lunedì 17 novembre 2025

Botta e Risposta: La vita (quotidiana) nel mondo animale di Joshua Barkman

INTERVISTA A JOSHUA BARKMAN

Bentrovati amici di Everpop! Nuova settimana, nuova intervista! Stavolta tocca a Joshua Barkman, autore di False Knees, arrivato qui in Italia grazie a Gigaciao! Ho incontrato Joshua a Lucca e mi son gasato per l'intervista fatta e quindi...oggi la condivido con voi!

my point of view

Domanda

Come nasce il progetto delle strisce che poi ha portato alla nascita di questo fumetto?

Risposta

Tutto è cominciato nel 2011 quando ero l'università; un amico che dirigeva il giornale dell'università mi disse che avevano bisogno di un riempitivo per dello spazio grafico e mi chiese se mi andava di fare qualcosa. A me piaceva disegnare, ma non avevo in effetti mai fatto un fumetto, però decisi che valeva la pena tentare, quindi ho mandato alcuni sketch che sono piaciuti e sono stati poi inseriti. Da lì è andato avanti e sta continuando ad andare avanti, solo che è diventato un lavoro solo molti anni dopo.


Domanda

Il tuo lavoro, tanto oggi quanto agli albori, è tutto analogico o digitale?

Risposta

Il lavoro in realtà è tutto analogico. Vado di matita e inchiostro, uso i pennini calligrafici per le linee e per i testi; mi piace fare tutto con i mezzi tradizionali, e tra tutti gli strumenti quello con cui mi sento più a mio agio è proprio la matita. Mi sento più sicuro con le matite, però di base ho sempre un'idea molto precisa di come dovrebbe apparire il mio lavoro e cerco di trasporlo esattamente come lo vorrei attraverso l'uso dell'acquarello o di quello che mi ritrovo davanti.

Domanda

I personaggi di False Knees sono animali e il sottotitolo ci suggerisce che sono simpatici, ma in realtà sono molto più cinici e irriverenti. A cosa ti ispiri per caratterizzarli e da dove nascono quesrte caratteristiche e personalità?

Risposta

In realtà è tutto frutto di osservazione. Ho sempre amato ammirare gli uccelli e col tempo ho comprato anche una grossa macchina fotografica, con la quale ho scattato molte fotografie che ho usato come riferimento per tutti i miei lavori. E da ogni osservazione ho finito poi per immaginare come si potessero comportare e davo la mia interpretazione a quello che vedevo e al loro comportamento in natura.

Domanda

Hai prima spiegato che hai iniziato a disegnare per riempire degli spazi di giornale e mi chiedevo: questo ha finito poi per influire il format di costruzione delle tavole?

Risposta

Il formato della striscia mi è sembrato, sin da subito, molto naturale perché comunque sono cresciuto leggendo le strisce dei giornali e quindi quello era un formato tutto sommato naturale per me da utilizzare. Comunque va detto che un fumettista è sempre soggetto ai dei limiti sul suo formato collegati al tipo di media. In particolare io ho iniziato a metà degli anni 10 del 2000, facendo vignette quadrate e quattro vignette in modo che composte potessero essere un grande quadrato. Però mi piacciono anche altre forme di layout; in particolare leggo molti fumetti europei, francesi, che trovo tremendamente inspiranti, perché ti dimostrano come si possa sfuggire a un formato e ed è qualcosa che voglio esplorare nei fumetti. Il limite è un qualcosa che in realtà ha dei lati sia positivi che negativi, perché se tu hai un formato entro cui sei obbligato a stare allora è lì che puoi trovare la l'idea per tirare fuori una soluzione davvero originale. Un'altra cosa che volevo aggiungere è che quando il fumetto ha fatto il suo esordio, su internet le possibilità erano infinite. Si poteva scegliere di fare un fumetto che potevi scrollare all'infinito sia in verticale che in orizzontale. Poi sono arrivati i social network e a quel punto ci siamo involuti limitandoci al formato rigoroso.


Domanda

Prima si parlava delle delle tavole e del formato quadrato. Le storie, soprattutto, si sviluppano in poche pagine o addirittura in poche vignette. Quali sono le difficoltà e quali sono i vantaggi secondo lui di raccontare una storia in così poco spazio?

