Siri o Alexa, che sa dirci come vestirci, come muoverci...cosa fare! Un comodo oracolo a cui chiediamo dei responsi sulla nostra vita.
Il libro parte con uno dei quattro protagonisti, Ale, che si prepara alla festa dell'abbinamento. I ragazzi di 17 anni, che ancora non hanno trovato un/a fidanzato/a, possono beneficiare di Myra, che sulla base del loro profilo è in grado di abbinare le persone davvero simili.
Il libro è strutturato in questo modo, con dei capitoli che seguono una narrazione in terza persona, sempre però preceduti da un'introduzione in prima persona, da un personaggio chiamato King.
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A questo proposito viene spontaneo chiedersi perché i personaggi che fanno parte della resistenza hanno assunto come nome in codice, il cognome di autori illustri. Come mai questa scelta?
Luigi Ballerini
I protagonisti assumono questi "nomi" per un motivo ben preciso, perché all'interno di questa società dove tutti se ne stanno comodi, c'è un gruppo di persone, il fronte per la liberazione del pensiero, che si è accorto del prezzo che possiede la loro comunità e che questo prezzo è troppo alto. E' proprio per far fronte a questa situazione così manipolatoria, che i quattro protagonisti si schierano dalla parte del fronte, gruppo all'interno del quale tutti possiedono un nome in codice per proteggere i membri da eventuali intercettazioni. Questi nomi in codice si rifanno appunto a personaggi illustri della letteratura e li ho scelti perché sono quegli autori che più mi hanno fatto compagnia nella vita.
Perché però questi ragazzi assumono il nome di autori famosi? Perché in questo mondo che si è sbarazzato della carta è stato tutto digitalizzato e soprattutto i libri, che durante la digitalizzazione hanno subito dei cambiamenti e mutilazioni; alcuni, i più "pericolosi", addirittura non hanno neppure subito questa digitalizzazione. Il recupero della libertà in questa storia quindi, passa tramite i libri e il recupero dei testi originali (in dei magazzini anche poco protetti, per via dello scarso interesse da parte del governo). Quindi ciascuno di loro diventa quell'autore e si fa così portavoce della storia originale, trasmettendola al prossimo.
Il vero atto di ribellione in una società come questa diventa quindi un vero e proprio ritorno alla carta!
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Come è avvenuta la genesi dei tuoi due protagonisti? C'è qualcosa di te in loro?
Luigi Ballerini
Io dico sempre che ci sono due tipi di scrittori: quelli bravi e quelli come me! Gli scrittori bravi, che invidio, sono quelli che riescono a fare un ottimo plot narrativo bello e importante e conoscono a menadito i personaggi prima ancora che la storia inizi. Io invece proprio non riesco, non riesco a seguire questo metodo così preciso e strutturato, per cui prima di iniziare il libro non ho nulla di chiaro sui protagonisti.
Son partito con Ale che si guardava allo specchio. Da questa scena iniziale si sviluppa la storia, a partire dalla scoperta del nome di Vera, che Myra gli rivela a sorpresa, cosa che invece solitamente non fa. Fintanto che lui non incontra Vera però nemmeno io so come sia la ragazza; faccio la sua conoscenza soltanto quando anche lui la vede per la prima volta. Questo vuol dire che la costruzione dei personaggi per me è molto immediata, come se li vedessi per davvero.
Per ritornare alla tua domanda iniziale, nei due protagonisti c'è qualcosa dei ragazzi che incontro, ma anche tanto di me, se pensate allo sport che piace ai due ragazzi: il pattinaggio sul ghiaccio. C'è anche la mia passione per la tecnologia e ho beneficiato della mia fortuna di poter ascoltare i ragazzi.
Inconsciamente ho messo dentro tutte le persone che ho incontrato, ma nessuna di loro è il ritratto perfetto dei due protagonisti.
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Nel tuo libro ci ho visto alcuni tratti in comune con Lei di Joaquin Phoenix. Per caso è tra le tue ispirazioni?
Luigi Ballerini
Non ci avevo mai pensato, ma sì forse in qualche modo ci è finito, perché penso che sia un ottimo film, anche se è stato tanto criticato. Forse il rapporto iniziale tra Ale e Myra ha qualcosa che fa pensare a quel film.