Risposta

Fare un fumetto in quattro vignette è un qualcosa di molto difficile perché tu devi riuscire a presentare una storia che sia completa in uno spazio relativamente limitato. Se tu hai un fumetto di 20 pagine, in quelle 20 pagine tu puoi esplorare tutti i dettagli che ti pare, mentre in quattro vignette tu devi presentare la scena, devi presentare i personaggi, devi arrivare alla battuta finale se è comico o comunque devi arrivare a una conclusione. È un qualcosa di davvero difficile da fare perché non devi avere la completezza in uno spazio limitatissimo. Ultimamente in effetti sono più interessato a creare dei fumetti lunghi, però spero che questo non mi porti a perdere l'abilità di fare fumetti in quattro strisce perché è davvero qualcosa di difficile, qualcosa che mi piace avere la capacità di fare.

Domanda

Spesso nel fumetto il lettering non viene considerato così spesso nella fase di costruzione della vignetta stessa, mentre nel tuo si nota una certa attenzione. Dove nasce questa grande attenzione che poni su questo aspetto?

Risposta

In realtà è venuta fuori come una cosa abbastanza naturale. Io sono cresciuto leggendo Calvin and Hobbes, che ha un lettering davvero meraviglioso! Gli effetti sonori che l'autore riesce a creare con il lettering sono stupefacenti e penso di aver anche imparato a conoscere tu gli strumenti che usava Watterson e di aver imparato a usarli. Per quanto mi riguarda ho provato a creare un font, un carattere con la mia scrittura, ma all'interno del fumetto lo trovo artefatto, lo trovo artificiale e non mi piace. Lo uso per farmi pubblicità su Instagram, ma non lo uso nel in altre occasioni. In realtà la scrittura per me arriva per ultima e in questo mi rendo conto di essere un po' strano, in quanto non sono come molti altri che creano il balloon della dimensione esatta del testo che dovrà andarci dentro e fanno sì che il testo si adatti perfettamente a quel balloon. Io faccio un balloon che possa ospitare il testo, ma cambio anche il testo svariate volte prima di di decidere quale sarà il testo al suo interno. Quindi, insomma, il mio lettering è questo.


Domanda

Prima si parlava di linee e quindi immancabilmente non posso che pensare anche a pattern e texture, che nel tuo fumetto utilizzi spesso. Si nota una certa sicurezza e manualità nel tracciamento di queste linee. Hai fatto studi artistici o è frutto di uno studio da autodidatta?

Risposta

In realtà non ho avuto un'educazione di artistica di nessun genere. Addirittura mi sarebbe piaciuto fare una scuola del genere, ma così non è stato. Ho tentato persino di fare un un corso di arte alle scuole superiori, ma non c'erano abbastanza allievi, quindi il corso non venne attivato e non se ne fece nulla. Poi all'università ho studiato linguistica, quindi anche lì un ramo totalmente diverso e tutto quello che vedi, alla fine è tutto frutto da autodidatta. Ho imparato a a riprodurre quello che vedevo, ho imparato a tracciare le linee però interamente da solo. Non ho avuto un nulla di strutturato, nulla di formale alle spalle. 

Termina qui una delle mie interviste preferite di questo Lucca, nella speranza che possa leggere presto qualcosa di nuovo di Joshua e magari incontrarlo nuovamente!
See you soon! -Lewis

FALSE KNEES

  • Autore:Joshua Barkman
  • Editore:Gigaciao
  • Genere:Umoristico
  • Pagine:144 pp
  • Uscita:12 Settembre 2025
  • Prezzo:€ 18,00
  • Nazionalità:Americana


TRAMA

Lo studio del comportamento animale ha raggiunto nuove, inesplorate frontiere! Dall’inchiostro di un autore canadese arrivano a noi le segrete, incredibili e ilari cronache di ansie, idiosincrasie e disavventure di svariate creature: animali finalmente e realisticamente disegnati, sì, ma quasi troppo umani a volte! L’umorismo surreale delle strip di False Knees ci fa ridere e riconoscere nei piccoli momenti quotidiani di corvi, sparvieri e pinguini: quel vicino di ramo troppo logorroico, l’amico col piumaggio stupendo che se la tira troppo… ma rivediamo anche noi stessi: i nostri momenti di sconforto, di arroganza, smarrimento o di autoindulgenza, diventando così da assurdo a fin troppo realistico nella sua verità emotiva, che prima ci strappa un’ironica risata e poi ci tocca il cuore. Probabilmente avete già letto alcune vignette trasformate in meme iconici, ora preparatevi ad amare gli originali.

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