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La tecnologia non è mai né buona né cattiva, è solo tecnologia, anche nelle distopie. E' sempre una questione di etica e morale, se parliamo di come gestirla. C'è sempre il dualismo tra il cercare di avere leggi sempre più stringenti per la tutela dell'uomo e altri che sono molto più permissivi perché la tecnologia aiuta l'uomo ed è buona. Mi chiedevo, tu dove ti posizioni?
Luigi Ballerini
Ho riflettuto molto sui risvolti di Myra e ho anche studiato molto. Devo dirti che ho sentimenti misti, contrastanti.
Le implicazioni etiche sono grossissime e me ne sono occupato per quanto riguarda le macchine a guida autonoma, dove c'è il classico dilemma del guidatore (già presente nelle distopie): in caso di incidente uccido il cane che compare davanti oppure il proprietario che è in macchina? Sono dilemmi forti, che ruotano attorno a quella che viene detta la roboetica, una nuova questione riguardante le macchine e la loro autonomia, che in qualche modo ci porta a cedere qualcosa di noi.
Io stesso sono combattuto, ma credo si già buona cosa che stiamo all'erta e non subiamo passivamente questa tecnologia, anche se a volte siamo piuttosto superficiali sul dare consensi, che sono importanti anche se non appaiono come tali.
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Leggendo mi capita spesso di pensare a quello che può essere stato lasciato fuori dalla storia. C'è qualcosa di particolare che è stato tagliato? E perché?
Luigi Ballerini
Di tagli non ne ricordo. In realtà non ci sono stati tagli corposi, ma bensì un lavoro di messa a fuoco, su alcuni momenti chiave e alcuni meccanismi della trama che andavano sciolti meglio, ma pochi in realtà. E' capitato di togliere qualcosa, ma per aggiungere qualcos'altro che narrativamente funzionava meglio.
Il lavoro prezioso che ha fatto Loredana, la mia editor, è stato quello di costringermi ad un rigore sul piano temporale, ad esempio; mi ha costretto a fare una timeline alla fine del romanzo, che mi ha aiutato a rimettere in ordine alcune discrepanze temporali. Mi ha inoltre aiutato a mostrare e far vivere determinati eventi, piuttosto che descriverli semplicemente.
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Nei distopici l'incontro tra i protagonisti, quelli che in qualche modo poi hanno un legame sentimentale, avviene dopo, mentre nel tuo libro è proprio l'input che da il via all'intera storia. Come mai sei partito da questo incontro?
Luigi Ballerini
Sembra assurdo, ma non lo sapevo all'inizio. Sono partito con Ale allo specchio e da lì mi sono posto una serie di domande. Che ci faceva davanti allo specchio? Da lì è scattata l'idea della Festa dell'Abbinamento alla quale sono susseguite svariate altre domande, e così via.
Mi piaceva anche introdurre questo aspetto di Myra che sa tutto e ci prende anche! Sa davvero qual è la persona che potrebbe piacerci. Quindi in qualche modo era anche un omaggio al potere e alla potenza alle intelligenze artificiali.
Mi piaceva l'idea di far partire il romanzo con un incontro forte potenzialmente d'amore, che si basa su questo limite: da una parte va bene, ma dall'altra parte va bene ma fa anche un po' paura.
See you soon! -Lewis

MYRA SA TUTTO

  • Autore:Luigi Ballerini
  • Editore:Castoro Editrice
  • Genere:Distopico
  • Pagine:296 pp
  • Uscita:32/05/2020
  • Prezzo:€ 15,50
  • Nazionalità:Italiana
TRAMA
Non sai cosa metterti. Che film guardare. Qual è la ragazza o il ragazzo che fa per te. Nelmondo di Ale e Vera non c'è bisogno di affannarsi per trovare le risposte. Myra, il sistema operativo integrato nella vita di ogni cittadino, ti conosce bene e sa cosa è meglio per te. Basta chiedere. E infatti Ale e Vera si incontrano proprio grazie a lei. Ma qualcosa non quadra, e Vera lo sa: si può vivere sotto l'occhio costante del sistema, nella totale condivisione social della propria vita. A cosa stanno rinunciando. Ale, Vera e un gruppo di altri ragazzi tentano la strada più dura: scegliere da soli, risvegliare le coscienze. È diffcile non farsi beccare, ma ne vale la pena: la libertà è un'avventura piena di storie, emozioni, sfide. Ma è anche piena di pericoli, soprattutto se ilnemico è molto più vicino del previsto. Ribellarsi ha un costo molto alto. Saranno disposti a pagarlo.

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